Teatro romano di Brescia, conclusa la prima fase degli scavi archeologici


Terminata la campagna avviata nell’ottobre 2025 per riportare alla luce il teatro romano. Riemersi gradoni originali in pietra di Botticino, strutture medievali e tombe. Gli scavi riprenderanno in autunno e si concluderanno nella primavera 2027.

Si è conclusa la scorsa settimana la prima fase della campagna di scavo archeologico del teatro romano di Brescia, avviata il 27 ottobre 2025 nell’ambito del più ampio progetto di recupero, manutenzione straordinaria e valorizzazione di uno dei più importanti edifici da spettacolo dell’Italia romana settentrionale. La conclusione delle attività rappresenta un passaggio significativo nel percorso di riscoperta del monumento, destinato a proseguire nei prossimi mesi fino al completamento previsto nella primavera del 2027. L’intervento è stato promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia ed è stato diretto dalla funzionaria archeologa Serena Solano. Gli scavi rientrano nel programma di recupero del teatro finanziato dal Ministero della Cultura con uno stanziamento di 1 milione e 500 mila euro, già annunciato nel febbraio 2024.

Le operazioni sul campo sono state affidate alla società archeologica AR/S Archeosistemi di Reggio Emilia, con la direzione scientifica dell’archeologa bresciana Ivana Venturini e il supporto operativo della ditta di scavi Belleri Silverio & C di Zone. L’obiettivo della campagna era quello di completare la rimessa in luce delle strutture archeologiche, migliorandone al tempo stesso le condizioni di conservazione e creando le basi per una futura valorizzazione del complesso monumentale.

Scavi del Teatro Romano di Brescia. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia
Scavi del Teatro Romano di Brescia. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia

I risultati ottenuti in questi mesi hanno già consentito di restituire una lettura molto più chiara dell’impianto originario del teatro romano. Gli archeologi hanno infatti rimosso le fondazioni degli edifici costruiti nel corso dei secoli sopra le strutture antiche, liberando progressivamente il monumento dalle sovrapposizioni che ne avevano alterato la percezione. Grazie a questo lavoro è stato possibile riportare alla luce l’intero perimetro dell’ima cavea, il settore inferiore delle gradinate destinato agli spettatori. Oggi risultano nuovamente visibili ampie porzioni dei gradini originali, consentendo di comprendere con maggiore precisione l’organizzazione dello spazio scenico e dell’area riservata al pubblico.

Per ragioni legate alla sicurezza del cantiere e agli aspetti logistici delle operazioni, gli scavi sono stati temporaneamente interrotti a una profondità di circa tre metri e mezzo rispetto al piano attuale. Gli archeologi si trovano ora a poco più di un metro dal piano di calpestio dell’epoca romana, livello che verrà raggiunto nella prossima fase dei lavori. La ripresa delle indagini è prevista in autunno, dopo alcuni interventi di messa in sicurezza programmati durante l’estate. Il completamento dello scavo archeologico è fissato entro la primavera del 2027.

Oltre alla progressiva liberazione delle strutture romane, le indagini hanno consentito di approfondire anche le fasi di frequentazione medievale dell’area, con nuove informazioni sull’evoluzione del sito dopo la fine della funzione originaria del teatro. Nella parte centrale del monumento sono emerse strutture insediative e produttive definite dagli archeologi come “povere”, caratterizzate da muretti in pietra originariamente completati da elevazioni realizzate con materiali deperibili. Accanto a questi elementi sono stati individuati focolari e superfici di utilizzo che testimoniano attività quotidiane svolte nell’area in epoca medievale.

Le ricerche hanno inoltre portato alla luce numerose sepolture a inumazione, realizzate sia direttamente nella terra sia all’interno di casse in pietra e laterizio. Le tombe occupavano la parte inferiore dell’ima cavea e l’area dell’orchestra, insediandosi a partire dal V secolo dopo Cristo sopra gli strati di abbandono e di crollo delle strutture romane. Queste testimonianze documentano il radicale cambiamento di funzione del monumento nel corso dei secoli, quando gli spazi destinati agli spettacoli vennero progressivamente trasformati in aree funerarie e successivamente riutilizzati per attività insediative e produttive.

Le scoperte più rilevanti sono tuttavia emerse nei livelli più profondi dello scavo. Gli archeologi hanno infatti individuato grandi blocchi lapidei lavorati appartenenti al crollo delle strutture monumentali dell’edificio romano. Negli ultimi giorni della campagna è arrivata anche quella che viene considerata una delle scoperte più importanti dell’intervento. Sono infatti riemersi alcuni gradoni originali ancora conservati nella loro posizione originaria, realizzati con grandi blocchi di pietra di Botticino e completi delle scalette che consentivano il collegamento tra i diversi settori della cavea. Si tratta di un ritrovamento di particolare valore archeologico, poiché il livello di conservazione delle strutture risulta eccezionale. Proprio questo stato di preservazione alimenta l’aspettativa che le prossime campagne possano riportare alla luce ulteriori gradoni ancora perfettamente in situ, in particolare quelli appartenenti alle prime file delle sedute destinate agli spettatori.

Le prospettive di ricerca riguardano anche l’area dell’orchestra, dove gli archeologi ritengono possibile rinvenire ancora conservata la pavimentazione originale costituita dalle lastre lapidee dell’epoca romana: prima della ripresa dello scavo saranno eseguiti una serie di interventi destinati a garantire la sicurezza dell’area e la conservazione delle strutture emerse.

Scavi del Teatro Romano di Brescia. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia
Scavi del Teatro Romano di Brescia. Foto: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia

L’attuale configurazione del sito verrà mantenuta anche nei prossimi mesi. Tra gli interventi programmati figura la messa in sicurezza del ponte di attraversamento già esistente e la realizzazione di un secondo ponte, infrastruttura ritenuta fondamentale sia per consentire il prosieguo delle attività archeologiche sia per agevolare il successivo restauro delle strutture. Il restauro del teatro è previsto nel corso del 2027 e sarà seguito da ulteriori interventi di riqualificazione che interesseranno anche i percorsi di visita e la rifunzionalizzazione del complesso di Palazzo Maggi Gambara, interventi che saranno realizzati dal Comune di Brescia.

L’intero progetto si inserisce in un articolato programma di recupero e valorizzazione del sito archeologico, sviluppato dalla Soprintendenza in stretta collaborazione con il Comune di Brescia e con Fondazione Brescia Musei. L’obiettivo è restituire progressivamente alla città uno dei monumenti più significativi della Brixia romana, migliorandone al tempo stesso la conservazione e la fruizione pubblica.

La conclusione della prima fase degli scavi coincide inoltre con le iniziative organizzate nell’ambito del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata. In questa occasione la Soprintendenza promuoverà due appuntamenti pubblici dedicati alla presentazione dei risultati ottenuti durante la campagna archeologica. Gli incontri sono in programma giovedì 16 luglio alle ore 17.30 e lunedì 20 luglio alle ore 15.30 e saranno curati direttamente dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. In concomitanza con le due iniziative verrà prevista un’apertura straordinaria dell’accesso al corridoio UNESCO su vicolo del Fontanone, che consentirà a cittadini e visitatori di affacciarsi sull’area del teatro romano e osservare da vicino l’avanzamento delle ricerche archeologiche.




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