Nel 2026 Modigliana (Forlì-Cesena) torna a rendere omaggio al suo artista più illustre: Silvestro Lega, nato nella città romagnola nel 1826 e morto nel 1895. In occasione del bicentenario della nascita, la Pinacoteca Comunale di Palazzo Pretorio ospita la mostra Silvestro Lega. La causa della Patria, la causa dell’Arte, un progetto che intende rileggere la vicenda umana e artistica del pittore alla luce dei profondi cambiamenti che attraversarono l’Italia nell’Ottocento. All’iniziativa è stata assegnata la Medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riconoscimento che sottolinea il valore culturale della celebrazione. La mostra, visitabile dal 12 settembre al 13 dicembre 2026, è promossa dal Comune di Modigliana con il patrocinio e il contributo della Regione Emilia-Romagna, il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e la collaborazione dell’Accademia degli Incamminati. A curare il progetto sono Gianfranco Brunelli, direttore delle grandi mostre del Museo Civico San Domenico, ed Elisabetta Matteucci, responsabile del coordinamento scientifico dell’Istituto Matteucci di Viareggio. La collaborazione con l’istituto toscano ha permesso di costruire un percorso basato anche su importanti prestiti provenienti da collezioni pubbliche e private. Complessivamente saranno esposte 60 opere, capaci di seguire l’evoluzione della pittura di Lega dagli anni della formazione fino alla fase conclusiva della sua carriera.
Il punto di partenza dell’esposizione è il particolare rapporto tra arte e impegno civile che caratterizzò la generazione di Lega. L’artista fu infatti tra i protagonisti della rivoluzione dei Macchiaioli, ma visse direttamente anche gli avvenimenti politici che portarono alla nascita dell’Italia unita. Nel 1848 partecipò ai moti risorgimentali e alla Prima guerra d’indipendenza, esperienza che contribuì a orientare tanto la sua sensibilità personale quanto il suo modo di dipingere.
Il percorso della mostra prende avvio proprio dalle opere legate al Risorgimento e alle guerre d’indipendenza, con immagini dedicate anche a figure centrali della storia italiana come Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini e Don Giovanni Verità. Da questa prima fase si passa quindi alla stagione di Piagentina, considerata uno dei momenti più alti della produzione dell’artista, fino ai dipinti realizzati negli ultimi anni di vita.
Tra le opere che documentano il rapporto di Lega con la storia risorgimentale figurano il Ritratto di Giuseppe Garibaldi del 1861, lo Studio di testa per gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini, databile intorno al 1873, e il Ritratto di Don Giovanni Verità del 1885. Per Lega, la pittura dedicata agli avvenimenti del proprio tempo rappresentò anche l’occasione per trovare una voce artistica personale.
La ricerca del “vero” si sviluppò ulteriormente a partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, quando l’interesse di Lega si spostò progressivamente dai grandi avvenimenti storici alla dimensione quotidiana. È soprattutto negli anni trascorsi a Piagentina che il pittore raggiunse una piena maturità artistica. Ospite della famiglia Batelli nella zona dell’Affrico e dell’Arno, Lega trovò in quel contesto non soltanto un ambiente naturale particolarmente congeniale alla sua pittura, ma anche un luogo in cui condividere relazioni, affetti e discussioni sugli ideali legati alla costruzione della nuova Italia. La luce naturale e le sue variazioni assumono un ruolo fondamentale. Attraverso il colore e l’osservazione diretta, Lega porta sulla tela scene apparentemente semplici: incontri, momenti familiari, lavori quotidiani e scorci del paesaggio rurale. La vita ordinaria diventa così materia di una pittura capace di trasformare l’esperienza individuale in una riflessione più ampia sull’uomo e sui suoi sentimenti.
A questo periodo appartengono Curiosità del 1866 e I fidanzati del 1869, quest’ultimo proveniente dal Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. La mostra racconta inoltre il legame di Lega con gli altri protagonisti della Macchia attraverso Silvestro Lega che dipinge sugli scogli, realizzato da Giovanni Fattori tra il 1866 e il 1867 circa: un dipinto nel quale il pittore romagnolo diventa a sua volta soggetto dell’opera di un collega e amico.
