Dal 7 marzo all’8 giugno 2026 il Museo del Settecento Veneziano di Ca’ Rezzonico a Venezia accoglie una selezione di dipinti di Francesco Guardi (1712-1793) provenienti dal Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona. La mostra I Guardi di Calouste Gulbenkian, a cura di Alberto Craievich, si colloca nel fulcro della stagione espositiva della sede museale e rappresenta un dialogo tra istituzioni internazionali, mettendo in evidenza le relazioni tra storie di collezioni e collezionisti.
Le opere esposte appartengono a uno dei nuclei più importanti della produzione tardiva di Guardi, provenienti da una delle raccolte più prestigiose al mondo dedicate all’artista veneziano. Il Museo Calouste Gulbenkian, inaugurato nel 1969, ha le proprie origini nelle collezioni dell’imprenditore e filantropo armeno, naturalizzato inglese, Calouste Sarkis Gulbenkian (1869-1955). Le sue acquisizioni spaziano dall’arte greca e romana al Rinascimento italiano, dal Seicento europeo fino all’Impressionismo, comprendendo anche arti decorative e oggetti di raffinato collezionismo. Tra il 1907 e il 1921 Gulbenkian acquistò diciannove opere di Guardi, oggi considerate tra le più rappresentative dell’artista, che iniziò a dedicarsi alle vedute in età matura dopo anni di sperimentazioni nella pittura di genere e di storia.
Il ritorno di queste opere a Venezia si inserisce nel contesto del Museo del Settecento Veneziano, che permette un confronto con disegni di Guardi conservati nei fondi del Gabinetto dei disegni e delle stampe, originariamente acquisiti da Teodoro Correr, fondatore delle collezioni civiche. L’esposizione include dieci dipinti databili tra il 1770 e il 1790, collocati nel portego al primo piano di Ca’ Rezzonico, che mostrano lo stile distintivo dell’artista. Le vedute veneziane si caratterizzano per pennellate allusive e proporzioni liberamente sfalsate, dove la struttura prospettica appare elastica e la città è resa con edifici attraversati dalla luce, in cui la pittura tremolante restituisce una visione soggettiva della città e di una civiltà in declino, anticipando tensioni e sensibilità tipiche del Romanticismo.
Tra i soggetti rappresentati, spiccano scene di feste e parate d’acqua, come la Festa della Sensa in Piazza San Marco e La Partenza del Bucintoro, che raffigura il doge sulla nave di stato diretta al Lido, con il getto simbolico dell’anello d’oro nel mare. La Regata sul Canal Grande, pur ispirata a Canaletto, mostra l’inconfondibile effetto atmosferico di Guardi. Il Ponte di Rialto secondo il progetto di Palladio offre un’interpretazione curiosa di uno dei simboli veneziani, mentre la Terraferma veneta è documentata dalla Veduta delle chiuse di Dolo.
I disegni delle collezioni civiche selezionati per il confronto comprendono Il Gran Teatro La Fenice e due fogli acquerellati dedicati a Le nozze del duca di Polignac, in cui il tratto sottile e aereo genera composizioni rarefatte e atmosferiche, paragonabili a paraventi giapponesi o a pitture su seta. Le opere condividono con i dipinti di Guardi la leggerezza e la fragile grazia. L’esposizione a Ca’ Rezzonico evidenzia così il legame tra collezionismo privato e raccolte civiche, in un percorso che racconta la storia del Settecento veneziano attraverso gli sguardi di uno degli ultimi grandi vedutisti della città.
| Titolo mostra | I Guardi di Calouste Gulbenkian | Città | Venezia | Sede | Museo del Settecento Veneziano di Ca’ Rezzonico | Date | Dal 07/03/2026 al 08/06/2026 | Artisti | Francesco Guardi | Curatori | Alberto Craievich | Temi | Venezia, Settecento veneziano |
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