Il Taipei Fine Arts Museum ha annunciato la nomina di Cecilia Alemani come curatrice della 15ª edizione della Biennale di Taipei, in programma nel 2027. L’annuncio è stato diffuso il 4 giugno 2026 dal museo. Con la nomina della curatrice italiana, il Taipei Fine Arts Museum conferma la propria volontà di coinvolgere figure curatoriali capaci di mettere in discussione i modelli espositivi tradizionali e di ampliare le possibilità di dialogo tra differenti geografie culturali. Nel corso di oltre vent’anni di attività, Alemani ha infatti sviluppato una pratica fondata sulla realizzazione di grandi commissioni artistiche, sull’interdisciplinarità e su una riflessione costante riguardo alle potenzialità dello spazio pubblico e dell’immaginazione collettiva.
“Cecilia Alemani è tra le voci curatoriali più autorevoli del nostro tempo”, ha dichiarato il TFAM. “Le sue mostre dimostrano costantemente una notevole capacità di coniugare la ricerca storica con le urgenze contemporanee, rimanendo al contempo profondamente attenta sia agli artisti che al pubblico. Siamo onorati di darle il benvenuto come curatrice della Biennale di Taipei 2027 e non vediamo l’ora di scoprire le nuove prospettive che porterà a Taipei e alla comunità artistica internazionale”.
Uno degli elementi distintivi del percorso professionale di Alemani è il costante interesse verso artisti e pratiche culturali storicamente marginalizzate. Nel corso della sua carriera, la curatrice ha dedicato particolare attenzione alle artiste donne e a forme espressive rimaste spesso ai margini delle narrazioni ufficiali della storia dell’arte. I suoi progetti si caratterizzano per la capacità di attraversare con naturalezza prospettive storiche e contemporanee, costruendo dialoghi che mettono in discussione i racconti dominanti e propongono nuove interpretazioni dei concetti di cultura, memoria, identità e immaginazione.
Cecilia Alemani vive e lavora a New York, dove ricopre dal 2011 il ruolo di Donald R. Mullen Jr. Director & Chief Curator di High Line Art, il programma di arte pubblica sviluppato lungo la celebre High Line. Tra gli artisti coinvolti nei progetti commissionati da Alemani figurano personalità come El Anatsui, Phyllida Barlow, Carol Bove, Sheila Hicks, Tishan Hsu, Rashid Johnson, Barbara Kruger, Simone Leigh, Ibrahim Mahama, Tuan Andrew Nguyen, Faith Ringgold, Ed Ruscha, Adrián Villar Rojas e Nari Ward. La notorietà globale di Cecilia Alemani è cresciuta ulteriormente nel 2022, quando è stata nominata direttrice artistica della 59ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. In quell’occasione ha curato Il latte dei sogni, mostra ispirata agli scritti dell’artista surrealista Leonora Carrington. Il progetto espositivo ha riunito 213 artisti provenienti da 58 Paesi, affrontando temi legati alla trasformazione dei corpi, ai rapporti tra individui e tecnologia e alle relazioni tra esseri umani e ambiente.
Nel 2018 Alemani è stata anche direttrice artistica della prima edizione di Art Basel Cities: Buenos Aires, progetto che ha esteso il modello della celebre fiera svizzera a una dimensione urbana e territoriale. Nel 2017 aveva invece curato il Padiglione Italia alla 57ª Biennale di Venezia. Nel corso degli anni ha inoltre diretto Frieze Projects a New York, curato numerose mostre in musei e istituzioni non profit e contribuito in maniera significativa alla critica e alla pubblicistica dedicate all’arte contemporanea.
Commentando la propria nomina alla guida della Taipei Biennial 2027, Cecilia Alemani ha dichiarato: “È un immenso privilegio aver ricevuto l’incarico di curare la prossima edizione della Biennale di Taipei, una mostra con una storia straordinaria nel plasmare il discorso sull’arte contemporanea. Intraprendendo il mio primo progetto curatoriale in Asia, provo al contempo entusiasmo e umiltà per questa opportunità. Nell’attuale contesto globale, piattaforme come la Biennale di Taipei assumono un’importanza ancora maggiore. Sono spazi vitali per l’espressione creativa e la resilienza culturale: ci ricordano il potere dell’arte di promuovere il dialogo e la discussione in un momento storico cruciale. Il Museo di Belle Arti di Taipei è da tempo un ponte fondamentale tra narrazioni regionali e prospettive globali, e sono entusiasta di collaborare con la comunità artistica locale per creare una mostra che abbia una profonda risonanza al di là dei confini nazionali”.
Anche Li-Chen Loh, direttrice del Taipei Fine Arts Museum, ha accolto con grande entusiasmo la nomina della curatrice italiana: “La Biennale di Taipei è da tempo un crocevia vitale dove i movimenti artistici globali incontrano le peculiari topografie storiche e culturali dell’Asia. Siamo certi che la visione curatoriale di Cecilia Alemani fornirà una cornice avvincente che valorizzerà il paesaggio distintivo di Taipei, coinvolgendo al contempo il nostro pubblico locale in dialoghi fondamentali con i maestri di tutto il mondo”.
Fondata nel 1998, la Biennale di Taipei è oggi considerata una delle più longeve e autorevoli biennali asiatiche. Nel corso della sua storia ha svolto un ruolo determinante nello sviluppo dell’arte contemporanea taiwanese, favorendo il confronto tra comunità locali e internazionali attraverso una rete di relazioni costruita all’interno dei circuiti artistici asiatici e globali. Grazie a un modello espositivo orientato allo scambio multidirezionale, la manifestazione si propone di stimolare il dibattito sui temi del presente valorizzando al tempo stesso le specificità regionali. Il Taipei Fine Arts Museum, fondato nel 1983 come primo museo taiwanese dedicato all’arte moderna e contemporanea, continua a rappresentare uno dei principali punti di riferimento culturali del Paese. Oltre a ospitare la Biennale di Taipei dal 1998, il museo partecipa alla Biennale di Venezia dal 1995 e svolge un ruolo centrale nella conservazione, nella ricerca e nella promozione dell’arte moderna e contemporanea di Taiwan, mantenendo uno sguardo costante verso le evoluzioni della scena artistica internazionale. Ulteriori dettagli relativi alla Taipei Biennial 2027 saranno annunciati nei prossimi mesi dal Taipei Fine Arts Museum.
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