A Sutri in mostra gli Eccentrici e solitari. Tra i pittori protagonisti, Wainer Vaccari


Il Museo di Palazzo Doebbing di Sutri presenta la mostra “Eccentrici e solitari”, a cura di Vittorio Sgarbi; un progetto di Contemplazioni realizzato grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo.

Fino al 19 novembre 2022 il Museo di Palazzo Doebbing di Sutri ospita la mostra Eccentrici e solitari, a cura di Vittorio Sgarbi; un progetto di Contemplazioni realizzato grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo.

È la preziosa scultura etrusca di San Gimignano, tra le più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni, la protagonista dell’esposizione, immaginata qui in dialogo con il celebre Efebo di Sutri. Una statuetta votiva in bronzo rinvenuta nel 2010 durante alcuni lavori di ristrutturazione di un edificio privato nei pressi del torrente Fosci, tra le colline che da San Gimignano scendono verso la Valdelsa.

Il percorso espositivo prende il via con tre pittori che fanno della loro arte una mitologia contemporanea. Il legame di Wainer Vaccari (Modena, 1949) con la cultura nordica dà vita a paesaggi e situazioni che assomigliano a fermo-immagini di leggende antiche, vestite di abiti moderni. I personaggi sono eroi folli, seri e concentrati, cupamente ironici. Il mito del nord di Vaccari dialoga con il mito greco-latino, a cui guardano le opere di Adriano Fida (Reggio Calabria, 1978). I suoi protagonisti sono muse e divinità, che non perdono nulla del loro arcaico mistero: come l’oracolo di Delfi, Fida non dice né nasconde, ma accenna attraverso simboli irrisolti. Anche le opere di Lorenzo Tornabuoni (Roma, 1934 - 2004) rimandano al mito, non per imitarlo, bensì per crearlo.

La ricerca dell’identità non avviene in superficie, ma implica esplorazioni profonde e sotterranee. Scendendo le scale di Palazzo Doebbing, il visitatore ritroverà al piano interrato una galleria di ritratti indagatori dell’animo umano. Volti deformati e capovolti, come quelli fotografati da Alessandra Mattè (Milano, 1978), che disturbano e incuriosiscono. Colti nella loro quotidiana semplicità, e per questo autentici, come quelli di Stefano Maffessanti (Lovere, 1975), i ritratti e gli autoritratti di Federico Maria Sardelli (Livorno, 1963), sono introspettivi e disincantati: calchi dell’io, talmente nitidi da ricordare le incisioni sulle lastre di metallo per l’acquaforte, altra tecnica utilizzata da Sardelli. E poi giù, verso il buio della cripta, si incontra il nero luminoso di Alessandra Maxaculi (Roma, 1983). Opere che ricercano la forma superandola, nel regno astratto delle idee che è, in realtà, la sorgente prima di ogni figura. Anche la natura non potrà fare a meno di guardarsi dentro, per scoprire le immagini che affiorano dalle tenebre.

Al primo piano le opere del fotografo-poeta Vittorio Pescatori (Milano, 1937 - 2019), che conduce l’osservatore in una dimensione psicologica e crepuscolare. I suoi scatti sono misurati, eleganti, creativi, nostalgici.

Colpisce attraverso la sua potente carica espressiva, Fortunato Duranti (Montefortino, 1787 - 1863), artista visionario, eccentrico e solitario. Chiuso nella sua Montefortino, Duranti disegna con ossessione e tormento: rappresenta sibille e madonne, grifoni e filosofi, santi e guerrieri. Dalle sue visioni ottocentesche si passa alle visioni contemporanee di Alessandra Mantovani ed Eleonora Barbareschi (AMeBE). Qui il design italiano mostra di saper coniugare tradizione e sperimentazione, attraverso un’ironia dissacrante che affascina e pietrifica chi la osserva. Come la Medusa del mito greco, trasformata in specchio. Specchi dell’anima sono invece i ritratti di Massimo Rao (San Salvatore Telesino, 1950 - San Venanzo, 1996), caratterizzati da una terrena sacralità. I suoi volti alludono a qualcosa che pensiamo di conoscere, ma che non esiste. Chi trasforma, al contrario, le visioni in realtà è Gaetano Pesce (La Spezia, 1939). Nel cuore di Palazzo Doebbing, nel cuore di Sutri, e nel cuore dell’Italia, sono qui esposte le creazioni newyorkesi, che meravigliano il visitatore per le loro sproporzioni.

Nel loggiato le visioni interiori di Giovanni di Carpegna (Roma, 1966). Uno spazio inaspettato, trasformato in corpo vivente, organico. Ceramiche vive e vissute, presenze e ricordi di una Roma che restituisce preziosa, ordinata dentro le sue incisioni. Salendo al secondo piano, sono esposti artisti interessati alla componente onirica e perturbante della realtà. A partire da Grazia Cucco (Amelia, 1965). Con il suo surrealismo mai artificioso, sempre spontaneo, popolato da miriadi di creature che si intrecciano alle trame della natura, rivelandone vizi e virtù. Contadini e insetti, fiori e frutti, suore e animali sono le visioni dell’inconscio, delle sue fantasie e dei suoi turbamenti. Anche l’espressionismo dei caleidoscopici soggetti di Giannetto Fieschi (Zogno, 1921 - Genova, 2010) scava nella psiche, e ricerca sotto le stratificazioni delle esperienze quotidiane archetipi universali. Accanto, le opere di Domenico Rambelli (Faenza, 1886 - Roma, 1972), forse il principale autore monumentale degli Anni Venti tra Viareggio, Brisighella e Lugo. In mostra disegni e sculture che nascono nel periodo fascista ma che non soccombono con esso, e mantengono anche nel piccolo una carica monumentale, testimoniando una capacità di sintesi ai confini dell’astrazione. Il percorso degli eccentrici e solitari si chiude con Gianfilippo Usellini (Milano, 1903 - Arona, 1971) e le sue epifanie metafisiche. Favole contemporanee ricche di arcani, maschere, metafore, invitano ad andare oltre le apparenze, alla ricerca degli angeli e dei demoni che si nascondono dentro ciascuno di noi.

A questo link potete vedere un video dedicato a Wainer Vaccari con la voce di Vittorio Sgarbi. Di lui Sgarbi scrive: “Wainer Vaccari, di Modena, è un meraviglioso e straordinario pittore puro. Pressappoco mio coetaneo, ha raggiunto adesso la maturità artistica: maturità di un sognatore, di un inventore di spazi e di luoghi dove si muovono persone strane, alla ricerca di qualcosa di perduto, ma con un fascino e un trascinamento che non hanno eguali nella pittura del nostro tempo”.

Per info: www.contemplazioni.it

Orari: Da martedì a domenica dalle 10 alle 18.

A Sutri in mostra gli Eccentrici e solitari. Tra i pittori protagonisti, Wainer Vaccari
A Sutri in mostra gli Eccentrici e solitari. Tra i pittori protagonisti, Wainer Vaccari


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