Firenze, via al restauro del capolavoro del Beato Angelico: si lavora sulla Pala di Bosco ai Frati


A Firenze hanno preso il via i lavori di restauro della Pala di Bosco ai Frati, capolavoro dell’ultimo Beato Angelico.

Il Museo di San Marco a Firenze ha ripreso i lavori di restauro su uno dei capolavori del Beato Angelico (Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro; Vicchio, 1395 - Roma, 1455), la Pala di Bosco ai Frati, che è già stata trasferita in sicurezza nel laboratorio di restauro. L’operazione è stata annunciata nello scorso ottobre a seguito del ritorno al museo fiorentino della Pala di San Marco, altro capolavoro dell’Angelico, sempre restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure: il restauro, coordinato da Angelo Tartuferi (il nuovo direttore del Museo di San Marco, entrato in carica a inizio maggio), sarà eseguito dalla restauratrice Lucia Biondi e sarà sostenuto dalla Fondazione Friends of Florence.

La Pala di Bosco ai Frati fu eseguita dal frate pittore dopo il suo rientro da Roma, nel 1450 circa, su incarico di Cosimo de’ Medici: il dipinto era destinato all’altare principale della chiesa francescana del convento di San Bonaventura di Bosco ai Frati, non lontano dalla villa medicea di Cafaggiolo in Mugello. La composizione, una sacra conversazione, vede al centro la Madonna affiancata da due angeli, seduta sopra un bizzarro seggio completamente celato da un drappo dorato (a imitare, come era tipico di molti dipinti del Beato Angelico, il fondo oro delle pale medievali), con un cuscino sontuoso che riecheggia l’arte bizantina, anch’esso dorato. Il manto della Vergine scende fino ai suoi piedi occupando quasi per intero il gradino marmoreo e, in larghezza, gran parte della nicchia sullo sfondo, anch’essa nascosta da un altro drappo dorato di grandi dimensioni. In primo piano, sulla sinistra, si trovano i santi Francesco, Ludovico di Tolosa e Antonio da Padova, caratterizzate da un forte accento naturalistico. Sulla destra, notiamo invece i santi medici Cosma e Damiano (i patroni della famiglia Medici) e, ultimo sulla destra, san Pietro martire. Le figure si dispongono davanti a un elegante sfondo architettonico con le nicchie strette e allungate di marmo rosa, intervallate da semicolonne anch’esse marmoree: la pala denota così il raffinato gusto classico apprezzato certamente dal pittore durante la sua permanenza romana e ripropone le membrature e i partiti architettonici esibiti negli affreschi della celebre Cappella Niccolina in Vaticano, realizzata dal Beato Angelico per papa Niccolò V negli anni 1447-1448.

L’ultimo restauro della Pala di Bosco ai Frati risale alla grande mostra sul Beato Angelicoe che si tenne in Vaticano nel 1955, per il quinto centenario della sua scomparsa, e fu eseguito da due protagonisti della storia del restauro in Italia, Leonetto Tintori e Alfio del Serra. Già all’epoca, la superficie pittorica del dipinto appariva danneggiata parzialmente dalle puliture troppo aggressive eseguite in passato. Ai giorni nostri, lo sporco e la sensibile alterazione dei vecchi restauri ostacolano pesantemente la lettura di questo grande capolavoro della fase matura del Beato Angelico: un capolavoro che, pertanto, necessita di un intervento. Alcune parti della superficie dipinta lasciano infatti intravedere chiaramente una sensibile diminuzione dello spessore pittorico, ad esempio sui volti dei santi Antonio da Padova e Pietro martire, oppure sul pavimento in primo piano con i riquadri in marmo. La ricca vegetazione che s’intravede oltre il recinto marmoreo di fondo è ormai pressoché illeggibile a causa dello sporco e delle ridipinture più o meno antiche. Al Museo di San Marco i tecnici sono sicuri che già i primi saggi di pulitura riserveranno grandi sorprese, e stanno pertanto lavorando per dare al dipinto una rinnovata leggibilità.

Il progetto prevede anche il completo riallestimento della sala dell’Ospizio del Museo di San Marco, il vasto ambiente il nucleo più importante al mondo di dipinti su tavola del Beato Angelico, oltre all’installazione di nuovi supporti per le opere, di un nuovo sistema di illuminazione, e poi ancora un nuovo sistema di filtraggio della luce naturale e nuovi pannelli informativi. Il nuovo allestimento porterà la firma dell’architetto Maurizio De Vita e del suo studio e si annuncia come un intervento molto rigoroso per dare risalto a uno dei luoghi più preziosi della città.

“In un momento difficile come questo”, dichiara Stefano Casciu, direttore regionale musei della Toscana, “lascia davvero ben sperare l’avvio del progetto di restauro della pala di Bosco ai Frati e del riallestimento della sala dell’Ospizio finanziati generosamente dai Friends of Florence. Si tratta di un obiettivo d’importanza strategica per il museo fiorentino, che condizionerà la fruizione per gli anni a venire di uno dei massimi nuclei pittorici del primo Rinascimento fiorentino. Si tratta quindi di un’occasione preziosa per il rilancio di uno dei luoghi più simbolici per la storia, l’arte e la fede della nostra città. L’operazione è stata seguita nella sua fase progettuale fino al suo recente pensionamento da Marilena Tamassia, che qui colgo l’occasione per ringraziare e salutare cordialmente. Il testimone è affidato ora nella fase realizzativa ad Angelo Tartuferi, che sono certo saprà sfruttare al meglio la sua lunga esperienza acquisita nei maggiori musei della città”.

“Siamo molto felici che al Museo di San Marco la ripartenza sia coincisa con l’avvio del restauro alla Pala di Bosco ai Frati di Beato Angelico e con il riallestimento della Sala dell’Ospizio”, afferma Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence. “L’emergenza COVID 19 ha fatto capire a tanti quanto la cultura sia parte delle nostre vite, e della nostra identità. Durante il lock down l’arte in tutte le sue manifestazioni non solo ha tenuto unito il nostro paese, ma ha confortato tutti noi in un momento di grande crisi. Donare per conservare e trasmettere alle future generazioni è l’essenza del nostro lavoro, una missione che mai come oggi sentiamo profondamente prioritaria. Ringraziamo pertanto la Direzione regionale musei della Toscana e il Museo di San Marco per averci dato la possibilità di partecipare con il nostro progetto alla ripartenza di uno dei luoghi simbolo della cultura fiorentina e italiana”.

Immagine: Beato Angelico, Pala di Bosco ai Frati (1450 circa; tempera su tavola, 175 x 175 cm; Firenze, Museo di San Marco)

Firenze, via al restauro del capolavoro del Beato Angelico: si lavora sulla Pala di Bosco ai Frati
Firenze, via al restauro del capolavoro del Beato Angelico: si lavora sulla Pala di Bosco ai Frati


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