Grand Tour d'Italie: trenta artisti italiani contemporanei incontrano i direttori dei grandi centri internazionali


Trenta artisti contemporanei da tutta Italia presenteranno i loro lavori, dal 12 al 16 novembre 2019, ai rappresentati di dieci istituzioni internazionali individuate come eccellenze, il tutto a Bologna e L’Aquila, le città che ospitano il programma. Si tratta di Grand Tour d’Italie, un progetto presentato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e Rigenerazione Urbana del MiBACT e da NOS Visual Arts Production, direttivo curatoriale dell’associazione culturale Nosadella.due: l’iniziativa giunge quest’anno alla sua terza edizione.

Obiettivo del progetto Grand Tour d’Italie, lanciato nel 2016, è quello di attivare relazioni tra artisti italiani mid-career e curatori e direttori di centri d’arte contemporanea di livello internazionale: scopo finale è quello di promuovere l’arte italiana all’estero. Gli artisti, quest’anno, sono stati selezionati dalle curatrici di NOS, Elisa Del Prete e Silvia Litardi, e presenteranno le loro opere al MAMbo di Bologna e all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, dove si terranno gli incontri a porte chiuse tra artisti e istituzioni.

Gli artisti selezionati quest’anno sono Alterazioni Video, Andreco, Sara Basta, Riccardo Benassi, Carola Bonfili, Simone Cametti, Chiara Camoni, Canecapovolto, David Casini, Federico Cavallini, Giulia Cenci, Luca Coclite, Davide D’Elia, Maria Adele Del Vecchio, Roberto Fassone, Giovanni Giaretta, GrossiMaglioni, Valentina Medda, Jacopo Miliani, Giovanni Ozzola, Mattia Paje, Luana Perilli, Mariagrazia Pontorno, Anna Raimondo, Ivana Spinelli, Sasha Vinci, Giacomo Zaganelli, Virginia Zanetti. A loro si aggiungono Flavio Favelli e Angelo Bellobono, che sono stati invitati come “padrini”, rispettivamente a Bologna e L’Aquila, in virtù del lavoro che hanno svolto per le due città. Le dieci istituzioni internazionali sono il CAPC Musée d’art contemporain de Bordeaux (Bordeaux, Francia), Frame (Helsinki, Finlandia), Istanbul Modern (Istanbul, Turchia), Maumaus (Lisbona, Portogallo), il Museo de Artes Plasticas Eduardo Sìvori (Buenos Aires, Argentina), la Nirox Foundation (Johannesburg, Sudafrica), l’NTU Center for Contemporary Art Singapore (Singapore), Rotor (Graz, Austria), RUPERT (Vilnius, Lituania), Sazmanab, (Tehran, Iran).

“La scelta degli artisti”, dichiarano le curatrici, “è stata guidata dal desiderio di voler condurre una ricognizione sulla scena artistica italiana degli ultimi 15 anni, un arco di tempo in cui si colloca la Grande Recessione, la crisi economica del XXI secolo su scala globale. Accomunati da un’epoca che cerca di definire il cambio di paradigma al quale è chiamata per superare un modello economico/produttivo non più sostenibile, gli artisti offrono un’indagine aperta su quelle che sono le reazioni estetiche al nostro tempo, da parte di chi ne ha subìto la globalizzazione fin dagli inizi come di chi, più giovane, è nato proprio nel cuore della trasformazione in atto. Oltre ogni confine linguistico o tematico gli artisti scelti si confrontano con un presente che chiama a una nuova sperimentazione sia linguistica che processuale, alla necessità di un confronto non più con l’immagine in sé, ma con l’artificio che la origina, con le sue possibilità, le potenzialità della forma, della materia, della tecnologia, delle relazioni. Quel che li accomuna è certamente un atteggiamento accorto in cui la curiosità ha sostituito la denuncia, l’osservazione la spettacolarizzazione, l’esperienza la scienza. Il lavoro di questi artisti s’infiltra negli interstizi del mondo attuale non per cambiarne premesse e condizioni bensì per immaginarne altre”.

Nell’immagine: il MAMbo di Bologna

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