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Blog tour: cos'è, come funziona, cosa significa per le aziende, come cambia il rapporto con i viaggiatori




Chi ci segue almeno dallo scorso anno sa che nel 2014 abbiamo partecipato ad alcuni blog tour. Abbiamo deciso di dedicare un post per approfondire un po’ l’argomento. Innanzitutto, che cos’è un blog tour? Si tratta di un viaggio organizzato da enti del turismo, tour operator, strutture ricettive (hotel, ristoranti, bed and breakfast... ) o aziende locali (produttori agricoli, aziende artigianali, e via dicendo), che ha lo scopo di promuovere il territorio attraverso blog che hanno un certo bacino di lettori, magari in linea con il tipo di esperienza che il blog tour intende promuovere. È quindi, a tutti gli effetti, paragonabile a un viaggio stampa, solo che al posto dei giornalisti ci sono i blogger. Può comunque capitare (a noi è capitato) che blog tour e viaggio stampa si sovrappongano, in quanto possono prevedere la presenza contemporanea di blogger e giornalisti.

Ma come funziona un blog tour? I partecipanti vengono solitamente contattati alcuni mesi prima dell’inizio del viaggio, onde permettere all’organizzazione di gestire il tour nel migliore e nel più confortevole dei modi. I blog tour possono avere diversa durata: si va da quelli di un solo giorno, fino ai blog tour che durano una settimana o più, anche se mediamente hanno la durata di due o tre giorni. Durante il blog tour, i partecipanti hanno il compito di raccontare i luoghi che visitano, soprattutto in modalità live, con frequenti aggiornamenti sui social network, condivisione di fotografie, brevi racconti in diretta delle esperienze. Se un blog tour è serio, avrà un hashtag dedicato (è indispensabile) con il quale i blogger andranno a taggare i contenuti, e che permetterà al pubblico di seguirli. Quando i blogger tornano a casa, si occuperanno poi di descrivere, con post ad hoc, i punti salienti dell’esperienza vissuta o quelli più interessanti per il proprio target. Per esempio, a seguito del nostro blog tour a Castiglion Fiorentino, noi abbiamo scritto post rivolti principalmente a far conoscere l’arte dei luoghi che abbiamo visitato. Ne consegue che l’organizzazione dev’essere brava a scegliere i blogger giusti: un’azienda che vuole promuovere, per esempio, un villaggio vacanze alle Maldive, difficilmente otterrà benefici dal rivolgersi a un sito che parla d’arte, così come un ente che vuole promuovere una rete di musei d’arte antica, non si affiderà a blog specializzati in safari africani. E ovviamente, affinché la consapevolezza della destinazione promossa arrivi a più persone, è necessario scegliere non solo i blog adatti per la destinazione, che hanno la potenzialità di attirare un target ben preciso, ma anche quelli dotati di un certo seguito, benché non si debba guardare solo ai numeri: le aziende, solitamente, soppesano in modo equilibrato il mix tra qualità del blog e tipo e quantità di audience a cui è in grado di comunicare.

I blog tour solitamente seguono un programma ben definito: l’organizzazione decide quindi prima del viaggio quali esperienze far sperimentare ai blogger. Il blog tour pertanto non è una vacanza, come si potrebbe pensare. Perché in vacanza, il viaggiatore fa quello che vuole. Il blog tour, se organizzato in modo efficiente, ha degli orari da seguire in maniera puntuale. Può anche capitare di dover girare senza sosta dalle nove della mattina fino alle dieci della sera (a noi è capitato): succede soprattutto laddove l’organizzazione tende a concentrare un certo numero di attività in uno spazio temporale ristretto. E quando questo succede, si riducono le pause per i blogger, che spesso si trovano a partecipare a blog tour che prevedono pochissimi spazi per riposare :-) È, in sostanza, un lavoro: spesso, i blogger vengono pagati per partecipare ai blog tour.

Foto dal nostro blog tour a Castiglion Fiorentino
Foto dal nostro blog tour a Castiglion Fiorentino

Il lettore del blog potrebbe dunque domandarsi: come faccio a sapere quello che quello che il mio blogger preferito sta descrivendo è frutto di una reale esperienza e non è una marchetta? La risposta a questa domanda è relativamente semplice: dipende dai blogger. Se il lettore segue un blog con assiduità, è perché sa che di quel blog si può fidare, e quindi si fiderà anche quando un blogger partecipa a un blog tour (e il blogger serio specifica sempre che l’esperienza che sta provando fa parte di un blog tour). Noi abbiamo un credo fondamentale: siamo aperti alle collaborazioni, ma la nostra approvazione non è in vendita. Non possiamo dunque dare giudizi positivi, se la nostra esperienza non è stata positiva. Finora, fortunatamente, noi abbiamo sperimentato solo esperienze positive: del resto è da poco che abbiamo iniziato a partecipare ai blog tour, e questo fattore probabilmente aumenta la... percentuale di successo. Ma blogger con più esperienza nel settore, e soprattutto onesti e trasparenti con i propri lettori, non hanno alcun problema a criticare attività, esperienze o intere organizzazioni se il blog tour è andato male o se qualche attività non è stata gradita. Per esempio, la nostra amica Francesca Turchi di Travel’s Tales ha raccontato di una sua cena a Londra non proprio memorabile. O ancora, la blogger Federica Piersimoni ha parlato di un blog tour dall’organizzazione non proprio sfavillante. I migliori blogger sono sempre onesti con i propri lettori, e i lettori sanno che dei blogger si possono fidare: e questo è uno degli aspetti che fanno la differenza, quando si scrive su un blog. Quindi, è nell’interesse dell’azienda o dell’ente organizzatore far sì che i blogger provino le migliori esperienze durante un blog tour.

