Mercoledì 24 giugno 2026, alle ore 11.00, alla Galleria Lapidaria dei Musei Vaticani, è stato presentato il progetto di restauro dell’ala ovest della Seconda Loggia, nota come Loggia di Raffaello, al secondo piano del Palazzo Apostolicoe affacciata sul Cortile di San Damaso. L’intervento, della durata prevista di cinque anni, è sostenuto dal World Monuments Fund e riguarda una delle porzioni più estese del complesso decorativo. La metodologia operativa deriva dal cantiere pilota sulla VI campata, articolato in due fasi tra il 2019-2020 e il 2023-2024.
La Loggia, progettata da Raffaello Sanzio e decorata tra il 1517 e il 1519 dai suoi allievi per papa Leone X de’ Medici, misura 65 metri per 4 ed è suddivisa in tredici campate, ciascuna con quattro episodi biblici in volta, dall’Antico al Nuovo Testamento. Il complesso è considerato una delle principali testimonianze del linguaggio figurativo del primo Cinquecento. Tra gli autori del ciclo figurano Giulio Romano per le scene bibliche sulle volte, Giovanni da Udine per gli elementi botanici e le grottesche, insieme a contributi di Perin del Vaga.
Nel 1813-1814 le arcate del lato est furono chiuse con vetrate su progetto supervisionato da Antonio Canova. L’intervento modificò il microclima, riducendo il ricambio d’aria e favorendo fenomeni di ristagno dell’umidità proveniente dal piano superiore. Le tecniche esecutive comprendono stesure a secco su stucco romano, finiture a tempera o a calce su basi ad affresco e impiego di azzurrite, in un quadro conservativo complesso. Il cantiere coinvolge oltre venti restauratori dei Musei Vaticani, in collaborazione con il World Monuments Fund e con il supporto della Stephen A. Schwarzman Foundation, in coordinamento con la Direzione dei Musei Vaticani, il Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI, il Gabinetto di Ricerche Scientifiche e l’Ufficio del Conservatore dei Musei Vaticani. Al termine delle attività è prevista l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione e di nuove vetrate, sostenute dai Patrons of the Arts in the Vatican Museums. Gli interventi prevedono filtraggio dei raggi ultravioletti e riduzione del calore in ingresso, con l’obiettivo di migliorare le condizioni conservative e la leggibilità ottica dell’ambiente.
“Da sempre percorsa da cardinali, alti prelati, e ambasciatori in visita al Papa”, illustra la Direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta, “ammirata e copiata dai più grandi artisti italiani e stranieri e meta imprescindibile del Grand Tour, la Loggia è situata negli ambienti della Santa Sede e della Segreteria di Stato. L’intervento conservativo del capolavoro raffaellesco - grazie all’accordo con il WMF, reso possibile dal prezioso supporto della Stephen A. Schwarzman Foundation - segnerà un momento determinante nella storia del restauro così come nella storia dell’arte del Rinascimento italiano. Siamo grati al WMF e alla Stephen A. Schwarzman Foundation per il generoso sostegno di 5,5 milioni di dollari devoluto a questo progetto dei Musei Vaticani. Il progetto di restauro si avvale anche del supporto dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, da oltre 40 anni sostenitori dei Musei Vaticani”.
“La Loggia di Raffaello è uno dei complessi artistici più importanti e più delicati al mondo. È un luogo in cui si può ammirare, in magnifici dettagli, tutta l’ambizione creativa del Rinascimento, il genio di Raffaello e della sua bottega”, dichiara Bénédicte de Montlaur, Presidente e CEO del World Monuments Fund. “Insieme al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e alla Stephen A. Schwarzman Foundation, il WMF vuole condividere con il mondo questa straordinaria eredità attraverso un innovativo intervento di conservazione, una vasta attività di documentazione per il grande pubblico e un programma formativo sulla conservazione delle pitture murali rivolto a professionisti del patrimonio culturale provenienti da tutto il mondo. Per questo progetto saranno destinati 5,5 milioni di dollari al restauro dell’ala ovest della Seconda Loggia, la cosiddetta Loggia di Raffaello. Mentre l’intera iniziativa del WMF, “Legacy of Raphael: The Vatican and Beyond”, che comprende il restauro, attività di formazione, documentazione digitale, divulgazione e ulteriori progetti in corso in Vaticano, è resa possibile grazie a una generosa donazione di 14,275 milioni di dollari della Stephen A. Schwarzman Foundation”.
“L’eredità più duratura di questo progetto non sarà costituita soltanto dai capolavori restaurati, ma anche dai restauratori che verranno formati lungo il percorso”, aggiunge Stephen Schwarzman, Presidente della Stephen A. Schwarzman Foundation. “La Loggia di Raffaello appartiene all’intera umanità e, investendo nelle persone che apprenderanno presso il Vaticano e la Villa Imperiale di Pesaro le metodologie scientifiche di conservazione, contribuiamo a tutelare non solo quest’opera, ma anche innumerevoli altri tesori artistici nel mondo per le generazioni future. La formazione di queste competenze rappresenta uno degli investimenti più duraturi che possiamo compiere per il nostro patrimonio culturale comune”.
“L’osservazione della superficie”, spiega Paolo Violini, Capo Restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani, “ha evidenziato la necessità di adottare una metodologia di pulitura “a secco”, in modo da preservare le delicate stesure originali e i loro labili resti, oltremodo sensibili all’azione di procedure per via chimica. A questa esigenza ha risposto egregiamente la tecnologia laser. Dopo una serie di test con varie tipologie e con diverse modalità, si è scelto un modello “a fibra attiva”, molto versatile nella gestione del livello di pulitura, consentendo un controllo accurato e dettagliato”.
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