Una preziosa e rara miniatura di Silvestro dei Gherarducci riemerge all'asta da Christie’s


Una preziosa iniziale miniata di Silvestro dei Gherarducci del 1371, ritagliata da un corale di Santa Maria degli Angeli e dispersa in età napoleonica, torna sul mercato da Christie’s con una stima compresa tra 150mila e 200mila sterline. 

Una delle più importanti miniature italiane apparse sul mercato negli ultimi anni sarà protagonista dell’asta Valuable Books and Manuscripts including Cartography, in programma l’8 luglio da Christie’s. Si tratta di una monumentale iniziale istoriata realizzata da Silvestro dei Gherarducci (Firenze, 1339 – 1399), uno dei maggiori miniatori del Trecento fiorentino, stimata tra 150mila e 200mila sterline (175 – 233mila euro). L’opera, una grande iniziale “N” raffigurante i santi Pietro e Paolo, costituisce un frammento superstite di un corale miniato realizzato tra il 1371 e il 1374 per il monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli. Ritagliata dal manoscritto in epoca imprecisata, probabilmente tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, la miniatura ha attraversato oltre due secoli di collezionismo internazionale prima di riaffacciarsi oggi sul mercato antiquario.

Il foglio, di circa 30 centimetri per lato, raffigura san Pietro con le chiavi e la croce simbolo del martirio e san Paolo con la spada e il libro, inseriti all’interno di una sontuosa iniziale zoomorfa nella quale la lettera prende la forma di un drago riccamente decorato. Sul verso si conservano ancora quattro righe parziali di testo liturgico con notazione musicale su tetragramma rosso, una rubrica e un’iniziale decorata, testimonianza della sua originaria appartenenza a un codice corale. Secondo Christie’s, la miniatura si presenta in condizioni “eccezionalmente buone”. Sono segnalati soltanto un piccolo difetto sulla punta della spada di san Paolo, una lieve macchia bruna sulla veste del santo e minime perdite di pigmento e della doratura brunita. Nel complesso, lo stato di conservazione è definito prossimo a quello originario.

Silvestro dei Gherarducci, Santi Pietro e Paolo, iniziale istoriata 'N' da un Graduale miniato su pergamena (Firenze, Santa Maria degli Angeli, 1371-1374; pergamena, 300 x 300 mm)
Silvestro dei Gherarducci, Santi Pietro e Paolo, iniziale istoriata ’N’ da un Graduale miniato su pergamena (Firenze, Santa Maria degli Angeli, 1371-1374; pergamena, 300 x 300 mm)

L’iniziale apparteneva in origine al foglio 104 del cosiddetto Corale 2 del monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli, oggi conservato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Il manoscritto è considerato uno dei capolavori assoluti dell’attività di Silvestro dei Gherarducci e rappresenta il più ambizioso tra i codici miniati realizzati per il monastero. Il corale riveste inoltre un’importanza particolare perché è l’unico manoscritto miniato dell’artista a riportare una data precisa. Alcune iscrizioni presenti nel volume documentano infatti il completamento del testo nel 1371, mentre gli studiosi ritengono che la decorazione miniata sia stata ultimata intorno al 1375. A sostenere economicamente la realizzazione del nuovo libro liturgico contribuì un importante lascito testamentario: la documentazione dell’epoca ricorda che parte della donazione fu destinata all’acquisto di un nuovo messale, oltre che alla realizzazione di un paliotto per l’altare, di un leggio e di altri interventi destinati alla chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Silvestro dei Gherarducci, nato nel 1339 e morto nel 1399, entrò nel monastero nel 1348 e ne divenne priore negli anni Novanta del Trecento. Fu il principale protagonista dello scriptorium monastico in cui si formò la generazione successiva di miniatori, tra i quali anche Lorenzo Monaco, destinato a diventare una delle figure centrali della pittura tardogotica fiorentina.

Gli studiosi considerano il Corale 2 uno dei punti più alti della sua produzione. Secondo lo storico dell’arte Gaudenz Freuler, le miniature realizzate tra il 1371 e il 1374 testimoniano una piena maturità artistica, caratterizzata da maggiore spontaneità compositiva e da una libertà espressiva che segna il superamento delle influenze dell’Orcagna, ancora evidenti nelle opere giovanili dell’artista.

Nel frammento proposto da Christie’s emergono con chiarezza le qualità pittoriche di don Silvestro. I due santi occupano quasi interamente lo spazio della lettera iniziale, poggiando su un raffinato pavimento decorato, mentre le vesti riccamente panneggiate, la preziosità cromatica e l’uso dell’oro conferiscono alla composizione una monumentalità insolita per una miniatura destinata a un libro liturgico. Particolarmente originale è la costruzione della lettera “N”, trasformata in una figura di drago fantastico che integra perfettamente l’ornamento con la scena figurata. Secondo Freuler, proprio il sapiente utilizzo del colore rappresenta uno degli elementi distintivi dello stile di Don Silvestro, capace di creare un’unità visiva tra decorazione e immagine attraverso sofisticate armonie cromatiche.

