Concluso il restauro della Rocchetta Mattei, il monumento simbolo dell'Appennino bolognese


Terminati gli interventi di restauro della Rocchetta Mattei nell’ambito del progetto PNRR “Da Campolo l’Arte fa Scola”. Restaurati il giardino storico, l’ala arabo-moresca e numerosi ambienti.

Si sono conclusi gli interventi di restauro della Rocchetta Mattei, uno dei monumenti più rappresentativi dell’Appennino bolognese e simbolo della rinascita culturale e turistica del territorio. La conclusione dei lavori è stata celebrata nella storica residenza del Conte Cesare Mattei, nel comune di Grizzana Morandi, al termine di uno dei principali interventi di rigenerazione territoriale realizzati negli ultimi anni nell’Appennino emiliano-romagnolo. Il restauro rientra nel progetto Da Campolo l’Arte fa Scola, finanziato con 20 milioni di euro attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e culturale dell’area e creare un nuovo modello di sviluppo fondato su cultura, turismo e formazione.

Già protagonista di un importante percorso di recupero promosso dalla Fondazione Carisbo, il complesso monumentale è oggi tra i siti culturali più visitati dell’Emilia-Romagna. I nuovi interventi hanno interessato il giardino storico, l’ala arabo-moresca e numerosi ambienti monumentali, arricchendo ulteriormente il percorso di visita.

Il recupero della Rocchetta rappresenta uno dei tasselli principali di un progetto più ampio che ha come fulcro il borgo di Campolo e coinvolge anche La Scola, Il Palagio e la Casa Museo Giorgio Morandi. L’obiettivo è creare una rete culturale capace di mettere in dialogo patrimonio storico, creatività, formazione, servizi e sviluppo turistico, contribuendo al rilancio dell’intero territorio.

La presentazione dei lavori di restauro si è svolta alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, dell’assessora regionale alla Cultura Gessica Allegni, del presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, del sindaco di Grizzana Morandi Franco Rubini, del vicepresidente della Fondazione Carisbo Renzo Servadei, della dirigente del Settore Patrimonio culturale della Regione Cristina Ambrosini e della soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna Francesca Tomba.

Oltre al recupero architettonico, il progetto ha assunto anche un’importante valenza formativa. A partire da maggio 2025, infatti, il cantiere della Rocchetta Mattei è stato trasformato in un laboratorio didattico grazie alla collaborazione con l’Università di Bologna, offrendo agli studenti un’opportunità concreta di formazione nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio culturale. L’ala nuova della Rocchetta Mattei sarà aperta al pubblico nel corso dell’autunno con un ampliamento delle modalità di visita e un significativo incremento delle visite guidate, consentendo ai visitatori di scoprire nuovi spazi di uno dei luoghi più affascinanti dell’Appennino emiliano.

Ala arabo-moresca della Rocchetta Mattei. Foto di Fondazione Carisbo
Ala arabo-moresca della Rocchetta Mattei. Foto di Fondazione Carisbo

“Ripartire dalla Rocchetta Mattei per raccontare la conclusione di questo progetto, bellissimo, impegnativo e sfidante, significa riconoscere il valore di un luogo che è diventato l’attrattiva porta d’accesso di un percorso molto più ampio”, affermano de Pascale e Allegni. “La Rocchetta Mattei è il simbolo di ciò che significa rigenerare un territorio: un luogo straordinario che, dopo essere tornato a vivere grazie all’illuminato recupero della Fondazione Carisbo, oggi si rinnova ulteriormente e viene restituito alla comunità in tutta la sua meraviglia”.

“La storia di rigenerazione della Rocchetta Mattei che oggi si unisce alla rigenerazione di un intero territorio”, hanno aggiunto, “dimostra che la cultura può essere una vera politica di sviluppo: non solo tutela e valorizzazione dei beni, ma strumento per generare comunità, attrarre nuove competenze e restituire prospettive ai borghi dell’Appennino creando nuove opportunità di vita, lavoro, formazione, impresa. È una visione che mette al centro le persone e le comunità, offrendo ai nostri borghi gli strumenti per contrastare lo spopolamento e costruire nuove prospettive di sviluppo sostenibile”.

“In questi anni la Rocchetta Mattei è passata da immobile degradato a gioiello architettonico, visitato ogni anno da migliaia di visitatori”, ha dichiarato Fabbri. “Il merito è prima di tutto della Fondazione Carisbo che ne ha riconsegnato una larga parte ai cittadini nel 2015, poi di Comune di Grizzana Morandi e Unione dell’Appennino bolognese che l’hanno valorizzata con visite e appuntamenti culturali. Oggi si chiude un cerchio perché grazie al Pnrr e al lavoro congiunto di Ministero, Regione, Unione e Comune già dal prossimo autunno si renderanno disponibili sale che non erano ancora state restaurate. Ma la Rocchetta Mattei è un luogo vivo: l’immobile adiacente del Compendio del Palagio viene restituito alla collettività come futura Casa delle Arti che sarà popolata da musicisti, fotografi, pittori. Insieme ai lavori fatti a Campolo e la Scola questo intervento rappresenta un modello di valorizzazione del patrimonio naturalistico e turistico dell’Appennino bolognese”.




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