Populonia, Ozmo trasforma le monete del Tesoro in un'opera di street art


Lo street artist Ozmo ha compiuto un intervento site specific non autorizzato alla fonte di San Cerbone a Baratti, da anni nel degrado, che è stato ben accolto. “Una sintesi del ruolo che l’archeologia dovrebbe avere nella società contemporanea”. 

Il noto street artist pisano Gionata Gesi, in arte Ozmo, ha realizzato un intervento site-specific, nella notte tra il 24 e il 25 giugno, alla fonte di San Cerbone a Baratti, da anni abbandonata al degrado. Vi ha dipinto due delle oltre cinquecento monete d’argento che fanno parte del Tesoro di Populonia, esposto ora in mostra al Museo etrusco di Populonia - Collezione Gasparri.

Il Tesoro venne scoperto dagli operai nel 1939, in un vaso di ceramica, nel corso degli scavi per il recupero delle antiche scorie di ferro nel golfo di Baratti, in località Poggio della Porcareccia. Venuto a conoscenza della scoperta, Tommaso Gasparri rintracciò gli scopritori e, con un piccolo risarcimento in denaro, si fece consegnare le monete che si erano divisi. Il tesoretto venne quindi ricomposto e Gasparri lo consegnò al Soprintendente alle Antichità Etruria. Furono recuperate 565 monete, per la quasi totalità didracme d’argento con la raffigurazione di Medusa, iconografia tipica della produzione monetale etrusca di Populonia e qui coniate nella seconda metà del IV secolo a.C. Dopo essere stato studiato, il tesoro venne diviso tra lo Stato e la Società Populonia Italica, proprietaria dei terreni nei quali avvenne il ritrovamento. Oggi il Tesoro è conservato in parte al Monetiere del Museo Archeologico Nazionale di Firenze e in parte, confluito nella Collezione Gasparri, è esposto nel Museo etrusco di Populonia.

Anche se non autorizzato, l’intervento di Ozmo è stato bene accolto. “L’intervento di Ozmo”, ha dichiarato la direttrice del Museo etrusco di Populonia Carolina Megale, "è la sintesi del ruolo che l’archeologia dovrebbe avere nella società contemporanea: dialogo tra passato e presente, strumento di riflessione nelle politiche di gestione del patrimonio storico, reinterpretazione del passato da parte delle nuove generazioni".

L’opera guarda simbolicamente verso il mare, con il quale gli Etruschi strinsero uno strettissimo legame. Ozmo, si legge in una nota, “restituisce all’antico popolo questo luogo ricco di stratificazioni storiche e semantiche, grazie alla sua nuova opera site specific, che apre un dialogo tra il tempo presente e il passato remoto del sito”.

Populonia, Ozmo trasforma le monete del Tesoro in un'opera di street art
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