La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino ha avviato verifiche urgenti dopo la segnalazione di un episodio vandalico che avrebbe coinvolto l’Acquedotto medievale di Salerno, noto popolarmente come Ponti del Diavolo. Secondo quanto emerso grazie alla segnalazione di un privato cittadino, poi ripresa da alcuni organi di stampa locale, alcuni blocchi lapidei sottratti dal monumento sarebbero stati oggetto di un tentativo di vendita.
L’antico acquedotto rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della città di Salerno ed è oggi inserito nel pieno centro urbano. La struttura, risalente al Medioevo, aveva la funzione di redistribuire le acque verso le strutture monastiche collocate nella zona occidentale della città. Oltre al valore architettonico e funzionale, il manufatto conserva una forte valenza storica e simbolica: secondo la tradizione, proprio in quel luogo si sarebbero incontrati i quattro fondatori della Scuola Medica Salernitana, uno degli istituti più rilevanti della storia della medicina europea.
A seguito della notizia, la Soprintendenza si è attivata per accertare le condizioni del bene e verificare l’effettiva entità del danno. In collaborazione con il Comune di Salerno sono stati programmati sopralluoghi tecnici urgenti finalizzati a controllare lo stato di conservazione dell’acquedotto, individuare eventuali criticità conservative e verificare la presenza di distacchi di materiale lapideo.
Il monumento è già inserito in un percorso di collaborazione istituzionale che coinvolge il Comune di Salerno, la stessa Soprintendenza e l’Università degli Studi di Salerno. L’obiettivo condiviso riguarda la conservazione, la manutenzione e la valorizzazione del complesso monumentale, attraverso un lavoro coordinato che possa garantire interventi mirati e una programmazione più efficace delle future operazioni di tutela. Gli esiti di questa sinergia costituiscono infatti una base operativa importante anche per i successivi interventi conservativi.
L’Acquedotto medievale è stato inoltre destinatario di erogazioni liberali attraverso un progetto di Art Bonus, finalizzato al restauro conservativo della struttura. Il progetto punta a contrastare i fenomeni di degrado e le alterazioni accumulate nel tempo, dovute a molteplici fattori ambientali e strutturali che hanno provocato, in diversi punti, distacchi e deterioramenti del materiale lapideo. L’episodio segnalato riporta l’attenzione sul tema della tutela del patrimonio culturale e sulla vulnerabilità di beni storici inseriti nel tessuto urbano quotidiano. La Soprintendenza ricorda che il furto e il danneggiamento di beni culturali costituiscono reati gravi, perseguibili dalla legge, e sottolinea l’importanza della collaborazione dei cittadini nella salvaguardia del patrimonio comune.
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