Al Castello del Buonconsiglio di Trento è stato avviato un progetto di restauro che interesserà la Fontana dei Leoni, con un intervento programmato tra aprile e luglio 2026. L’operazione si inserisce all’interno di un’iniziativa di valorizzazione del patrimonio storico-artistico sostenuta da Pellegrini Spa e Villotti Group Srl, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia di Trento.
L’avvio dei lavori è fissato per il 27 aprile 2026, mentre la conclusione delle attività è prevista entro la fine di luglio dello stesso anno. Il progetto prevede una prima fase dedicata alle indagini diagnostiche, seguita dall’intervento di restauro vero e proprio. L’esecuzione è affidata alla ditta Lares Restauri di Venezia, sotto la supervisione della Soprintendenza provinciale.
L’iniziativa si colloca all’interno di un percorso di interventi che la famiglia Pellegrini ha sviluppato negli anni in ambito conservativo e di valorizzazione del patrimonio culturale. La società, attiva da oltre un secolo nel settore imprenditoriale e oggi operante nel campo dell’office printing & digital transformation, ha progressivamente consolidato un’attività di sostegno a progetti di restauro. Tra gli interventi precedenti figurano il restauro della statua di San Giovanni Nepomuceno sul Canal Grande a Venezia, l’apertura dell’itinerario segreto del Palazzo Ducale e il recupero del busto di Teodoro Correr presso il Museo Correr in Piazza San Marco. L’operazione rappresenta anche un momento di consolidamento della presenza imprenditoriale del gruppo in Trentino, dove Pellegrini Spa è attiva dal 2024.
Dal punto di vista tecnico, la fontana è addossata a una parete intonacata di colore chiaro e presenta una nicchia centrale rivestita da elementi irregolari in travertino vacuolare. La nicchia, con forma ad arco a tutto sesto, si configura come un elemento profondamente incassato e caratterizzato da una superficie irregolare che richiama le grotte artificiali tipiche delle fontane di matrice manierista. Alla base della nicchia si trova una vasca circolare in pietra ammonitica scolpita, collocata su un piedistallo centrale decorato da un bassorilievo. Al centro della vasca è presente una sfera metallica dalla quale fuoriesce il getto d’acqua, elemento che costituisce il fulcro visivo dell’intera composizione. Ai lati della vasca sono collocate due teste leonine, presumibilmente in pietra d’Istria, elementi ricorrenti nelle fontane storiche e associati a significati simbolici legati alla forza e alla protezione.
L’insieme è delimitato da una muratura intonacata sulla quale è inserita una copertina in marmo rosso di Verona, con cornice modanata che definisce una seduta continua a forma semicircolare. Lo stato di conservazione dell’opera evidenzia la presenza di depositi superficiali incoerenti e fenomeni di degrado differenziati sui diversi materiali costitutivi. Le superfici lapidee risultano interessate da stratificazioni calcaree, efflorescenze saline e fenomeni di polverizzazione in alcune aree. Sono presenti inoltre frammentazioni e discontinuità strutturali che richiedono interventi di messa in sicurezza preventiva.
Le operazioni previste si articolano in una sequenza di fasi tecniche. È prevista la rimozione controllata dei depositi superficiali incoerenti e il preconsolidamento cautelativo delle aree interessate da polverizzazione, con interposizione di fogli di carta giapponese. I frammenti di maggiori dimensioni saranno messi in sicurezza, mentre quelli in pericolo di caduta verranno fissati mediante microiniezioni puntuali di resina epossidica. Per gli elementi non rimovibili è previsto un trattamento con inibitori di corrosione, preceduto da spazzolatura e sgrassaggio delle superfici con solventi idonei. Seguiranno operazioni di pulitura degli elementi lapidei interessati da depositi coerenti e interventi di desalinizzazione attraverso applicazione ripetuta di impacchi di acqua deionizzata sulle aree affette da efflorescenze saline.
Le stratificazioni calcaree saranno rimosse mediante l’utilizzo di microfrese, seguite da un accurato risciacquo delle superfici con acqua deionizzata. I frammenti distaccati verranno incollati mediante resina epossidica bicomponente, previa pulizia e sgrassaggio delle superfici di contatto. Il progetto prevede inoltre la rimozione delle stuccature degradate o non idonee e il successivo risarcimento delle fessure e microfessure con impasti a base di calce priva di sali, sabbie di fiume e polveri di marmo selezionate in coerenza con i materiali originari dell’opera. Le superfici che presentano disgregazione o polverizzazione saranno sottoposte a interventi di consolidamento. La fase conclusiva prevede la protezione delle superfici lapidee mediante applicazione di silossano oligomero, steso a pennello e a spruzzo.
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