Ferrara, al Museo della Cattedrale sono iniziate le operazioni di restauro dell’arazzo cinquecentesco raffigurante la Decapitazione di San Giorgio, uno dei manufatti più rilevanti del patrimonio tessile rinascimentale conservato nella città estense. Nella giornata di martedì 23 giugno sono state eseguite le attività di smontaggio e movimentazione dell’opera, trasferita al laboratorio R.T. Restauro Tessile, ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia.
L’intervento di conservazione prenderà avvio nelle prossime ore presso la struttura specializzata, attiva dal 1993 e riconosciuta a livello nazionale e internazionale per il restauro di manufatti tessili storici. Il progetto riguarda un arazzo parte del ciclo delle Storie dei Santi Patroni, realizzato tra il 1550 e il 1553 per la Cattedrale di Ferrara. Il finanziamento è stato ottenuto attraverso la quota Irpef dell’otto per mille allo Stato, nell’ambito della ripartizione a diretta gestione statale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il contributo è stato assegnato al termine di un percorso di selezione nazionale che ha riconosciuto il valore storico e identitario dell’opera e la qualità del progetto presentato dal Comune di Ferrara in accordo con il Capitolo della Cattedrale, proprietario del bene.
L’arazzo, realizzato dall’arazziere fiammingo Johannes Karcher su disegni preparatori di Camillo Filippi e Luca d’Olanda, raffigura l’episodio finale della vita di San Giorgio, patrono della città. L’opera costituisce una testimonianza notevole dell’arte tessile rinascimentale e documenta i rapporti tra la corte estense e le manifatture fiamminghe, oltre a rappresentare una delle più importanti testimonianze superstiti dell’arazzeria estense.
Le operazioni di movimentazione hanno richiesto una particolare complessità tecnica per garantire la sicurezza del manufatto durante tutte le fasi di smontaggio, imballaggio e trasporto. Si tratta di un evento raro nella storia recente del museo: l’ultima movimentazione dell’arazzo risaliva al 2000, in occasione del suo allestimento nell’attuale sede espositiva. Le attività sono state coordinate da Romeo Pio Cristofori, conservatore del Museo della Cattedrale e direttore tecnico del restauro, che seguirà l’intero percorso conservativo fino al rientro dell’opera. Il progetto prevede una serie di interventi articolati, a partire dalla documentazione e dalle analisi preliminari, seguite dalla pulitura delle superfici, dal consolidamento delle parti più fragili, dalla revisione dei precedenti restauri e dalla sostituzione degli elementi non più idonei alla conservazione.
L’intervento si inserisce nel programma di tutela e valorizzazione del patrimonio del Museo della Cattedrale, in vista delle celebrazioni per il centenario dell’istituzione museale previsto nel 2029. Al termine dei lavori, l’arazzo tornerà in esposizione, consentendo nuovamente la fruizione pubblica di uno dei capolavori più rilevanti della storia artistica di Ferrara.
“Con la conclusione delle delicate operazioni di movimentazione dell’arazzo e il suo trasferimento presso il laboratorio incaricato, prende concretamente avvio un intervento di grande importanza per la tutela del patrimonio culturale della nostra città”, dichiara l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli. “Parliamo di un’opera straordinaria, simbolo della storia religiosa e artistica di Ferrara che, grazie a un finanziamento ottenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, potrà essere restaurata e restituita alla piena fruizione del pubblico nelle migliori condizioni conservative. È un risultato di grande valore, reso possibile grazie all’impegno e alla professionalità di quanti hanno lavorato alla candidatura e alla costruzione del progetto: dal personale tecnico-scientifico del Museo della Cattedrale ai funzionari del Comune che hanno seguito ogni fase dell’iter. Un lavoro di squadra, coordinata dalla Dirigente del Servizio Cultura, Turismo e Rapporti UNESCO Ethel Guidi, che premia gli sforzi compiuti negli anni per la tutela del patrimonio culturale cittadino e conferma il riconoscimento nazionale dell’importanza delle collezioni custodite dai nostri Musei Civici”.
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