Firenze, le inedite foto di Paola Barocchi e gli scritti di Maria Fossi raccontano la città durante la guerra


Firenze, dal 20 dicembre 2018 al 17 febbraio 2019 a Palazzo Davanzati la mostra ’Firenze ferita e il ponte Santa Trinita nel diario di Maria Fossi e negli scatti di Paola Barocchi’

È in programma a Firenze, al Museo di Palazzo Davanzati, dal 20 dicembre 2018 al 17 febbraio 2019, la mostra Firenze ferita e il ponte Santa Trinita nel diario di Maria Fossi e negli scatti di Paola Barocchi: la rassegna nasce dopo il ritrovamento di fotografie inedite del ponte di Santa Trinita durante la guerra, scattate dall’allora adolescente Paola Barocchi (Firenze, 1927 - Pisa, 2016) che, com’è noto, sarebbe poi diventata una delle più importanti storiche dell’arte italiane. Alle fotografie di Barocchi si accompagnano gli scritti dell’allora diciassettenne Maria Fossi Todorow, anche lei destinata a una carriera da storica dell’arte.

L’esposizione, a cura di Donata Levi, Alessia Cecconi e Martina Nastasi, con la collaborazione di Daniele Rapino, è un’iniziativa della Fondazione Memofonte, accolta e supportata dai Musei del Bargello, che scaturisce proprio dal ritrovamento delle fotografie tra le carte di Paola Barocchi e dalla volontà di rendere omaggio a due donne, a due storiche dell’arte, a due fiorentine, proponendo un nuovo momento d’incontro nel quale i loro sguardi sempre attenti raccontano la Firenze che attraversa la drammaticità della distruzione e la fatica della ricostruzione.

L’esposizione è divisa in due sezioni. La prima è dedicata al Diario dell’emergenza che Maria Fossi scrisse fra la fine del luglio e l’agosto del 1944, pubblicato per la prima volta dalla stessa Paola Barocchi con i tipi della sua S.P.E.S. nel 2004. Le pagine del Diario sono accompagnate da fotografie che ne danno una lettura figurativa. La seconda sezione, invece, si sposta sulla ricostruzione del ponte di Santa Trinita, diventato il simbolo di una “Firenze ferita, molto ferita, che ha vissuto nei calcinacci per molti anni”: tra l’estate del 1956 e la primavera del 1957 Paola Barocchi vive la “vicenda del ponte Santa Trinita giorno per giorno e addirittura fotografandolo una volta alla settimana perlomeno”, non per dovere di cronaca ma per cogliere l’occasione di “vedere ricostruire un monumento del passato con la tecnica del tempo, non la tecnica contemporanea», con la certezza che le istituzioni in questo modo hanno compreso fino in fondo «la voce della città”.

Durante l’inaugurazione della mostra è stato inoltre presentato un libro, recante lo stesso titolo della mostra e curato da Alessia Cecconi e Martina Nastasi: il volume pubblicato con marchio S.P.E.S. (ora di proprietà della Fondazione Memofonte), la storica casa editrice fondata nel 1974 dalla famiglia Barocchi, che ha cessato l’attività nel 2016. Un saggio di Alessia Cecconi inserisce il Diario nel contesto storico di quegli anni, mentre le fotografie inedite sono accompagnate da un saggio di Tomaso Montanari, che le inquadrano nel denso dibattito culturale e morale del Dopoguerra.

Maria Fossi e Paola Barocchi erano compagne di scuola, e nel 1944 entrambe frequentavano l’ultimo anno del liceo Galileo di Firenze. Nel Natale di quell’anno, Maria regalò a Paola una fotografia del ponte Santa Trinita con, sul retro, la dedica “Da Maria, con tutto quello che tu sai” e l’annotazione “N. 1569 † 3.VIII.1944”. Il carico di un’esperienza devastante veniva affidato a poche parole, perché non c’era bisogno di aggiungere molto all’immagine di quel ponte, distrutto nell’agosto dalle mine naziste: entrambe le due amiche sapevano, vedevano e sentivano il vuoto, e rendevano quel ponte quasi una presenza viva che le accomunava e le legava a uno dei luoghi simbolo di Firenze e della furia della guerra.

Laureatesi entrambe nel 1949, Barocchi sul Rosso Fiorentino, Fossi sui disegni di Pisanello, condivisero il corso degli studi, coltivando un’affinità che avrebbe reso durevole un rapporto basato su un sentire comune, su una fiorentinità mai chiusa in se stessa, l’una stimolata da una formazione aperta verso una cultura internazionale, l’altra cresciuta in un ambiente familiare cosmopolita. Le loro strade professionali poi si separarono: mentre Paola avviò la sua carriera universitaria che da Firenze l’avrebbe portata a Lecce e poi nel 1969 alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Maria iniziò a lavorare al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, per poi aprire la sezione didattica museale e passare alla direzione del Museo Davanzati nel 1972. Un’amicizia durata tutta la vita, rinsaldata nella comune propensione al figurativo, alla grafica e alla trasmissione del proprio sapere, da una cattedra universitaria o nelle sale dei musei. Quella raccontata dalla mostra è la storia della Firenze che passa da un boato all’altro, quello che nel 1944 che fa saltare il ponte Santa Trinita e quello che nel 1956 lo restituisce alla città demolendo le centine e liberando finalmente le tre arcate da un argine all’altro dell’Arno.

La Fondazione Memofonte è l’ultima impresa di Paola Barocchi, che dopo il pensionamento decise di continuare il suo percorso attraverso un luogo in cui storia dell’arte e informatica continuassero a dialogare, accogliendo studiosi e aprendosi ai giovani. La casa da cui la giovane Paola fotografò il ponte è oggi la sede della Memofonte, che continua a lavorare su progetti d’informatizzazione delle fonti storico-artistiche messe a disposizione gratuitamente sul proprio sito.

La mostra è visitabile negli orari d’apertura del Museo di Palazzo Davanzati: dal lunedì al venerdì dalle 8:15 alle 14, il sabato e la domenica dalle 13:15 alle 19. Per tutte le info è possibile visitare il sito del Museo del Bargello, dal cui complesso dipende Palazzo Davanzati.

Nella foto: a sinistra Paola Barocchi, a destra Maria Fossi

Firenze, le inedite foto di Paola Barocchi e gli scritti di Maria Fossi raccontano la città durante la guerra
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