La morte di Virginia Batelli nel 1870 segna un momento di profonda cesura nella vita di Lega. Dopo la stagione di Piagentina, la sua pittura conserva la centralità dell’osservazione del reale, ma assume progressivamente un carattere più raccolto e malinconico. Il soggiorno a Bellariva, sulla costa livornese, e successivamente al Gabbro conduce l’artista verso una rappresentazione sempre più intima del paesaggio. La luce rimane essenziale, ma perde parte della sua funzione puramente descrittiva per trasformarsi in elemento emotivo. Paesaggi marini, strade, campagne e ambienti domestici vengono rappresentati attraverso composizioni più silenziose, nelle quali la realtà sembra assumere un ritmo rallentato e meditativo. Negli anni successivi, soprattutto dalla metà degli anni Ottanta, il Gabbro diventa uno dei principali luoghi della sua ricerca. Qui Lega si concentra sulla popolazione locale e, in particolare, sulle donne del paese, le gabbrigiane. I loro volti e i loro gesti diventano protagonisti di una pittura sempre più libera ed essenziale. La pennellata si fa maggiormente frammentata, la materia pittorica acquista intensità e la luce diventa sempre più espressiva. Anche lontano dai soggetti storici e dai temi risorgimentali, Lega continua dunque a inseguire lo stesso obiettivo che aveva guidato la sua formazione: restituire sulla tela una realtà autentica, osservata senza artifici.
Tra gli eventi più significativi legati al bicentenario c’è anche il ritorno temporaneo a Modigliana di Don Giovanni Verità e il generale Cialdini, opera attribuita a Silvestro Lega e per lungo tempo considerata dispersa. Il dipinto appartiene normalmente a una collezione privata e non è quindi accessibile al pubblico. Era stato tuttavia esposto proprio a Modigliana nel 1926, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita dell’artista. A distanza esatta di un secolo, l’opera torna ora nella città natale di Lega.
La sua identificazione è stata resa possibile dal confronto con le fotografie della storica esposizione del 1926. Antonella Brin, che ha rintracciato il dipinto, ne ha inoltre ricostruito la vicenda, contribuendo a riportare l’attenzione su un’opera rimasta per decenni lontana dalla visione pubblica. Il quadro sarà presentato separatamente dal principale itinerario espositivo, in modo da consentire una nuova osservazione diretta del manufatto. Il suo ritorno rappresenta anche un’opportunità per riaprire il confronto tra studiosi e specialisti sulla sua attribuzione, sull’iconografia e sulle vicende che ne hanno accompagnato la storia.
“Di mostre su Silvestro Lega ne sono state fatte tante e se ne faranno molte altre, ognuna vive di una sua parzialità”, ha spiegato il curatore, Gianfranco Brunelli. “Nel bicentenario della nascita del pittore di Modigliana abbiamo cercato di focalizzare il rapporto, fondamentale per un’intera generazione, quella dei Macchiaioli, tra la causa dell’arte e la causa della patria. Si tratta di una scelta necessariamente parziale, che riguarda la vicenda esistenziale e politica di Silvestro Lega”.
La celebrazione del bicentenario s’inserisce nel più ampio progetto avviato negli ultimi anni dal Comune di Modigliana per riportare al centro dell’attenzione la figura di Silvestro Lega. L’obiettivo è rafforzare il legame tra l’artista e la sua città natale, riconoscendo il ruolo che Lega ha avuto non soltanto nella storia culturale locale, ma anche nel rinnovamento della pittura italiana dell’Ottocento. La mostra offre così una lettura complessiva della sua carriera, mettendo in relazione l’impegno civile degli anni risorgimentali, la rivoluzione della Macchia, la stagione di Piagentina e la più intima produzione della maturità. Accanto alle opere provenienti da altre istituzioni e collezioni, il pubblico potrà inoltre riscoprire i dipinti di Lega conservati nella collezione permanente della Pinacoteca Comunale di Modigliana, che costituisce uno dei principali punti di riferimento per conoscere l’artista proprio nel luogo in cui nacque.
| Titolo mostra | Silvestro Lega. La causa della Patria, la causa dell’Arte | Città | Modigliana | Sede | Pinacoteca Comunale | Date | Dal 12/09/2026 al 13/12/2026 | Artisti | Silvestro Lega | Curatori | Elisabetta Matteucci, Gianfranco Brunelli | Temi | Ottocento, Macchiaioli, Pittura |
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