È Cingoli ad aggiudicarsi per il 2026 il titolo di Borgo dei Borghi, riconoscimento assegnato ogni anno nell’ambito della trasmissione televisiva Il Borgo dei Borghi, in onda su Rai 3 che conferisce di fatto la palma di borgo più bello d’Italia. La proclamazione della cittadina delle Marche in provincia di Macerata è avvenuta nel corso della puntata speciale di Pasqua, confermando la centralità della cittadina marchigiana nel panorama dei borghi italiani più affascinanti.
La competizione ha visto sfidarsi venti località, una per ciascuna regione, selezionate per il loro valore storico, architettonico e per la qualità della vita. I Borghi in gara quest’anno erano: Arenzano (Liguria), Baselga di Pinè (Trentino), Battaglia Terme (Veneto), Canossa (Emilia Romagna), Castellaro Lagusello (Lombardia), Chatillon (Valle d’Aosta), Cingoli (Marche), Guardialfiera (Molise), Lucignano (Toscana), Margherita di Savoia (Puglia), Nemi (Lazio), Passignano sul Trasimeno (Umbria), Realmonte (Sicilia), Sadali (Sardegna), San Fele (Basilicata), San Nicola Arcella (Calabria), Spilimbergo (Friuli Venezia Giulia), Villalago (Abruzzo), Villar San Costanzo (Piemonte), Zungoli (Campania).
Un viaggio televisivo che ha attraversato l’Italia da nord a sud, raccontando territori, tradizioni e comunità, fino alla proclamazione finale. A guidare il pubblico in questo percorso è stata ancora una volta Camila Raznovich, affiancata da tre giurati d’eccezione che hanno contribuito con i loro voti alla classifica finale insieme al pubblico. Tra i protagonisti della serata anche l’archeologa Tiziana D’Angelo, il regista Fabio Toncelli e lo storico dell’arte Jacopo Veneziani, i tre giurati che hanno accompagnato gli spettatori alla scoperta di luoghi simbolici del patrimonio italiano, dalle Dolomiti Lucane ad Altamura, offrendo chiavi di lettura tra paesaggio, storia e cultura.
Il successo di Cingoli rappresenta il riconoscimento di un territorio capace di unire bellezza naturale, stratificazione storica e identità culturale. Situato in provincia di Macerata, il borgo sorge a 631 metri sul livello del mare, sulla sommità del Monte Circe, dominando un ampio panorama che gli è valso il soprannome di “Balcone delle Marche”. Da qui, nelle giornate più limpide, lo sguardo si estende fino al Mar Adriatico e, oltre, alle coste della Dalmazia.
Il territorio di Cingoli si sviluppa tra la valle del fiume Musone e quella del Rio le Laque, in un contesto montuoso caratterizzato dalla cosiddetta piega di Cingoli, una formazione appenninica di origine antica, risalente al Cretaceo superiore. L’area è ricca di biodiversità, con boschi che ospitano una vasta varietà di specie vegetali e animali, rendendola un ambiente naturale di grande valore. Non a caso, già negli anni Settanta sono state istituite zone protette come la macchia del Monte Nero e quella delle Tassinete.
La storia del borgo affonda le radici nell’antichità. Abitato già nel IX secolo a.C. da popolazioni picene, il territorio vide la fondazione di Cingulum nel III secolo a.C. In epoca romana la città acquisì un ruolo significativo, diventando municipium sotto Augusto. Nei secoli successivi attraversò fasi di trasformazione, tra dominazioni, sviluppo comunale e appartenenza allo Stato Pontificio, fino all’ingresso nel Regno d’Italia nel 1861.
Passeggiando nel centro storico si percepisce una dimensione sospesa nel tempo. Le vie sono caratterizzate da facciate dai colori caldi, portali rinascimentali in pietra e una quasi totale assenza di traffico, che contribuisce a creare un’atmosfera di calma e raccoglimento. Cuore della città è piazza Vittorio Emanuele II, su cui si affacciano il Palazzo Comunale e la cattedrale di Santa Maria Assunta, edifici che testimoniano secoli di evoluzione architettonica e culturale.
Tra i luoghi simbolo spicca la collegiata di Sant’Esuperanzio, considerata uno dei monumenti più importanti del borgo, con la sua facciata romanica e il portale scolpito nel XIII secolo. Non meno rilevanti sono i palazzi nobiliari, le chiese barocche e le opere d’arte custodite negli edifici storici, come la Madonna del Rosario, straordinario capolavoro di Lorenzo Lotto, conservata nella Sala degli Stemmi del Palazzo Comunale.
Il riconoscimento ottenuto da Cingoli si inserisce in un contesto di valorizzazione dei piccoli centri italiani, che negli ultimi anni hanno visto crescere l’interesse turistico e culturale. Il programma “Il Borgo dei Borghi” ha contribuito a rafforzare questa attenzione, raccontando storie locali e promuovendo un turismo sostenibile e consapevole. La vittoria del borgo marchigiano non è solo un titolo simbolico, ma rappresenta anche un’opportunità concreta per il territorio, in termini di visibilità e sviluppo. Il coinvolgimento attivo degli abitanti, che hanno sostenuto la candidatura con entusiasmo, è uno degli elementi che hanno contribuito al successo finale, confermando il legame profondo tra comunità e identità locale.
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