Per la prima volta in Italia, dall’8 maggio al 22 novembre 2026, in Piazza San Marco, negli spazi dell’Hotel Monaco & Grand Canal e in occasione della 61ª Biennale di Venezia, arriva Consultorio Mitologico, progetto del duo spagnolo MITO (Enrique Baeza e Quim Bonastra), a cura di Alex Brahim e Giovanna Cicutto. Si tratta di un dispositivo artistico, sociale e partecipativo che intende osservare il presente, facendone emergere le contraddizioni e proponendosi al contempo come strumento critico e mezzo espressivo capace di generare nuovi significati.
In una società che ricerca costantemente risposte definitive, Consultorio Mitologico, promosso da Loffredo Foundation for Arts & Inclusion e Iconic Art System, vuole riportare l’attenzione sull’importanza della domanda, dell’incertezza e dell’ascolto di ciò che non è immediatamente percepibile.
Una cabina telefonica.
Una domanda rivolta al mondo.
Una riflessione sul presente.
Un biglietto che restituisce una risposta.
Una frase che può assumere la forma di una previsione, di un’intuizione, di una suggestione simbolica o di un gioco linguistico. Una risposta che non fornisce soluzioni, ma apre possibilità; che non chiarisce, ma invita a riflettere.
Questo è Consultorio Mitologico: un’opera che trasforma un gesto quotidiano, quello di porre una domanda, in un’esperienza condivisa e simbolica, in cui il pensiero contemporaneo si intreccia con il mito e il linguaggio assume una funzione quasi oracolare. Allestita nel cuore di Venezia, l’installazione si sviluppa grazie al coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato non solo a osservare ma a partecipare attivamente a un processo di interrogazione e restituzione. Si configura così come un’opera collettiva e partecipata, che dà spazio alle voci più silenziose e marginali, accogliendo la riflessione di Koyo Kouoh secondo cui oggi stiamo imparando ad ascoltare non ciò che si impone con forza, ma ciò che emerge ai margini. In questo contesto vuole prendere forma un dispositivo capace di rendere percepibili trame inattese: un oracolo contemporaneo che non predice il futuro, ma invita a interrogare il presente.
“Ciò che nella cabina appare come un’operazione minima rimanda in realtà a una pratica più ampia e estremamente precisa”, spiegano i curatori. “MITO lavora da anni sui miti che si naturalizzano come senso comune e continuano a organizzare immaginari, comportamenti e forme di autorità nella piena contemporaneità. Non si limita a segnalarli: li interviene, li riconfigura e li restituisce allo spazio pubblico sotto nuove condizioni di lettura e di utilizzo.In Enrique Baeza questa operazione si manifesta attraverso la frase breve, la densità verbale e un uso del linguaggio capace di muoversi tra slogan, formula evocativa e scarica critica. In Quim Bonastra emerge invece nel posizionamento, nella lettura spaziale del dispositivo e nel modo in cui un’opera è in grado di riorganizzare la scena sociale che la circonda. Consultorio Mitologico concentra entrambe queste linee con una sintesi rara, trasformando una consultazione in situazione, una risposta in oggetto e un mito in protocollo di orientamento. Ogni risposta risponde a un sistema di selezione che introduce un margine di aleatorietà: non tutto è determinato, ma nulla è del tutto arbitrario. Le frasi circolano all’interno di questo regime, dove ogni apparizione mantiene una relazione con la domanda senza fissarsi completamente ad essa. È un modo di funzionamento che appartiene al nostro presente e che l’opera attiva senza bisogno di dichiararlo”.
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