Carpi, in primavera riapre la Pinacoteca di Palazzo dei Pio, con una mostra sulle collezioni


In primavera, il Palazzo dei Pio di Carpi presenterà la nuova Pinacoteca di Carpi, frutto di un lavoro di restauro e di riallestimento nelle cosiddette Stanze del Vescovo, poste nel corpo di fabbrica che connette la porzione centrale rinascimentale del Palazzo con il quattrocentesco Torrione degli Spagnoli. Per questo importante evento, il museo ha programmato la mostra Rare pitture. Da Guercino a Mattia Preti a Palma il Giovane, che avrà proprio la funzione di raccontare la futura Pinacoteca, e che è prevista dal 4 aprile al 21 giugno 2020.

La mostra è curata da Manuela Rossi, direttrice dei Musei di Palazzo dei Pio, e presenta una selezione di un centinaio di dipinti e disegni dai depositi dei musei di Carpi. Ad aprire la rassegna alcune grandi tele, esemplificative della pittura emiliana del tardo Cinque-Seicento, di autori come Ippolito Scarsella detto lo Scarsellino (Ferrara, 1550 - 1620), il carpigiano Bonaventura Lamberti (Carpi, 1653 - Roma, 1721), Girolamo Martinelli (notizie seconda metà del XVII secolo), Sigismondo Caula (Modena, 1637 - 1724), tutte provenienti dalle chiese del territorio e dalle collezioni locali, affiancate da capolavori come Il Battesimo di Cristo di Denijs Calvaert (Anversa, 1540 - Bologna, 1619) e L’allegoria del Vizio e della Virtù di Palma il Giovane (Jacopo Negretti; Venezia, 1544 - 1628).

Sempre restando sul Seicento, si potrà ammirare La vendetta di Progne di Mattia Preti (Taverna, 1613 - La Valletta, 1699), dipinto di particolare importanza storica e iconografica, che rimanda ad altri di analogo soggetto realizzati dall’artista calabrese, primo fra tutti Il banchetto di Erode, ora a Toledo, e Le nozze di Cana della National Gallery di Londra, per i dettagli del banchetto e la ricchezza dei particolari. Il mito di Progne e Filomela, narrato da Ovidio nelle sue Metamorfosi, se si escludono alcune illustrazioni librarie a partire del primo Cinquecento costituisce un soggetto rarissimo nella produzione artistica moderna. La rassegna prosegue con la sezione dal titolo Copie da... la grande pittura del Cinque-Seicento a Carpi, che ripropone copie coeve di grande qualità delle opere più celebri dei pittori di scuola bolognese, da Guercino ai Carracci, ma anche del Correggio e di Giorgione. A questi si aggiunge un nucleo di lavori di notevole valore provenienti da collezioni private, di ambito romano o toscano.

Ancora, i ritratti occupano una parte consistente nella collezione carpigiana: qui si trovano dipinti che legano un ampio arco temporale che dal Seicento giunge fino ai primi del Novecento: dal Filosofo, attribuito a José de Ribera (Xàtiva, 1591 - Napoli, 1652), al Ritratto di giovane donna di Orfeo Messori, passando attraverso opere di grande raffinatezza, come il Ritratto di principessa di casa Pio di scuola emiliana del XVI secolo, il Ritratto di Francesco IV d’Este di Luigi Manzini (Modena, 1805 - 1866) o ancora il Ritratto di Ciro Menotti di Geminiano Vincenzi. Chiude idealmente il percorso un gruppo di lavori del Sette e Ottocento, con soggetti di vedute urbane di Carpi, dei suoi monumenti, e della campagna emiliana.

La futura Pinacoteca di Carpi si svilupperà attraverso due itinerari paralleli, lungo l’infilata di cinque ambienti delle Stanze del Vescovo e due sale concepite come deposito accessibile al pubblico. La prima parte del nuovo percorso, presentato e reinterpretato proprio dalla mostra Rare pitture, troverà spazio nelle logge rinascimentali del Palazzo dei Pio e nella sala Manuzio, ognuna delle quali concepita come spazio autonomo, ma collegata all’altra, come capitolo di un’unica storia.

“Una mostra per raccontare la nuova futura Pinacoteca di Carpi”, dichiara Manuela Rossi. “Oltre alla presentazione del nuovo progetto di Pinacoteca che nascerà alla conclusione dei cantieri in corso nelle stanze del Vescovo, vera protagonista del percorso è la collezione di dipinti (con una selezione di disegni) dei Musei carpigiani. Le opere esposte in mostra andranno a integrare quelle rinascimentali già esposte nell’Appartamento nobile e nel Museo della Città, rendendo finalmente accessibile dopo tempo quasi tutta la collezione pittorica”.

La mostra, ideata e prodotta dal Comune di Carpi – Musei di Palazzo dei Pio, col contributo di Fondazione Cassa Risparmio di Carpi, Assicoop Modena & Ferrara, è visitabile dal martedì al giovedì dalle 10 alle 13 e il venerdì, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 18. Biglietto intero 8 euro, ridotto 5 euro. Per tutte le informazioni visitare il sito di Palazzo dei Pio.

Nell’immagine: Palazzo dei Pio. Ph. Credit Francesco Bini

Carpi, in primavera riapre la Pinacoteca di Palazzo dei Pio, con una mostra sulle collezioni
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