Dal 23 al 31 maggio 2026 prende il via a Cremona la quarta edizione di Cremona Contemporanea, progetto dedicato alle arti visive che trasforma il tessuto urbano in un sistema espositivo diffuso. L’iniziativa propone un calendario articolato tra installazioni, mostre, performance, incontri ed eventi, con l’obiettivo di costruire una relazione diretta tra produzione artistica contemporanea e patrimonio storico-artistico della città.
La rassegna, realizzata da NOT Titled YET e promossa dall’Assessorato al Turismo ed Eventi del Comune di Cremona, si svolge con il patrocinio di Regione Lombardia e della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, oltre alla collaborazione di Confcommercio Provincia di Cremona. Il progetto si colloca all’interno delle politiche di valorizzazione culturale del territorio e si propone come dispositivo di osservazione della città attraverso linguaggi artistici contemporanei.
La direzione artistica è affidata a Rossella Farinotti, affiancata per questa edizione da un gruppo curatoriale composto da Valeria Mancinelli, Gioele Melandri, Gianluca Ranzi e Saverio Verini. La struttura curatoriale amplia il sistema di lettura delle opere e introduce un impianto plurale, che incide sulla costruzione del percorso espositivo e sulla relazione tra lavori artistici e luoghi ospitanti.
La selezione degli artisti coinvolge venti autori e collettivi, differenti per generazione, linguaggi e approcci. Tra i partecipanti figurano Davide Allieri, Aubrit e Beillard, Miriam Cahn, Roberto de Pinto, Linda Fregni Nagler, Francesca Grilli, Jelena Jureša, Lina Lapelyte, Emma Masut, Jimmy Milani, Valerio Nicolai, Mattia Pajé, Albert Pinya, Gio’ Pomodoro, Giulia Poppi, Sara Ravelli, Martina Rota, Marinella Senatore, Lorenzo Scotto di Luzio e Federico Tosi. Il progetto costruisce un percorso che attraversa media differenti, dalle installazioni ambientali alle sculture, fino a video, performance e pratiche partecipative.
Una parte delle opere nasce in relazione diretta con i luoghi della città, con interventi pensati specificamente per gli spazi ospitanti. La rassegna mette in dialogo materiali e tecniche eterogenee, dalle resine ai componenti industriali, fino a elementi non convenzionali impiegati come dispositivi plastici e concettuali. Il progetto include inoltre lavori che coinvolgono attivamente il pubblico, con interventi che superano la dimensione osservativa e introducono dinamiche di partecipazione. Per la prima volta entra nel programma un artista storico dell’arte italiana, Gio’ Pomodoro. Le opere selezionate, realizzate tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, saranno presentate in tre sedi cittadine: Palazzo del Comune, Palazzo Vescovile e il Politecnico di Milano – Polo territoriale di Cremona. Le sculture, realizzate in fibra di vetro e poliestere, restituiscono una fase sperimentale della ricerca dell’artista, centrata sulla relazione tra spazio, movimento e materia, con forme caratterizzate da tensioni plastiche e dinamiche strutturali.
“Per il primo anno a Cremona Contemporanea è presente un nucleo di lavoro di un maestro italiano della storia dell’arte. Con lo scultore Gio’ Pomodoro, infatti, si intraprende un percorso dove l’arte moderna dialoga con gli artisti contemporanei e i luoghi della città” dichiara la direttrice artistica Rossella Farinotti. “Durante la seconda edizione di Cremona Contemporanea era stato incluso Jonas Mekas, anticipando l’attenzione alla storia dell’arte del passato che, con la quarta edizione, si attua attraverso una disseminazione di opere scultoree dalla storia speciale. Verranno infatti allestite sculture di fibra di vetro, un materiale sperimentale per il periodo storico in cui Gio’ Pomodoro iniziò ad utilizzarlo. Opere dal 1957 al 1968 saranno protagoniste di Cremona Contemporanea in tre luoghi diversi della città, di cui due inediti. Gio’ Pomodoro dialogherà con l’interno e l’esterno, con la storia medievale e con quella viva di una costruzione più recente attraverso opere importanti di diverse dimensioni e dai colori più accesi (giallo, rosso, argento), che si mescolano con l’estetica dei contemporanei più giovani.”
Il progetto espositivo si sviluppa attraverso un sistema diffuso che coinvolge sedi consolidate e nuovi spazi. Accanto a luoghi già parte del percorso, come Palazzo del Comune, RobolottiSei, Palazzo Fodri, FasArchitetti e Palazzo Raimondi, la rassegna amplia la propria mappa includendo ambienti finora non accessibili o raramente aperti al pubblico. Tra questi rientrano un bunker, il monastero abbandonato del Corpus Domini, un teatro nascosto, il Palazzo Vescovile e diversi luoghi di carattere religioso, tra cui la Cattedrale di Santa Maria Assunta, l’ex Chiesa di San Benedetto e la Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro. Il percorso comprende inoltre Palazzo Stanga Trecco e il Politecnico di Milano – Polo territoriale di Cremona. L’inclusione di questi spazi introduce una lettura stratificata del tessuto urbano, che si costruisce attraverso una geografia non lineare. La città diventa un sistema di attraversamenti, in cui la relazione tra opere e architetture storiche definisce nuove modalità di osservazione e interpretazione del contesto.
Accanto al programma principale si collocano i progetti Faville, che articolano una serie di appuntamenti aperti al pubblico. Il calendario comprende mostre, talk, iniziative editoriali, installazioni partecipative e performance, con l’obiettivo di ampliare le traiettorie del progetto espositivo e attivare ulteriori livelli di interazione. Tra le iniziative rientra BAR Cremona, progetto di Giorgio Galotti che coinvolge gli artisti Diego Perrone e Daniele Milvio. Il programma include inoltre una collaborazione tra Flavio Favelli, Agata Ferrari Bravo e Thomas Michael Saccuman, che presentano un lavoro sviluppato durante una residenza in Puglia. La rassegna ospita anche una mostra collettiva dedicata alle accademie italiane, con il coinvolgimento del Politecnico delle Arti di Bergamo, curata da Nicola Ricciardi, nelle sedi di Palazzo Fodri e della Galleria PQV. La presenza di istituzioni, gallerie e realtà locali contribuisce a un ampliamento del progetto attraverso la sezione Progetti OFF, attiva da due edizioni.
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