Biennale, gli artisti sono contro i Leoni dei Visitatori. E prospettano azioni legali


Decine di artisti della Biennale di Venezia denunciano il mancato riscontro dalla Fondazione Biennale alla loro richieste di ritiro dalla gara per i Leoni dei Visitatori. Gli artisti contestano la gestione seguita alle dimissioni della giuria e annunciano possibili azioni legali.

Si apre un nuovo fronte di tensione attorno alla 61ª edizione della Biennale di Venezia. Un gruppo composto da decine di artisti partecipanti alla mostra internazionale (63 in tutto) e ai Padiglioni nazionali (ben 39 padiglioni, tra cui l’Italia) ha deciso di rendere pubblica questa mattina una lettera inviata lo scorso 20 maggio alla Fondazione Biennale di Venezia e al suo presidente, Pietrangelo Buttafuoco, denunciando l’assenza di qualsiasi risposta alle richieste avanzate nelle settimane precedenti in merito ai Leoni dei Visitatori.

Secondo quanto dichiarato dai firmatari, la decisione di rendere pubblica la corrispondenza sarebbe maturata dopo il mancato riscontro da parte dell’istituzione veneziana. Gli artisti sostengono di non aver ricevuto né una risposta formale né una semplice conferma di ricezione della comunicazione trasmessa alla Biennale. Una situazione che, a loro giudizio, rappresenterebbe una mancanza di rispetto non soltanto nei confronti dei partecipanti coinvolti, ma anche del pubblico chiamato a prendere parte a un processo di voto che, secondo la loro ricostruzione, sarebbe privo della necessaria trasparenza.

Biennale di Venezia 2026, mostra internazionale In minor keys, a cura di Koyo Kouoh. Allestimenti. Foto: Marco Zorzanello
Biennale di Venezia 2026, mostra internazionale In minor keys, a cura di Koyo Kouoh. Allestimenti. Foto: Marco Zorzanello

Al centro della contestazione vi è il sistema dei Leoni dei Visitatori, introdotto dopo le dimissioni della giuria ufficiale nominata dalla compianta Koyo Kouoh. I firmatari affermano di non essere contrari in linea di principio all’idea di un premio assegnato dai visitatori. La loro opposizione riguarda invece le modalità con cui l’iniziativa sarebbe stata introdotta e il contesto nel quale è maturata, interpretato come un tentativo di aggirare le conseguenze della crisi apertasi con le dimissioni della giuria ufficiale.

La vicenda prende avvio il 22 aprile, quando la Biennale annunciò i componenti della giuria internazionale scelti da Kouoh. Il giorno successivo la giuria aveva deciso unilateralmente di escludere dalle valutazioni alcuni Padiglioni nazionali oggetto di indagini da parte della Corte Penale Internazionale (ovvero, sostanzialmente, Russia e Israele). Il passaggio successivo segna il momento di rottura. Il 30 aprile la giuria avrebbe infatti deciso di ritirarsi, sostenendo di essere esposta a significativi rischi personali sul piano legale: il Padiglione di Israele aveva infatti prospettato la possibilità di fare ricorso, dal momento che la decisione di escluderla dalla gara sarebbe contraria al regolamento della Biennale. Nella versione fornita dai firmatari della lettera, la Biennale si sarebbe limitata a prendere atto delle dimissioni senza fornire alcun sostegno pubblico o privato ai membri della commissione. Nella stessa giornata l’istituzione veneziana annunciò l’introduzione dei Leoni dei Visitatori, destinati a sostituire il tradizionale processo di assegnazione dei riconoscimenti.

La scelta ha immediatamente generato reazioni all’interno della comunità artistica coinvolta nella manifestazione. Il 9 maggio, primo giorno di apertura al pubblico della Biennale, cinquantadue artisti, collettivi ed eredi partecipanti alla mostra internazionale In Minor Keys, insieme a sedici artisti presenti nei Padiglioni nazionali, inviarono una prima comunicazione ufficiale chiedendo il ritiro dei propri nomi dalla competizione dei Leoni dei Visitatori. Nel corso delle settimane successive il numero dei firmatari è cresciuto fino a raggiungere oltre sessanta partecipanti della mostra internazionale e più di trenta artisti dei Padiglioni nazionali.

