Gagosian ha annunciato una mostra dedicata a Christo che, nella sede di Londra della galleria, riunirà opere rare e un progetto storico mai realizzato, concepito insieme a Jeanne-Claude nel 1968. L’esposizione, intitolata Christo: Air, aprirà il 21 maggio e si sviluppa attorno al tema dell’aria, elemento invisibile e immateriale che diventa fulcro di una riflessione sulla percezione e sul valore dell’opera d’arte.
Al centro della mostra si trova Air Package on a Ceiling, una grande installazione sospesa e illuminata dall’interno, presentata per la prima volta grazie alla collaborazione con la Christo and Jeanne-Claude Foundation. L’opera, originariamente pensata per l’Institute of Contemporary Art di Philadelphia, non fu mai realizzata all’epoca a causa di limiti tecnici. Oggi prende forma occupando interamente lo spazio espositivo, con dimensioni imponenti che raggiungono i 16 metri di lunghezza e i 10 di larghezza, scendendo fino a sfiorare l’altezza dei visitatori.
La struttura sospesa, a metà tra elemento architettonico e presenza atmosferica, invita il pubblico a muoversi sotto e attorno a essa, trasformando l’esperienza della visione in un’interazione diretta con lo spazio. L’installazione si inserisce in una ricerca sviluppata da Christo e Jeanne-Claude fin dagli anni Sessanta, quando i due artisti iniziarono a lavorare su forme che racchiudevano l’aria all’interno di involucri trasparenti in polietilene legati con corde.
Questi primi esperimenti, apparentemente semplici, rappresentavano un cambiamento radicale nel modo di concepire l’opera d’arte. Rendendo tangibile ciò che è invisibile, gli artisti suggerivano che il significato non risiede necessariamente nell’oggetto, ma nell’atto stesso di contenerlo. Tale approccio anticipa le celebri installazioni ambientali che avrebbero caratterizzato la loro produzione successiva, in cui edifici, paesaggi e spazi pubblici vengono temporaneamente trasformati attraverso interventi di “impacchettamento” che ne alterano la percezione.
La mostra londinese propone un dialogo tra questo progetto mai realizzato e una selezione di opere giovanili che ne chiariscono le basi concettuali. Accanto all’installazione principale, sono esposti materiali d’archivio, tra cui il modello originale del 1968, disegni preparatori e collage, che documentano l’evoluzione dell’idea da una forma autonoma simile a un pallone a una configurazione sospesa.
Il percorso espositivo prosegue con una seconda sala dedicata a Wrapped Automobile—Volvo, Model PV-544 del 1981, un’opera che non veniva esposta da trent’anni. L’automobile, appartenuta al mercante d’arte Serge De Bloe, fu affidata a Christo con la richiesta di trasformarla in un’opera per preservarne la memoria, evitando la distruzione del veicolo. L’artista realizzò l’intervento in una carrozzeria di Bruxelles prima della sua presentazione a Berlino. Il lavoro si inserisce nella pratica consolidata degli artisti di intervenire su oggetti quotidiani, alterandone la funzione e l’identità attraverso il gesto del rivestimento. Un’opera correlata, Wrapped 1961 Volkswagen Beetle Saloon, realizzata tra il 1963 e il 2014, è attualmente visibile alla Neue Nationalgalerie, a testimonianza della continuità di questa ricerca nel tempo.
L’intera esposizione riflette una concezione dell’arte profondamente legata all’esperienza percettiva, in linea con il pensiero del filosofo Maurice Merleau-Ponty, secondo cui la percezione è un processo dinamico e situato, fondato sull’incontro diretto con il mondo. Le opere di Christo e Jeanne-Claude, caratterizzate da una natura temporanea ed effimera, mettono in primo piano proprio questa dimensione, trasformando lo spazio e invitando a una partecipazione attiva.
Nati rispettivamente in Bulgaria e in Marocco, entrambi lo stesso giorno (il 13 giugno 1935), Christo Javacheff e Jeanne-Claude Denat de Guillebon si incontrarono a Parigi nel 1958, avviando una collaborazione che avrebbe segnato profondamente l’arte contemporanea. Dopo una fase iniziale dedicata a oggetti impacchettati e assemblaggi, i due artisti si orientarono verso progetti su larga scala che coinvolgevano interi paesaggi, parchi e contesti urbani. Queste opere, spesso realizzate dopo anni di preparazione, erano destinate a esistere solo temporaneamente, per poi essere smantellate e riciclate.
Parallelamente alla mostra principale, lo spazio della galleria e il negozio di Gagosian nella Burlington Arcade ospiteranno un programma dedicato all’artista, con una selezione di opere su carta e pubblicazioni disponibili dal 21 maggio al 18 luglio. L’iniziativa amplia la portata dell’esposizione, offrendo ulteriori strumenti per approfondire la pratica di Christo e Jeanne-Claude.
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