Firenze, restaurato il Tabernacolo di Via dell’Agnolo


Restaurato il Tabernacolo di Via dell’Agnolo, importante testimonianza del patrimonio artistico diffuso di Firenze

È stato restaurato il Tabernacolo di Via dell’Agnolo, importante testimonianza del patrimonio artistico diffuso di Firenze. L’intervento è stato promosso dal Comitato per il Decoro e il Restauro dei Tabernacoli degli Amici dei Musei e Monumenti Fiorentini ed è stato realizzato grazie al sostegno di Friends of Florence e sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato. Eseguito da Bartolomeo Ciccone, il restauro ha riguardato l’affresco custodito all’interno del tabernacolo, raffigurante una Crocifissione con sant’Antonio Abate e santa Verdiana, attribuibile a un pittore fiorentino della fine del Cinquecento, probabilmente vicino alla scuola di Andrea del Sarto.

L’intervento rientra nell’attività più ampia portata avanti dal Comitato per il Decoro e il Restauro dei Tabernacoli, dagli Amici dei Musei e Monumenti Fiorentini e da Friends of Florence per la tutela del patrimonio artistico diffuso della città. Obiettivo è preservare quelle opere che, pur inserite nel tessuto quotidiano urbano, rappresentano un elemento fondamentale dell’identità storica e culturale di Firenze.

I tabernacoli costituiscono infatti una delle espressioni più riconoscibili della tradizione fiorentina: piccoli luoghi di devozione popolare disseminati tra vie, piazze e angoli della città, nati per accompagnare la vita quotidiana dei cittadini e diventati nel tempo parte integrante della memoria collettiva urbana. Restaurarli significa non solo salvaguardare opere di valore artistico, ma anche custodire la storia, le tradizioni e il rapporto tra spiritualità e spazio pubblico che caratterizza il tessuto cittadino.

Alla presentazione del restauro hanno preso parte Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence, Don Daniele Rossi, parroco di Sant’Ambrogio e San Giuseppe, Lorenzo Manzani, membro del Comitato per il Decoro e il Restauro dei Tabernacoli degli Amici dei Musei e Monumenti Fiorentini, e Bartolomeo Ciccone, il restauratore che ha eseguito l’intervento sul Tabernacolo.

Prima del restauro
Prima del restauro. Foto: Friends of Florence
Dopo la pulitura
Dopo la pulitura. Foto: Friends of Florence
Durante la rimozione degli elementi non idonei presenti nella pietra serena degli stipiti. Foto: Friends of Florence
Durante la rimozione degli elementi non idonei presenti nella pietra serena degli stipiti. Foto: Friends of Florence
Dopo il restauro
Dopo il restauro. Foto: Friends of Florence

Situato nel tratto di Via dell’Agnolo più vicino ai viali di circonvallazione, nel quartiere di Santa Croce, il tabernacolo rappresenta una delle numerose testimonianze di devozione urbana diffuse nel centro storico fiorentino. Il soggetto della Crocifissione, particolarmente frequente nella tradizione figurativa toscana, assume qui una dimensione raccolta e intima: non un’immagine destinata a uno spazio monumentale, ma un’opera pensata per accompagnare il passaggio quotidiano dei cittadini, offrendo un luogo di raccoglimento, preghiera e memoria condivisa.

Al centro dell’affresco compare Cristo crocifisso con il capo reclinato, affiancato da sant’Antonio Abate e santa Verdiana inginocchiati in adorazione. La presenza di santa Verdiana richiama inoltre l’antico monastero vallombrosano dedicato alla santa, profondamente legato alla storia del quartiere e situato non lontano dal tabernacolo. Secondo gli studi storico-artistici, l’opera potrebbe essere stata commissionata proprio dalle monache vallombrosane proprietarie dell’edificio.

All’avvio del restauro lo stato conservativo appariva fortemente compromesso, con sollevamenti della pellicola pittorica, alterazioni superficiali, ridipinture, distacchi dell’intonaco e sistemi di protezione non più adeguati. Prima dell’intervento sono state effettuate indagini diagnostiche in luce visibile e ultravioletta, seguite dalla messa in sicurezza della superficie pittorica, dalla pulitura, dalla rimozione degli elementi incongrui, dal recupero delle parti lapidee e dalla reintegrazione pittorica finale. Tra le operazioni più rilevanti figura anche la realizzazione di un nuovo sportello protettivo dotato di vetro extra chiaro antisfondamento, pensato per garantire una migliore conservazione dell’opera nel tempo.

“Siamo molto felici di aver sostenuto il restauro del Tabernacolo di via dell’Agnolo perché abbiamo contribuito al recupero di un’opera di devozione popolare, che custodisce in sé un pezzo di storia, arte e spiritualità di questa parte di Firenze”, sottolinea Simonetta Brandolini d’Adda, Presidente di Friends of Florence. “Sostenere il recupero dei tabernacoli significa prendersi cura di una bellezza fragile ma fondamentale, che racconta un volto autentico della città e il rapporto profondo tra arte, comunità e memoria. Per questo ringraziamo il Comitato per il Decoro e il Restauro dei Tabernacoli, Gli Amici dei Musei e dei Monumenti Fiorentini per averci coinvolti in questo progetto, Bartolomeo Ciccone e tutti i professionisti che hanno realizzato il restauro. Il nostro grazie più profondo va anche al Florence Chapter che, con questo decimo restauro, continua il proprio impegno per i Tabernacoli fiorentini”.




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