Nella loro presa di posizione gli artisti spiegano di aver deciso di ritirarsi in segno di solidarietà nei confronti della giuria originariamente nominata da Koyo Kouoh. La richiesta nasce, secondo i firmatari, dalla volontà di difendere il diritto della commissione a deliberare liberamente e a motivare le proprie decisioni senza subire pressioni o timori di conseguenze personali. Gli artisti sostengono inoltre che la responsabilità di garantire l’indipendenza e l’integrità del lavoro della giuria spettasse alla Biennale stessa. Questo il testo della lettera inviata dagli artisti:

Spettabile Fondazione della Biennale di Venezia,

Il 9 maggio 2026, cinquantadue artisti, collettivi ed eredi (ora sessantasette in totale) che espongono in In Minor Keys, insieme a sedici artisti dei Padiglioni Nazionali (ora trentanove in totale), hanno presentato una richiesta formale affinché i nostri nomi venissero ritirati dalla candidatura per i premi Leoni dei Visitatori. Lo abbiamo fatto in segno di solidarietà con la giuria, nominata da Koyo Kouoh in conformità con il protocollo della Biennale, e a difesa del suo diritto di deliberare e articolare liberamente, in coscienza e senza timore di ritorsioni le motivazioni delle sue decisioni. Il nostro ritiro rappresenta il rifiuto di partecipare a un processo in cui la giuria è stata esposta a una significativa responsabilità legale personale, quando era compito della Biennale garantire l’indipendenza e l’integrità delle deliberazioni della giuria. Sia chiaro: non abbiamo nulla in contrario al concetto di consentire ai visitatori di votare per i premi. Ma creare i Leoni dei Visitatori in questa fase rappresenta un tentativo di eludere le dimissioni della giuria e si pone in diretta contraddizione con la procedura che tutti abbiamo accettato quando abbiamo accettato l’invito a esporre le nostre opere. È qualcosa di cui non vogliamo far parte.

Siamo rimasti scioccati nel constatare che, nonostante la nostra esplicita richiesta di ritirare la nostra candidatura, il 14 maggio 2026 è stata inviata un’e-mail ai visitatori muniti di biglietto d’ingresso sia ai Giardini che all’Arsenale, invitandoli a votare per i Leoni dei Visitatori. L’elenco dei candidati includeva i nomi di artisti di In Minor Keys e anche di artisti che esponevano nei padiglioni nazionali e che avevano esplicitamente ritirato la propria candidatura. Questo non solo crea confusione tra i visitatori, ma è anche palesemente irrispettoso nei confronti degli artisti che hanno chiesto il ritiro della propria candidatura.

La nostra richiesta è pertanto la seguente: qualsiasi nome che compaia come firmatario di questa lettera deve essere rimosso da qualsiasi contesto relativo ai Leoni dei Visitatori, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, l’interfaccia di voto e qualsiasi materiale promozionale o di comunicazione associato. Qualora siano già stati espressi voti per un firmatario di questa lettera, tali voti devono essere invalidati.

Richiediamo conferma scritta, come già fatto in precedenti comunicazioni, dell’avvenuta ricezione di questa lettera e della vostra immediata implementazione di tale modifica sul vostro sito web e in tutte le future comunicazioni relative ai Leoni dei Visitatori.

A giudizio, dunque, l’introduzione dei Leoni dei Visitatori rappresenterebbe una deviazione rispetto alle procedure concordate al momento dell’accettazione dell’invito a partecipare alla manifestazione. Le tensioni sono aumentate ulteriormente dopo il 14 maggio, quando i visitatori muniti di biglietto per l’accesso sia ai Giardini sia all’Arsenale hanno iniziato a ricevere le schede di voto per i Leoni dei Visitatori. Secondo gli artisti, tra le opzioni proposte figuravano ancora nomi di partecipanti che avevano già annunciato pubblicamente la propria volontà di ritirarsi dalla competizione. È proprio questo episodio a costituire uno degli elementi centrali della protesta.

La decisione di rendere pubblica la vicenda segna un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra una parte significativa dei partecipanti e l’organizzazione della manifestazione. Gli artisti hanno inoltre annunciato l’avvio di ulteriori iniziative e la valutazione di possibili azioni legali. Al momento della diffusione della lettera, non risultano rese pubbliche risposte ufficiali della Fondazione Biennale di Venezia in merito alle contestazioni avanzate.




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