Ai Musei Capitolini una retrospettiva dedicata a Diego Rivera e all'arte messicana del Novecento


Fino al 13 dicembre 2026 ai Musei Capitolini - Villa Caffarelli a Roma è in corso la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”, retrospettiva dedicata al celebre pittore e muralista messicano e all’arte messicana del Novecento. 

Dal 9 giugno al 13 dicembre 2026 ai Musei Capitolini - Villa Caffarelli a Roma è aperta al pubblico la mostra Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo, una retrospettiva dedicata al celebre pittore e muralista messicano. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative legate alla Giornata della Memoria, e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra è nata dalla collaborazione con MetaMorfosi Eventi e con Museo Kaluz di Città del Messico, con il sostegno di Zètema Progetto Cultura e il patrocinio dell’INBAL – Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura del Messico e dell’Ambasciata del Messico in Italia. La curatela è affidata a Miguel Fernández Félix, direttore del Museo Kaluz, e ad Alberto González Torres, direttore del Museo Robert Brady.

Accanto alle opere di Diego Rivera, il percorso espositivo propone lavori di alcuni tra i più significativi protagonisti della scena artistica messicana, tra cui Frida Kahlo, José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo, Rufino Tamayo, Lozano, Montenegro, Ruiz, Dr. Atl e Saturnino Herrán. La mostra è inoltre arricchita da materiali audiovisivi e da una selezione di immagini d’epoca, comprese le celebri fotografie di Rivera realizzate da Tina Modotti.

L’esposizione intende sottolineare il contributo di una generazione di artisti che ha saputo combinare eredità culturale, sperimentazione e pluralità di linguaggi espressivi. Si ripercorreranno le origini della modernità artistica messicana, collocando Rivera al centro di una rete di relazioni culturali e visive in cui la formazione accademica si intreccia con la ricerca innovativa e con l’attenzione alle dinamiche sociali contemporanee.

Attraverso una selezione di oltre 140 opere, tra cui trenta realizzate da Diego Rivera, la mostra vuole raccontare un percorso storico e culturale che affonda le proprie radici nella nascita del Messico indipendente nel 1821. In quel periodo emerge infatti la necessità di costruire un’identità nazionale capace di rappresentare un Paese nuovo, caratterizzato da una forte varietà culturale e da continui cambiamenti. L’arte assume così un ruolo fondamentale nella definizione dell’immagine del Messico, diventando uno strumento di trasformazione culturale e di dialogo tra tradizione e modernità, oltre che un mezzo per affermare sulla scena internazionale una visione dinamica e multiforme della nazione.

Nel corso della prima metà del Novecento, l’arte messicana sviluppa un linguaggio e un immaginario fortemente legati all’identità nazionale. Gli artisti orientano la propria ricerca verso la sintesi tra il patrimonio precolombiano, le tradizioni popolari e le istanze sociali emerse dopo la Rivoluzione. In questo contesto, le arti visive svolgono una funzione centrale nella ricostruzione del tessuto culturale e sociale del Paese, trovando nel muralismo una delle espressioni più influenti e innovative. Nato nel 1921 grazie all’impulso di José Vasconcelos e sviluppato da artisti come José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros e Diego Rivera, il movimento muralista favorisce una più ampia diffusione dell’arte e propone una lettura epica della storia nazionale. Operai, contadini e cittadini comuni diventano protagonisti delle rappresentazioni artistiche, dando origine a una nuova iconografia collettiva che valorizza gli spazi pubblici e ridefinisce il ruolo sociale dell’artista.

Il percorso della mostra è suddiviso in quattro sezioni tematiche:

Accademia e tradizione - La formazione di Rivera approfondisce il rapporto tra l’artista e l’eredità culturale dell’Ottocento, analizzando il ruolo delle accademie e delle scuole d’arte nella costruzione delle basi tecniche e culturali della modernità messicana.

Il contributo di Diego Rivera e del Messico alle avanguardie europee - Gli anni europei è dedicata all’esperienza internazionale dell’artista, evidenziando il confronto con il cubismo e con le principali correnti d’avanguardia, nonché il contributo originale degli artisti messicani al panorama artistico europeo.

Il Rinascimento culturale messicano esamina il periodo successivo alla Rivoluzione, caratterizzato dall’incontro tra arti visive, letteratura, musica e architettura nella costruzione di una moderna identità nazionale, fondata sulla valorizzazione delle radici precolombiane, delle tradizioni popolari e delle nuove istanze sociali.

Oltre il Realismo sociale analizza infine l’evoluzione dell’arte messicana oltre i confini del muralismo, mettendo in evidenza la diffusione di nuove idee e modelli espressivi che hanno ampliato il linguaggio dell’arte moderna e ne hanno confermato la vitalità nel tempo.

Ogni sezione raccoglie opere rappresentative tra XIX e XX secolo ed è accompagnata dai contributi di storici dell’arte, pubblicati nel catalogo ufficiale della mostra edito da Gangemi Editore.