Sono ovviamente molti i benefici che le strutture, gli enti e le aziende possono ottenere dall’organizzazione di un blog tour: ammesso che, ovviamente, riescano a organizzarlo in modo competente, scegliendo i blogger giusti e facendo loro provare solo esperienze positive, raggiungendo un target adeguato. Un blog tour è un importante canale di comunicazione attraverso il quale aziende, enti e strutture possono parlare a un pubblico più o meno ampio, e comunque ben definito, per creare consapevolezza del proprio territorio o del luogo da far conoscere, e per promuovere le destinazioni attraverso la condivisione di esperienze vere. Un blog tour non è pubblicità: quando condividi un’esperienza che stai provando in un momento preciso, in diretta, non hai il tempo di artefarla. I lettori del blog vedono, insomma, quello che vedrebbero anche loro se fossero in quel luogo, in quel momento. E, finito il blog tour, i blogger che sanno lavorare bene sapranno produrre contenuti più approfonditi con i quali riusciranno a rafforzare la consapevolezza dei lettori circa i luoghi visitati, e spesso riusciranno a instillare in loro il desiderio di andarli a vedere di persona. L’organizzazione dovrà essere dunque capace di monitorare siti web e social network anche dopo i blog tour, per vedere quanto è aumentata la consapevolezza del loro territorio, quanto se ne parla, e in che modo. Tant’è che ci sono blog tour che vengono organizzati con cadenza annuale, proprio perché l’organizzazione ritiene indispensabile tenere alto il livello di attenzione riguardo alla destinazione da promuovere.

C’è poi un ulteriore ritorno per le aziende: la diminuzione dei costi. Generalmente, organizzare un blog tour costa meno che impostare una classica campagna pubblicitaria su media tradizionali, e potenzialmente può raggiungere risultati anche migliori, sempre per il fatto che un blog tour veicola esperienze reali e non artefatte. Il blog tour si configura dunque come un mezzo ideale soprattutto per destinazioni poco conosciute o ancora poco gettonate dal grande pubblico. Inoltre, per essere efficace, il blog tour deve essere inserito nello spettro più ampio di una ben organizzata strategia di marketing: altrimenti difficilmente produrrà risultati, perché un blog tour non si può improvvisare. L’organizzazione deve fare poi un’ulteriore considerazione: se il blogger si è trovato bene, tenderà a parlare sempre bene del luogo che ha visitato. E a consigliarlo sempre, anche a distanza di molto tempo dalle date di effettivo svolgimento del blog tour. Con tutto ciò che ne consegue, in positivo: pensiamo a quanto può essere importante il passaparola di un blog riconosciuto come un leader sul web nella propria nicchia di riferimento.

Infine, un breve cenno su come il blog tour cambia il rapporto con i viaggiatori, anche se in parte l’abbiamo già detto. La forza di un blog tour sta essenzialmente in due aspetti, che un canale promozionale tradizionale riesce solo in parte a eguagliare. Il primo: la capacità di trasmettere esperienze veritiere attraverso reportage che avvengono in diretta. I blogger bravi lavorano per trasmettere nel miglior modo possibile, ai loro lettori, ciò che stanno vivendo in quel momento. Per farli, insomma, sentire lì con loro. Noi cerchiamo sempre di far sì che i nostri lettori possano immedesimarsi in noi quando visitiamo un luogo in occasione di un blog tour. Il secondo: se l’organizzazione ha scelto bene i blogger, sa che potrà contare su contenuti di elevata qualità. Tranne rarissime eccezioni, solo i blogger che riescono a produrre contenuti di qualità riescono ad avere successo. E solitamente un blogger che parla di una certa nicchia ha una vasta esperienza nella propria nicchia di riferimento, e saprà quindi comunicare in maniera ottimale con il proprio pubblico.

Insomma... questo è ciò che un blog tour rappresenta! Noi, dal canto nostro, diciamo che partecipiamo a blog tour solo se riscontriamo che c’è un progetto serio alle spalle, se sappiamo di riuscire a fare un lavoro di qualità, se il target è in linea con quello che facciamo. Buon viaggio a tutti :-)



Federico Giannini e Ilaria Baratta

Gli autori di questo articolo: Federico Giannini e Ilaria Baratta

Gli articoli firmati Finestre sull'Arte sono scritti a quattro mani da Federico Giannini e Ilaria Baratta. Scriviamo da Carrara e... siamo noi che ci occupiamo del sito :-) Clicca qui per scoprire chi siamo ;-)

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