È scomparso a Bologna, all’età di 87 anni, il giurista Fabio Roversi Monaco, professore emerito di Diritto amministrativo, figura centrale nella storia recente dell’Università di Bologna oltre che della cultura bolognese, in quanto per lungo tempo presidente di Genus Bononiae. È stato Magnifico Rettore dell’Alma Mater dal 1985 al 2000, guidando l’Ateneo per quindici anni e contribuendo in modo decisivo al suo sviluppo e alla sua affermazione internazionale, oltre che presidente di Genus Bononiae dalla fondazione del consorzio dei luoghi della cultura gestiti dalla Fondazione Carisbo, nel 2003, fino al 2021, anno in cui i musei del circuito sono passati sotto la gestione di Opera Laboratori.
Nato ad Addis Abeba nel 1938, Roversi Monaco si laureò in Giurisprudenza il 28 febbraio 1962 proprio all’Università di Bologna. Nel 1967 conseguì la libera docenza e già dal 1969 iniziò l’attività di professore di Diritto pubblico presso la Facoltà di Scienze politiche, incarico che mantenne fino al 1972, anno in cui divenne professore straordinario. Il passaggio alla Facoltà di Giurisprudenza avvenne nel 1974, dove insegnò Diritto costituzionale e, dal 1977, Diritto amministrativo, disciplina nella quale avrebbe consolidato la propria autorevolezza scientifica fino al riconoscimento del titolo di professore emerito. Parallelamente all’attività didattica e di ricerca, svolse incarichi istituzionali di rilievo all’interno dell’Ateneo, entrando nel Consiglio di amministrazione tra il 1973 e il 1978.
Nel 1978 assunse la direzione della SPISA, la Scuola di Specializzazione in Studi sull’Amministrazione Pubblica, ruolo che ricoprì fino al 1997 e poi nuovamente dal 2000 al 2006. In questo ambito promosse iniziative innovative, tra cui il primo master italiano per giuristi d’impresa e la prima scuola di specializzazione in diritto sanitario, contribuendo alla modernizzazione della formazione giuridica.
La svolta più significativa della sua carriera arrivò con l’elezione a rettore dell’Università di Bologna nell’anno accademico 1985-1986, incarico mantenuto fino al 31 ottobre 2000, quando gli succedette Pier Ugo Calzolari. Durante il suo lungo mandato, Roversi Monaco fu protagonista di una stagione di profonda trasformazione dell’Alma Mater, sia sul piano organizzativo sia su quello della proiezione internazionale. Tra i risultati più rilevanti vi è la promozione della Magna Charta Universitatum, sottoscritta nel 1988 da oltre 400 rettori, documento destinato a sancire i principi fondamentali dell’autonomia universitaria e della libertà accademica. Ancora più incisivo fu il ruolo svolto nel cosiddetto Processo di Bologna, culminato nel 1999 con la riunione a Bologna di 29 ministri europei dell’Istruzione e la firma della Dichiarazione di Bologna, che ha posto le basi per la comparabilità dei sistemi universitari e la mobilità degli studenti in Europa.
A lui si deve anche la strutturazione del modello multicampus dell’Università di Bologna, un sistema organizzativo che ha consentito l’espansione dell’Ateneo mantenendo un forte radicamento territoriale, rendendolo un unicum nel panorama italiano.
Concluso il mandato rettorale, Roversi Monaco ha continuato a svolgere un ruolo di primo piano nella vita culturale ed economica della città. Dal 2000 al 2013 è stato presidente della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, ed è stato tra i promotori del progetto Genus Bononiae – Musei nella città, un circuito museale diffuso nato nel 2003 e ospitato in numerosi palazzi storici restaurati: Palazzo Fava (sede delle grandi mostre), Palazzo Pepoli (sede del museo della storia di Bologna), Santa Maria della Vita, Casa Saraceni, San Colombano e la Biblioteca d’Arte e di Storia. Il progetto ha contribuito a ridefinire significativamente l’offerta culturale bolognese e Roversi Monaco ne ha mantenuto la presidenza fino al 2021.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi di vertice anche nel settore economico e istituzionale. È stato amministratore delegato dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani tra il 2001 e il 2003, periodo durante il quale fu completata la prima metà del Dizionario biografico degli italiani in vista delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ha inoltre fatto parte dei consigli di amministrazione di società come Telecom Italia Media e Alleanza Toro, ed è stato presidente del fondo Mandarin Capital Partners. Dal 2013 è stato vicepresidente di Banca IMI e, tra il 2014 e il 2016, ha guidato il consorzio Almalaurea. Sempre nel 2015 ha ideato il Festival della Scienza Medica, confermando il suo impegno nella promozione della cultura scientifica e della divulgazione.
Il suo profilo internazionale è testimoniato anche dal numero di riconoscimenti accademici ricevuti. Oltre alla laurea ad honorem in Medicina e Chirurgia conferitagli dall’Università di Bologna, ha ottenuto lauree honoris causa da oltre venti università nel mondo, tra cui la Brown University, la Sorbona, la Johns Hopkins University e l’Università di Barcellona. Numerose anche le onorificenze, tra cui il titolo di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, la Legion d’Onore francese e l’Ordine di Alfonso X il Saggio conferito dalla Spagna.
“La scomparsa del professor Fabio Roversi Monaco lascia un vuoto profondo nella vita culturale e istituzionale di Bologna”, dichiara Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla cultura. “Giurista di altissimo profilo, nei lunghi anni alla guida dell’Università di Bologna ha svolto il ruolo di Magnifico Rettore con autorevolezza e soprattutto visione, contribuendo in modo decisivo a consolidare ed accrescere il prestigio dell’Ateneo non solo in Italia, ma nel mondo. Grazie al suo impegno nelle istituzioni culturali e museali, ha sostenuto con forza la crescita della città come luogo di respiro internazionale e punto di riferimento anche per le nuove generazioni. In eredità lascia a tutti noi un virtuoso esempio di amore per la conoscenza e di responsabilità verso la comunità. Rivolgo il mio più sentito cordoglio alla famiglia”.
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