Diego Rivera, Autoritratto (1906; olio su tela, 54,1 x 53 cm; Culiacán (Messico), Colección Museo de Arte de Sinaloa, Instituto Sinaloense de Cultura, Gobierno de Sinaloa, inv. D-7300) © Banco de México 
Diego Rivera, Autoritratto (1906; olio su tela, 54,1 x 53 cm; Culiacán (Messico), Colección Museo de Arte de Sinaloa, Instituto Sinaloense de Cultura, Gobierno de Sinaloa, inv. D-7300) © Banco de México 
Diego Rivera, Adorazione della Vergine (1912-1913; olio su tela, 151 x 122 cm; Città del Messico, Colección Manuel Reyero) © Banco de México 
Diego Rivera, Adorazione della Vergine (1912-1913; olio su tela, 151 x 122 cm; Città del Messico, Colección Manuel Reyero) © Banco de México 
Diego Rivera, Donna seduta con fiori (1944; olio su tela, 118 x 150 cm; Città del Messico, Colección de Arte BBVA México, inv. CCB062) © Banco de México 
Diego Rivera, Donna seduta con fiori (1944; olio su tela, 118 x 150 cm; Città del Messico, Colección de Arte BBVA México, inv. CCB062) © Banco de México 
Diego Rivera, Nudo di schiena (1919; olio su tela su masonite, 28,8 x 49 cm; Città del Messico, Museo Kaluz, inv. CK-M-916) © Banco de México 
Diego Rivera, Nudo di schiena (1919; olio su tela su masonite, 28,8 x 49 cm; Città del Messico, Museo Kaluz, inv. CK-M-916) © Banco de México 
Frida Kahlo, Natura morta con pappagallo e bandiera (1951; olio su masonite, 28 x 40 cm; Città del Messico, Collezione privata). Su concessione di AC Associates) © Banco de México 
Frida Kahlo, Natura morta con pappagallo e bandiera (1951; olio su masonite, 28 x 40 cm; Città del Messico, Collezione privata). Su concessione di AC Associates) © Banco de México 

“Siamo lieti di ospitare a Roma nei Musei Capitolini l’esposizione Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo, che restituisce al pubblico la forza di una stagione artistica in cui, soprattutto dopo la Rivoluzione messicana del secondo decennio del Novecento, l’arte divenne uno strumento di ricostruzione civile, di emancipazione popolare, di riflessione collettiva e di definizione di una nuova identità messicana: profondamente radicata nella propria storia e nelle culture indigene, ma al tempo stesso pienamente moderna, internazionale e cosmopolita”, ha dichiarato il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. “Sono certo che tutti i visitatori e le visitatrici della mostra potranno riconoscere, attraverso le opere esposte, quel sentimento di emancipazione e rinascita che attraversò il Messico in quegli anni e che non ha ancora perso la sua spinta propulsiva”.

“Ospitare la mostra Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo è importante non solo per il suo straordinario talento pittorico, che coinvolse un intero movimento di artiste e di artisti nel suo Paese e nel resto del mondo, ma anche perché egli decise, con le sue opere, di riportare l’arte alla sua funzione pubblica, civile e pedagogica, uscendo dagli spazi esclusivi dedicati all’arte pittorica, per restituirla al popolo, al lavoro, alle persone e alla loro storia collettiva”, ha commentato l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio. “La trasformazione pittorica, con il Muralismo, di edifici civili e luoghi di lavoro nella narrazione visiva di un Paese, il Messico post-rivoluzionario, fu il suo dono più grande per gli artisti e gli intellettuali contemporanei e successivi, grazie alla sua pittura che sapeva richiamare all’uguaglianza, al senso del progresso e della democrazia, alla cittadinanza. Le artiste e gli artisti le cui opere sono esposte insieme a quelle di Diego Rivera ci raccontano di donne e uomini al lavoro, di comunità indigene, di diritti sociali, di dignità del lavoro e accesso all’istruzione. Ci parlano di una rivoluzione che non si compie solo nella politica, o che tenta di realizzarsi in quei decenni, ma anche nelle arti visive, nell’immaginario pittorico che diventa così accessibile a tutti, è l’arte a diventare, com’è giusto che sia, il diritto di tutte e tutti”.

“La storia dell’arte moderna messicana è, in questo senso, una straordinaria lezione di libertà. Gli artisti che incontriamo lungo il percorso espositivo non scelgono tra tradizione e innovazione, tra radici e apertura, tra identità e cosmopolitismo. Scelgono di abitare quella tensione creativa. Trasformano il dialogo tra mondi differenti in una sorgente inesauribile di energia culturale”, ha affermato Pietro Folena, Presidente di MetaMorfosi Eventi.

Saturnino Herrán, Ragazza con zucca (1917; matite colorate su carta, 57 x 39 cm; Città del Messico, Colección Andrés Blaisten, inv. SHe004)
Saturnino Herrán, Ragazza con zucca (1917; matite colorate su carta, 57 x 39 cm; Città del Messico, Colección Andrés Blaisten, inv. SHe004)
José Clemente Orozco, Parnaso messicano con catrinas di pulquería (1944; olio su tela, 34,6 x 48,6 cm; Città del Messico, Colección Andrés Blaisten, inv. JCO003) © Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura - INBAL 
José Clemente Orozco, Parnaso messicano con catrinas di pulquería (1944; olio su tela, 34,6 x 48,6 cm; Città del Messico, Colección Andrés Blaisten, inv. JCO003) © Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura - INBAL 

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraDiego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo
CittàRoma
SedeMusei Capitolini - Villa Caffarelli
DateDal 09/06/2026 al 13/12/2026
ArtistiFrida Kahlo, Diego Rivera, José Clemente Orozco
CuratoriMiguel Fernández Félix, Alberto González Torres
TemiRoma, Frida Kahlo, Diego Rivera, Messico, Arte messicana, Muralismo



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