Sarà il Complesso monumentale della Pilotta di Parma a ospitare, dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, la prima grande mostra monografica dedicata a Giorgio Gandini del Grano (Parma, 1498 – 1538), una delle figure più affascinanti e al tempo stesso più enigmatiche del Rinascimento emiliano. L’esposizione, intitolata Giorgio Gandini del Grano. L’enigma di un maestro sulle orme di Correggio, rappresenta un appuntamento destinato a segnare gli studi sull’artista parmense, grazie a un progetto che riunisce per la prima volta l’intero corpus delle opere pittoriche conosciute e una significativa selezione della sua produzione grafica. Curata da Stefano L’Occaso, direttore del Palazzo Ducale di Mantova, e da Denis Ton, direttore della Pilotta, la mostra nasce con l’obiettivo di restituire piena visibilità a un autore che, nonostante il riconoscimento ottenuto dai contemporanei, è rimasto per secoli in una posizione marginale all’interno della storia dell’arte italiana. La scarsità delle testimonianze biografiche e il numero estremamente ridotto di opere sopravvissute hanno infatti contribuito a mantenere avvolta nel mistero la figura di Giorgio Gandini del Grano, protagonista nel XVI secolo di quella che gli storici dell’arte hanno definito “Scuola di Parma”, il gruppo di pittori che si sviluppò attorno all’eredità artistica lasciata da Antonio Allegri, il Correggio.
L’esposizione rappresenta un’occasione eccezionale perché consente di osservare riuniti, per la prima volta, tutti i nove dipinti considerati autografi dalla critica. Un risultato di particolare rilievo scientifico che permetterà agli studiosi e al pubblico di confrontare direttamente l’intera produzione pittorica conosciuta dell’artista, cogliendone le caratteristiche stilistiche, le evoluzioni e le peculiarità espressive. Il progetto espositivo non si limita però alla sola presentazione delle opere: la mostra sarà infatti accompagnata da importanti novità documentarie che contribuiscono a ridefinire il profilo storico dell’autore, oltre che dalla pubblicazione del primo catalogo monografico interamente dedicato a Gandini del Grano. Un lavoro che punta a colmare una lacuna negli studi sul Rinascimento emiliano e a offrire nuovi strumenti di approfondimento su una personalità artistica ancora poco conosciuta.
Tra le opere esposte spicca naturalmente la Pala di San Michele, conservata presso la Pilotta, alla quale si affiancherà l’unica altra pala d’altare realizzata dall’artista, oggi custodita a Palazzo Pitti di Firenze. Si tratta di un confronto particolarmente significativo, poiché le due grandi opere consentono di comprendere le ambizioni e le capacità compositive di un autore che, pur lavorando in un contesto dominato dall’ingombrante figura del Correggio, riuscì a elaborare una propria identità artistica. Accanto alle due pale saranno presentati i sette dipinti di piccolo formato che completano il catalogo pittorico dell’artista. Tre di queste opere appartengono alla Galleria Nazionale di Parma, una è conservata presso la Pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti di Torino, due fanno parte di collezioni private inglesi e una è custodita al Sinebrychoff Art Museum di Helsinki. La riunione di opere normalmente disperse tra istituzioni pubbliche e collezioni private di diversi Paesi costituisce uno degli elementi più rilevanti dell’intera iniziativa.
Per l’occasione, i dipinti conservati alla Galleria Nazionale di Parma saranno eccezionalmente raccolti in un’unica sala insieme ai prestiti provenienti dalle altre sedi. Questa scelta curatoriale consentirà di mettere in evidenza analogie, differenze e sviluppi interni a una produzione quantitativamente limitata ma estremamente significativa dal punto di vista qualitativo. La vicinanza fisica delle opere permetterà inoltre di cogliere più chiaramente il percorso creativo dell’artista e il modo in cui egli affrontò temi, soggetti e soluzioni formali nel corso della propria attività. Secondo gli studiosi, una delle caratteristiche che distinguono Gandini del Grano da molti dei suoi contemporanei è proprio la ricerca di soluzioni originali, talvolta eccentriche e ardite: la sua pittura rivela infatti una costante tensione verso formule compositive innovative, capaci di coniugare suggestioni correggesche e una personale sensibilità narrativa.
Un esempio particolarmente significativo di questa attitudine è rappresentato da La città di Parma presentata alla Vergine, tavola lignea acquistata dalla Pilotta nel 2024. L’opera si distingue per la capacità di sviluppare il tema devozionale attraverso una costruzione compositiva complessa e articolata, nella quale la dimensione religiosa si intreccia con una raffinata allusione simbolica alla città di Parma. Il dipinto testimonia non solo l’abilità tecnica dell’autore, ma anche il profondo legame che lo unì al contesto cittadino nel quale svolse interamente la propria attività.
