Da Doisneau a Hokusai, al Palazzo dei Musei di Modena due grandi mostre dedicate


La stagione 2026-2027 del Palazzo dei Musei di Modena propone due esposizioni internazionali dedicate a Robert Doisneau e Katsushika Hokusai. 

Dopo il riscontro ottenuto dalla mostra Giorgio de Chirico. L’ultima Metafisica, che in poco più di quattro mesi ha superato i 33mila visitatori, il Palazzo dei Musei di Modena conferma la propria linea programmatica per la stagione 2026-2027 con due nuove esposizioni di respiro internazionale. Il progetto si inserisce nella collaborazione tra l’Amministrazione comunale e Silvana Editoriale e prosegue nella valorizzazione dell’ala nuova del complesso museale, con accesso da viale Vittorio Veneto 9, concepita come spazio per grandi mostre capaci di intercettare pubblico locale e flussi turistici.

La nuova programmazione si sviluppa attraverso due appuntamenti distinti che attraversano contesti geografici e cronologici differenti, mantenendo una chiave di lettura comune centrata sull’esperienza umana e sulla sua rappresentazione. Il primo appuntamento è dedicato a Robert Doisneau, mentre il secondo è incentrato su Katsushika Hokusai, figura cardine dell’arte giapponese tra XVIII e XIX secolo.

La stagione espositiva è stata presentata in municipio dal sindaco Massimo Mezzetti, dall’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi e dal direttore generale di Silvana Editoriale Michele Pizzi. Le due mostre vengono presentate come parte di una programmazione di medio-lungo periodo, legata alla riqualificazione degli spazi del Palazzo dei Musei e alla volontà di consolidare un’offerta espositiva continuativa.

Dal 24 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 sarà visitabile la mostra dedicata a Robert Doisneau, curata da Gabriel Bauret. L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Atelier Doisneau di Parigi e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Il progetto riunisce circa 150 fotografie in bianco e nero provenienti dalla collezione dell’Atelier Robert Doisneau di Montrouge, luogo in cui il fotografo ha stampato e archiviato le proprie immagini per oltre cinquant’anni e dove si è spento nel 1994, lasciando un archivio di circa 450.000 negativi.

Robert Doisneau, Le baiser de l’Hôtel de Ville (Paris, 1950)
Robert Doisneau, Le baiser de l’Hôtel de Ville (Paris, 1950)

Il nucleo delle opere selezionate copre un arco cronologico compreso tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta e si concentra principalmente su Parigi e la sua banlieue, territori che costituiscono il fulcro della ricerca visiva dell’autore. Le immagini documentano una quotidianità urbana osservata con attenzione costante alle dinamiche sociali e agli spazi popolari della capitale francese e delle aree periferiche.

Tra le opere presenti figura anche Le Baiser de l’Hôtel de Ville, uno degli scatti più noti della fotografia del Novecento, divenuto nel tempo una delle immagini più diffuse a livello internazionale. Accanto a lavori di grande notorietà, il percorso espositivo include anche fotografie meno conosciute, che restituiscono la continuità dello sguardo dell’autore e la coerenza del suo approccio. L’intero corpus evidenzia una lettura della realtà incentrata su una dimensione quotidiana e su una costruzione narrativa che privilegia la relazione tra soggetto e ambiente.

La produzione di Doisneau si distingue per una forte concentrazione geografica. I quartieri popolari di Parigi e la sua periferia costituiscono il principale campo d’indagine del fotografo, che vi ritorna costantemente nel corso della sua carriera. Anche il proprio spazio domestico e lavorativo di Montrouge entra, in forma indiretta, nella costruzione visiva delle immagini. Rispetto a molti contemporanei, Doisneau ha limitato gli spostamenti, dichiarando un rapporto di forte radicamento con la città e mostrando una certa resistenza ai viaggi lontani dal proprio contesto abituale.

La seconda parte della stagione espositiva, prevista da febbraio a giugno 2027, sarà dedicata a Hokusai e il suo tempo, a cura di Francesco Paolo Campione, Marco Fagioli e Moira Luraschi, in collaborazione con il MUSEC – Museo delle Culture di Lugano. L’esposizione è incentrata su Katsushika Hokusai, artista tra i massimi interpreti del periodo Edo (1603-1868) e figura centrale nella definizione dell’estetica dell’ukiyo-e.

Il contesto storico in cui Hokusai opera coincide con il cosiddetto secolo d’oro della xilografia policroma giapponese, tecnica che raggiunge in questa fase la sua piena maturazione. In tale scenario si sviluppa un linguaggio figurativo autonomo, elaborato da migliaia di artisti attivi nell’ambito della produzione xilografica. La mostra si concentra sul ruolo di Hokusai all’interno di questo sistema artistico e sul suo contributo alla trasformazione dell’immaginario visivo, che influenzerà successivamente anche l’arte occidentale. Il periodo compreso tra la nascita dell’artista nel 1760 e la sua morte nel 1849 coincide con una fase di profonda elaborazione stilistica e tecnica, che segna un passaggio rilevante verso una dimensione moderna della rappresentazione artistica.




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