Silvestro dei Gherarducci, Santi Pietro e Paolo, iniziale istoriata 'N' da un Graduale miniato su pergamena (Firenze, Santa Maria degli Angeli, 1371-1374; pergamena, 300 x 300 mm)
Silvestro dei Gherarducci, Santi Pietro e Paolo, iniziale istoriata ’N’ da un Graduale miniato su pergamena (Firenze, Santa Maria degli Angeli, 1371-1374; pergamena, 300 x 300 mm)

Lo stesso Giorgio Vasari dedicò parole di grande ammirazione all’opera del miniatore. Nelle Vite, il biografo aretino ricordava di avere osservato personalmente i libri miniati da don Silvestro, dichiarandosi stupito dalla precisione del disegno e dalla qualità dell’esecuzione. La storia moderna della miniatura è altrettanto significativa. Il frammento fu infatti staccato dal manoscritto prima del 1809, quando il Corale 2, già privato di numerose miniature, entrò insieme agli altri codici di Santa Maria degli Angeli nelle raccolte della Biblioteca Laurenziana.

La mutilazione del volume avvenne durante il periodo napoleonico, quando numerosi manoscritti miniati furono smembrati per alimentare il mercato antiquario europeo. Le pagine decorate venivano infatti ritagliate e commercializzate singolarmente come opere autonome, una pratica oggi considerata gravemente lesiva dell’integrità dei codici medievali.

Secondo la ricostruzione proposta da Christie’s, almeno dodici delle venti miniature asportate dal Corale 2 confluirono nella collezione di William Young Ottley, raffinato collezionista britannico, tra i primi studiosi dell’arte rinascimentale italiana e futuro responsabile del Dipartimento Stampe e Disegni del British Museum. Gli studiosi ritengono che Ottley possa aver acquistato l’intero gruppo di fogli miniati intorno al 1800.

Dopo la morte del collezionista, la miniatura comparve all’asta da Sotheby’s nel maggio del 1838, descritta semplicemente come una raffigurazione dei santi Pietro e Paolo. Fu acquistata per due sterline e undici scellini probabilmente per conto di John Rushout, secondo Lord Northwick, celebre collezionista che riunì una delle più importanti raccolte d’arte britanniche nella residenza di Northwick Park. Alla morte del secondo Lord Northwick, la miniatura passò al nipote George Rushout, terzo Lord Northwick. Con l’estinzione del titolo, l’eredità venne trasmessa alla famiglia Spencer-Churchill attraverso Edward Spencer Churchill, padre di Edward George Spencer-Churchill. L’opera riapparve quindi sul mercato nel novembre del 1925, ancora da Sotheby’s, durante la dispersione della collezione di Northwick Park. In quell’occasione fu descritta come una magnifica iniziale attribuita alla scuola senese e raggiunse la considerevole cifra di 200 sterline, venendo acquistata dal libraio antiquario Maggs.

Il retro dell'iniziale
Il retro dell’iniziale

Successivamente il frammento entrò nella prestigiosa raccolta di David Alexander Robert Lindsay, ventottesimo conte di Crawford e undicesimo conte di Balcarres, una delle figure più autorevoli della vita culturale britannica del Novecento. Lindsay fu presidente del National Trust, amministratore della Tate Gallery, della National Gallery e del British Museum, oltre a ricoprire il ruolo di massimo pari di Scozia. Secondo Christie’s, acquisì la miniatura attraverso il celebre libraio antiquario Martin Breslauer. L’opera è quindi rimasta nella collezione della famiglia Lindsay, appartenendo a Patrick e Lady Amabel Lindsay, fino all’attuale vendita.

Il ritorno sul mercato di questa iniziale rappresenta pertanto un evento di particolare rilievo per il collezionismo internazionale, sia per la rarità di opere di tale qualità ancora in mani private sia per il valore storico del frammento, che conserva la memoria di uno dei più importanti corali miniati del Trecento fiorentino. Con la sua stima, la miniatura di don Silvestro dei Gherarducci si presenta come uno dei lotti più importanti dell’asta londinese dedicata ai libri e ai manoscritti preziosi (è la quinta in ordine di stima: il top lot è il rarissimo Graal di Clermont-Tonnerre), e offrirà ai collezionisti l’opportunità di acquisire un capolavoro della miniatura gotica italiana, proveniente da uno dei più prestigiosi codici liturgici prodotti nella Firenze del XIV secolo.




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