La Commissione europea ha raccomandato ufficialmente la revoca del finanziamento comunitario da 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia: sono state ritenute insufficienti le motivazioni presentate dall’istituzione veneziana per giustificare la decisione di riaprire il Padiglione della Russia. La raccomandazione rappresenta un nuovo sviluppo nella vicenda che coinvolge il contributo europeo previsto per il periodo 2026-2028 e apre ora la strada al possibile ritiro definitivo della sovvenzione.
Ad annunciare la decisione è stata la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Henna Virkkunen, attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma X. Nel suo intervento ha precisato che la raccomandazione è stata formalmente trasmessa all’European Education and Culture Executive Agency (EACEA), l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura incaricata della gestione operativa dei programmi culturali finanziati dall’Unione europea.
“La Commissione”, ha scritto Virkkunen, “raccomanda ufficialmente all’EACEA di interrompere il finanziamento da due milioni di euro alla Biennale di Venezia. Ciò fa seguito a un’attenta valutazione delle risposte fornite dalla Biennale per giustificare la riapertura del Padiglione Russia. La cultura in Europa, finanziata con il denaro dei contribuenti, dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Questi valori non sono rispettati nella Russia di oggi", ha scritto Virkkunen”.
La presa di posizione della Commissione arriva al termine della procedura avviata nei mesi scorsi. Era stata infatti proprio l’EACEA, alla fine di aprile, a trasmettere una comunicazione formale alla Fondazione La Biennale di Venezia nella quale veniva prospettata la possibilità di sospendere o revocare il contributo europeo da 2 milioni di euro previsto per il triennio 2026-2028. La decisione dell’Agenzia seguiva un preciso indirizzo politico espresso dalla Commissione europea: in quella fase, il portavoce della Commissione, Thomas Regnier, aveva chiarito che nessuna quota del finanziamento era ancora stata versata alla Biennale, sottolineando che “non un singolo euro” era stato erogato. Contestualmente era stato concesso all’istituzione veneziana un termine di 30 giorni per presentare osservazioni e fornire le proprie spiegazioni in merito alla scelta di riaprire il Padiglione della Russia.
Secondo la valutazione ora espressa dall’esecutivo europeo, le argomentazioni presentate dalla Biennale non sono risultate sufficienti a superare le obiezioni formulate dalla Commissione. Per questo motivo Bruxelles ha deciso di raccomandare formalmente all’EACEA la revoca del finanziamento. Sarà tuttavia la stessa Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, che gestisce i contratti di finanziamento dei programmi culturali dell’Unione, a dover adottare l’atto amministrativo conclusivo che potrà determinare la revoca definitiva della sovvenzione.
Non si è fatta attendere la replica della Biennale di Venezia, che attraverso le agenzie ha espresso sorpresa per le modalità con cui è stata resa nota la decisione politica della Commissione europea. “Apprendiamo su X da autorità politiche, e non dalle autorità tecniche preposte, di decisioni assunte in merito al contributo alla Biennale di Venezia dell’European Education and Culture Executive Agency (EACEA) della Commissione europea”, afferma la Fondazione in una nota diffusa dopo l’annuncio. La Biennale sottolinea inoltre di aver rispettato integralmente le procedure previste dall’Agenzia europea: “L’istituzione fa sapere di aver risposto nei termini stabiliti a tutti i punti della terza lettera ricevuta dall’EACEA sul tema, e di attendere da essa una nota tecnica formale per valutare ogni eventuale passo successivo e far valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti”.
La Fondazione evidenzia infine che l’eventuale revoca del contributo europeo non comprometterà lo svolgimento delle attività interessate dal finanziamento: “In ogni caso proseguono i programmi interessati, che sono solo in maniera marginale co-finanziati dal contributo sopracitato”, conclude la Biennale.
La vicenda della riapertura del padiglione russo (che, alla fine, è stato aperto soltanto nei giorni dell’anteprima per stampa e addetti ai lavori: con l’apertura al pubblico, è stato nuovamente chiuso, e i visitatori della Biennale possono vedere soltanto le proiezioni del festival di musica elettronica e folk che si è tenuto al Padiglione della Russia durante la preview) entra così in una nuova fase: dopo la raccomandazione politica della Commissione europea, spetterà infatti all’EACEA completare l’iter amministrativo relativo al contratto di finanziamento, valutando l’attuazione della revoca alla luce dell’indirizzo ricevuto da Bruxelles e delle controdeduzioni presentate dalla Biennale di Venezia. Fino all’adozione dell’atto definitivo da parte dell’Agenzia esecutiva europea, la procedura resta formalmente aperta, mentre la Fondazione ha già annunciato, come si è visto, l’intenzione di tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti.
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