Il rapporto con Parma rappresenta infatti una delle chiavi di lettura fondamentali per comprendere la vicenda artistica di Gandini del Grano. La sua carriera si sviluppò integralmente nel territorio parmense, in un momento di straordinaria vitalità culturale e figurativa. Fu proprio questo radicamento locale a portarlo a ottenere uno degli incarichi più prestigiosi della sua epoca: la prosecuzione delle decorazioni della cattedrale di Parma dopo la morte del Correggio. Nel 1535, a un anno dalla scomparsa del grande maestro, Gandini del Grano venne individuato come possibile continuatore dell’impresa decorativa del Duomo. L’incarico rappresentava una straordinaria attestazione di fiducia e conferma del prestigio raggiunto dall’artista presso i contemporanei. Tuttavia, tra la stipula del contratto e la sua morte, avvenuta nel 1538, il pittore non riuscì a portare a termine il progetto.
Dell’ambiziosa impresa rimasero soltanto alcuni disegni preparatori: questo mancato completamento ha alimentato nel tempo numerose riflessioni da parte degli studiosi, i quali hanno ipotizzato che il linguaggio artistico di Gandini del Grano trovasse la sua espressione più efficace nelle opere di dimensioni contenute, dove era possibile sviluppare con maggiore libertà la propria inventiva e la finezza del segno. La mostra approfondisce proprio questo aspetto attraverso un ampio nucleo di opere grafiche che consentono di entrare nel laboratorio creativo dell’artista: se la pittura testimonia la sua capacità di elaborare composizioni raffinate e ricercate, il disegno rivela in maniera ancora più evidente le caratteristiche del suo temperamento artistico.
Secondo i curatori, tanto la pittura quanto la grafica di Gandini del Grano sono attraversate da una tensione interna che conferisce alle opere una qualità quasi nervosa, tormentata e intensamente espressiva: una cifra stilistica che si traduce in risultati di altissimo livello, ma che probabilmente rendeva più complessa la gestione di imprese monumentali di vasta scala come quella della cattedrale parmense. Per documentare questa dimensione della sua attività, l’esposizione presenterà numerosi disegni provenienti da alcune delle più importanti istituzioni museali europee. Tra i prestatori figurano l’Albertina di Vienna, il Musée du Louvre di Parigi, le Gallerie dell’Accademia di Venezia e le Gallerie degli Uffizi di Firenze. La presenza di questi fogli rappresenta un elemento di straordinario interesse, poiché consente di osservare da vicino il processo creativo dell’artista e di approfondire la conoscenza delle sue tecniche e del suo linguaggio figurativo.
Esposti accanto alle opere pittoriche, i lavori su carta offriranno una lettura più completa della produzione di Gandini del Grano, mettendo in luce il dialogo continuo tra invenzione grafica e realizzazione pittorica. Attraverso schizzi, studi preparatori e disegni finiti sarà possibile seguire il percorso creativo dell’autore e comprendere meglio il ruolo che il disegno rivestiva all’interno della sua pratica artistica.
L’esposizione assume inoltre un particolare valore alla luce delle recenti scoperte documentarie che hanno contribuito a chiarire alcuni aspetti fondamentali della biografia dell’artista. Giorgio Gandini del Grano nacque a Parma nel 1498, come attestano documenti d’archivio recentemente rinvenuti che hanno permesso di individuare con certezza il suo battesimo e di superare le incertezze che per lungo tempo avevano accompagnato la ricostruzione delle sue origini. Questi nuovi dati consentono di delineare con maggiore precisione il profilo di un pittore raffinato, formatosi nel vivace ambiente artistico parmense e capace di assimilare profondamente le suggestioni provenienti dall’opera del Correggio. La sua attività si svolse in un arco temporale relativamente breve, compreso tra il 1528 e il 1538, ma fu caratterizzata da commissioni pubbliche e religiose di notevole importanza.
L’incarico ricevuto nel 1535 per il completamento degli affreschi del Duomo rappresenta il momento culminante della sua carriera e testimonia il prestigio di cui godeva presso i contemporanei. La morte prematura, avvenuta nel 1538, interruppe però il suo percorso artistico e contribuì probabilmente alla successiva marginalizzazione della sua figura nella storiografia. Eppure, osservando oggi le opere riunite alla Pilotta, emerge con chiarezza la personalità di un autore capace di elaborare una sintesi originale tra eleganza formale, intensità espressiva e attenzione agli effetti luminosi. Elementi che fanno di Gandini del Grano una presenza significativa nel panorama artistico del primo Cinquecento e che giustificano il rinnovato interesse della critica nei suoi confronti.
La mostra parmense intende dunque restituire piena dignità storica e artistica a quello che può essere considerato un autentico petit maître del Rinascimento emiliano. Una definizione che non va interpretata come un ridimensionamento del suo valore, ma piuttosto come il riconoscimento di una grandezza espressa attraverso opere di scala contenuta e lontane dalla monumentalità dei protagonisti più celebri del periodo.
| Titolo mostra | Giorgio Gandini del Grano. L’enigma di un maestro sulle orme di Correggio | Città | Parma | Sede | Complesso Monumentale della Pilotta | Date | Dal 17/10/2026 al 17/01/2027 | Artisti | Giorgio Gandini del Grano | Curatori | Denis Ton, Stefano L'Occaso | Temi | Rinascimento, Cinquecento, Manierismo, Parma, Arte antica, Complesso della Pilotta, Complesso monumentale della Pilotta |
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