Alla Reggia di Caserta una panchina-camelia contro la violenza di genere


Presentata alla Reggia di Caserta l’installazione “Camellia japonica Rubra simplex”, una panchina rossa a forma di fiore dedicata al contrasto della violenza di genere. L’iniziativa coinvolge Ministero della Cultura, cooperativa EVA e Fondazione Una Nessuna Centomila.

Una panchina rossa a forma di camelia come simbolo del contrasto alla violenza di genere. È stata presentata questa mattina alla Reggia di Caserta l’installazione Camellia japonica Rubra simplex, progetto promosso dal Museo del Ministero della Cultura in collaborazione con la cooperativa sociale EVA e con la Fondazione Una Nessuna Centomila. L’iniziativa si è svolta attorno al principio “La libertà fiorisce dove non c’è violenza”, scelto come filo conduttore dell’incontro dedicato a un tema di rilevanza sociale e culturale.

All’evento hanno preso parte Lucia Volpe, prefetta di Caserta, Tiziana Maffei, direttrice della Reggia di Caserta, Lella Palladino, sociologa fondatrice della cooperativa sociale EVA e vicepresidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, e Alfonsina Russo, capo del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura. Presenti anche le attrici Cristina Donadio e Giovanna Sannino, impegnate da tempo in attività di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere.

La panchina-camelia contro la violenza di genere. Foto: Marco Ferraro
La panchina-camelia contro la violenza di genere. Foto: Marco Ferraro

La data scelta per la presentazione dell’opera assume un significato particolare per la storia della Reggia di Caserta. Il 13 maggio richiama infatti l’arrivo, nel 1768, di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena e il successivo dono, nel 1784, della prima camelia Rubra simplex, il cui ceppo è ancora conservato nel Giardino Inglese del complesso. Quel fiore, divenuto nel tempo simbolo del Museo verde della Reggia di Caserta, si diffuse progressivamente nei giardini italiani, assumendo il valore di elemento condiviso di memoria e identità culturale. Il sito UNESCO lega così la propria storia a un progetto che punta a creare un dialogo tra istituzioni e territorio attraverso un simbolo riconoscibile e radicato nella tradizione.

Da quell’emblema storico nasce l’installazione Camellia japonica Rubra simplex, realizzata in linea con la campagna #panchinerosse del Dipartimento per la valorizzazione del Ministero della Cultura. La struttura riproduce una grande camelia rossa con un diametro superiore ai due metri. Realizzata in acciaio con zincatura e verniciatura a fuoco, la seduta è composta da grandi petali sagomati e lavorati manualmente per ottenere una resa realistica, mentre al centro emergono i pistilli del fiore. L’opera è stata ideata, disegnata e progettata dalla Reggia di Caserta e realizzata dal fabbro Giuseppe Mallardo.

La panchina è stata collocata lungo la Via d’acqua, all’esterno del punto vendita de Le Serre di Graefer e de Il Giardino della Camelia. Quest’ultimo spazio, di prossima apertura, ospiterà un bistrot, una tisaneria e attività di edutainment, con l’obiettivo di favorire percorsi di inserimento lavorativo rivolti a donne in uscita da situazioni di violenza. Con questa installazione il fiore della camelia viene assunto come simbolo permanente di attenzione sul tema della violenza di genere. Il riferimento alla diffusione storica della camelia in Europa e nel mondo viene dunque associato all’idea di un messaggio capace di estendersi oltre il contesto locale.

Dichiarazioni

"La panchina rossa ispirata alla camelia”, ha dichiarato la prefetta Lucia Volpe, “è, innanzitutto, un invito a godere della bellezza che ci circonda, peraltro in un luogo, come la Reggia di Caserta, che evoca di per sé il “bello” in tutte le sue accezioni. Ma rappresenta anche un monito alla cura come ’contraltare della trascuratezza’, per citare le parole pronunciate da Papa Leone nella recente visita a Pompei, come attenzione per gli spazi urbani, per le periferie, per l’ambiente, alla quale tutti noi cittadini dobbiamo tendere. Ringrazio, dunque, il Direttore Tiziana Maffei per l’invito a questa iniziativa che ci ricorda come sia nostro dovere preservare i contesti nei quali viviamo attraverso piccoli gesti quotidiani e custodire sia i luoghi di straordinaria bellezza dei quali disponiamo sia qualsiasi altro spazio pubblico in cui si svolge la vita sociale per costruire una società più attenta, consapevole e rispettosa nei confronti degli altri, specialmente delle nuove generazioni".

 "La Panchina della Camelia nasce come luogo della pausa e della consapevolezza”, ha affermato la direttrice Tiziana Maffei, “Nel Parco Reale, sedersi significa rallentare, allenare lo sguardo e ritrovare una relazione più profonda con il paesaggio, con la natura e con gli altri. La pausa diventa così un gesto culturale e civile, uno spazio di ascolto e di riflessione. Questa panchina vuole essere non solo un simbolo di non violenza e di libertà, ma anche un invito a vivere lo spazio pubblico come luogo di cura, attenzione e incontro. L’ambizione è che possa diffondersi nei giardini e nei parchi d’Italia e d’Europa, generando una rete di luoghi dedicati alla pace, alla sensibilità e alla bellezza condivisa".

 "La prevenzione della violenza maschile contro le donne”, ha dichiarato la sociologa Lella Palladino, “passa per una presa di coscienza collettiva, in cui tutti e tutte ci sentiamo coinvolti/e: questo è il messaggio trasmesso da questa panchina rossa speciale. Per uscire dalla violenza servono poi interventi di sistema, dall’accoglienza al supporto all’autonomia economica. Il bistrot Il Giardino della Camelia testimonia, con l’inserimento lavorativo di donne che si sono lasciate la violenza alle spalle, che dalla violenza si può uscire grazie anche a sinergie originali tra istituzioni e organizzazioni del terzo settore".

 "Questa panchina rossa”, ha affermato Alfonsina Russo, Capo del DiVa, “si ispira e richiama i valori e gli obiettivi del progetto più ampio denominato ’#panchinerosse nei musei’, già avviato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale per promuovere, anche nei luoghi della cultura, diritti, consapevolezza e rispetto. In questa prospettiva, le panchine rosse non sono semplici elementi di arredo, ma vere e proprie opere d’arte, segni tangibili e strumenti di sensibilizzazione permanente, capaci di attivare riflessioni e percorsi di cittadinanza attiva". 




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