Lo Stato italiano ha acquistato la Tomba François, testimonianza identitaria della civiltà etrusca


La Tomba François di Vulci entra ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato italiano. Si sancisce così l’acquisizione definitiva di uno dei massimi capolavori della pittura etrusca. Il ciclo pittorico sarà destinato in modo permanente al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. 

La Tomba François di Vulci entra ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato italiano. La firma dell’atto di compravendita, avvenuta oggi al Ministero della Cultura alla presenza del ministro Alessandro Giuli, sancisce l’acquisizione definitiva di uno dei massimi capolavori della pittura etrusca e della pittura antica, che sarà destinato in modo permanente al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove potrà essere pienamente restituito al pubblico.

Si conclude così un percorso iniziato oltre un secolo fa: già nel 1921, infatti, lo Stato italiano aveva manifestato l’intenzione di acquisire la celebre tomba. L’operazione, dal valore complessivo di 15 milioni di euro, rappresenta uno dei più importanti investimenti compiuti negli ultimi anni dal Ministero della Cultura nel settore delle acquisizioni patrimoniali. Determinante per il buon esito dell’operazione è stata la collaborazione con gli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietarie dell’opera, insieme al lavoro congiunto della Direzione Generale Musei, guidata da Massimo Osanna, e del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, diretto da Luana Toniolo. Alla firma erano presenti anche il Capo di Gabinetto del MiC Valentina Gemignani e il Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale Alfonsina Russo.

“L’acquisizione della Tomba François rappresenta un risultato di straordinario valore per il patrimonio culturale nazionale e testimonia l’impegno del Ministero della Cultura nel rafforzare le collezioni pubbliche attraverso la restituzione alla collettività di opere fondamentali della nostra storia”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Con questo atto lo Stato acquisisce uno dei più importanti capolavori della pittura etrusca e dell’arte antica mediterranea, consegnandolo definitivamente alla fruizione pubblica e alla ricerca scientifica. La Tomba François è una testimonianza identitaria della civiltà etrusca e del ruolo centrale che essa ha avuto nella formazione culturale dell’Italia antica. Questa acquisizione conferma la volontà del Ministero di investire nella tutela, nella valorizzazione e nell’accessibilità del patrimonio culturale come bene comune e strumento di conoscenza condivisa”.

© Ministero della Cultura
© Ministero della Cultura
© Ministero della Cultura
© Ministero della Cultura
© Ministero della Cultura
© Ministero della Cultura
© Ministero della Cultura
© Ministero della Cultura
© Ministero della Cultura
© Ministero della Cultura

Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, all’interno dei terreni appartenenti al principe Alessandro Torlonia, la tomba è scavata nel tufo e composta da trentasette pannelli dipinti oltre a due cippi litici rinvenuti lungo il corridoio di accesso. Databile tra il 340 e il 320 a.C., rappresenta una delle più straordinarie testimonianze della pittura etrusca giunte fino a noi.

Il ciclo pittorico della Tomba François intreccia mito greco, memoria storica etrusca e celebrazione dell’identità aristocratica di Vulci. Le iscrizioni dipinte accanto ai personaggi permettono ancora oggi di identificare nomi, episodi e figure che uniscono storia, leggenda e rappresentazione del potere.

Tra le scene più celebri emerge il grande pannello con il sacrificio dei prigionieri troiani sulla tomba di Patroclo: al centro della composizione compare Achille, mentre il racconto mitologico viene reinterpretato secondo la sensibilità etrusca attraverso la presenza del demone Charun, raffigurato con pelle bluastra e martello, insieme alla figura alata di Vanth. Sulla parete opposta è invece rappresentata la liberazione di Celio Vibenna da parte del fratello Aulo e di Macstarna, identificato dalla tradizione con il futuro re di Roma Servio Tullio, in una scena di straordinario rilievo storico e politico. Completa il monumento quello che viene considerato il più lungo fregio animalistico conosciuto dell’antichità, popolato da grifoni, leoni, pantere, cervi, cinghiali e creature fantastiche, testimonianza dell’eccezionale qualità artistica dell’intero complesso decorativo.

Per celebrare l’acquisizione, il prossimo 25 giugno il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia inaugurerà una grande mostra dedicata alla Tomba François. Grazie alla collaborazione di importanti istituzioni museali italiane e internazionali sarà possibile ricostruire idealmente il contesto originario del monumento.

Il Musée du Louvre, il British Museum, il Royal Museum of Art and History di Bruxelles, il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna, i Musei Vaticani e l’Istituto Archeologico Germanico di Roma hanno infatti concesso prestiti eccezionali che consentiranno di riunire reperti, documenti, copie storiche e opere legate al corredo funerario e alla vicenda collezionistica della tomba. L’esposizione offrirà al pubblico strumenti innovativi di approfondimento, tra cui tavoli tattili e contenuti in Lingua dei Segni Italiana, per favorire una conoscenza più ampia e inclusiva del monumento.




Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenti

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte