Fondazione Brescia Musei compie un nuovo passo nel percorso d’innovazione digitale con Double Reality – Il monumento e il suo doppio, un progetto che integra realtà virtuale, danza contemporanea e patrimonio culturale per proporre un nuovo modo di vivere il museo. L’iniziativa coincide con l’apertura della prima VR Room del sistema museale bresciano, allestita presso la Pinacoteca Tosio Martinengo, dove l’esperienza immersiva è inclusa nel biglietto d’ingresso.
Promosso dal Comune di Brescia, da Fondazione Brescia Musei, dal Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto e dall’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library, il progetto è stato sviluppato nell’ambito del programma PNRR dedicato alla digitalizzazione del patrimonio culturale, finanziato dall’Unione Europea attraverso il piano Next Generation EU. Alla base dell’iniziativa vi è il concetto di “digital twin” museale, una riproduzione digitale del patrimonio in grado di dialogare con linguaggi artistici contemporanei e nuove tecnologie. Dopo oltre un anno di ricerca, progettazione e sperimentazione, il progetto mette a disposizione del pubblico un percorso immersivo che trasforma opere, architetture e collezioni in ambienti virtuali da esplorare attraverso la realtà aumentata e la danza.
Le collezioni dei Musei Civici di Brescia sono state digitalizzate in altissima definizione e rielaborate in scenari tridimensionali che s’intrecciano con performance coreografiche create appositamente. Il corpo dei danzatori diventa così il mezzo attraverso cui reinterpretare il patrimonio storico e artistico, dando vita a un racconto in cui spazio, movimento e immagini digitali si fondono in un’unica esperienza.
Il progetto coinvolge tutti i principali musei gestiti da Fondazione Brescia Musei: il Museo di Santa Giulia e Brixia. Parco Archeologico di Brescia Romana, entrambi patrimonio UNESCO, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Museo delle Armi “Luigi Marzoli” e il Museo del Risorgimento “Leonessa d’Italia” ospitato nel Castello di Brescia. Ogni luogo diventa il palcoscenico di una narrazione immersiva in cui patrimonio storico e creatività contemporanea dialogano attraverso le tecnologie digitali. Lo sviluppo tecnologico è stato realizzato grazie ai finanziamenti del PNRR dedicati alle piattaforme di co-creazione digitale. Le riprese stereoscopiche a 360 gradi, le animazioni tridimensionali e il design dell’esperienza immersiva sono stati curati da Guido Geminiani, fondatore di Impersive, in collaborazione con Digital Library, Activa Digital e Civita Mostre e Musei, dando vita a un ecosistema capace di integrare video immersivi, ambienti virtuali e performance artistiche.
Cuore dell’iniziativa è il nuovo VR Corner della Pinacoteca Tosio Martinengo, dove i visitatori possono vivere un’esperienza a 360 gradi tra arte, danza e architettura. Il progetto è inoltre accompagnato da una piattaforma digitale consultabile anche da computer, smartphone e visori compatibili, che consente di approfondire i contenuti e accedere alle esperienze anche da remoto. Le performance sono firmate da tre protagonisti della scena coreografica internazionale. Diego Tortelli, coreografo del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto e Head Choreographer della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, ha realizzato le creazioni dedicate alla Pinacoteca Tosio Martinengo e al Museo delle Armi. Francesca Lattuada ha ideato la performance in realtà virtuale dedicata alla Vittoria Alata, mentre Lara Guidetti ha curato le esperienze ambientate al Museo di Santa Giulia e al Museo del Risorgimento.
Pensato per un pubblico eterogeneo, il progetto si rivolge a visitatori, famiglie, studenti, scuole, università, professionisti della cultura e appassionati di nuove tecnologie, con l’obiettivo di rendere il patrimonio sempre più accessibile attraverso strumenti innovativi di partecipazione. L’accessibilità rappresenta uno degli aspetti centrali dell’iniziativa. L’esperienza immersiva è infatti compresa nel biglietto di ingresso dei musei coinvolti e non richiede costi aggiuntivi. Inoltre, in continuità con le politiche culturali del Comune di Brescia e di Fondazione Brescia Musei, è gratuita per tutti i residenti del capoluogo.
Double Reality s’inserisce nel percorso di sperimentazione digitale avviato da Fondazione Brescia Musei negli ultimi anni, affiancandosi a progetti come Risorgimento VR Experience. Con questa nuova iniziativa prende forma un modello di fruizione che coniuga patrimonio materiale, linguaggi performativi e innovazione tecnologica.
“Sono particolarmente grata che Fondazione Brescia Musei e il Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto, per la terza volta in poco più di quattro anni, trovino il modo di dare vita a un progetto artistico originale, che rispetta i canoni delle rispettive discipline: da un lato la conservazione e la valorizzazione del patrimonio, dall’altro la creazione di opere d’arte performative”, ha dichiarato Francesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei. “Al centro di questo sodalizio tra le due importanti istituzioni rimangono gli straordinari oggetti culturali, le opere d’arte e i manufatti – mobili o, come nel caso dei grandi monumenti, immobili e monumentali – gestiti dalla nostra Fondazione Brescia Musei, che ancora una volta si dimostra innovativa e coraggiosa nell’esplorare nuove vie di trasformazione dei linguaggi. È poi straordinario constatare quanto oggi sia possibile immaginare e realizzare grazie agli strumenti della virtual reality. I danzatori della compagnia del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto diventano il filo conduttore di un percorso emozionale pensato per il visitatore: attraverso il loro corpo, il patrimonio artistico del passato si ricompone in un caleidoscopio di rimandi e l’esperienza museale smette di essere univoca per farsi molteplice, al tempo stesso concreta e digitale, intima e collettiva, terrena e trascendente”.
"Con il progetto Double Reality. Il monumento e il suo doppio, Fondazione Brescia Musei si pone all’avanguardia del panorama museale internazionale realizzando la prima stabile VR Room dedicata all’esplorazione con il medium artistico della danza del patrimonio museale civico", ha affermato Stefano Karadjov, Direttore Fondazione Brescia Musei. “La realtà dello straordinario patrimonio dei nostri musei è pervasa da quella al contempo reale e virtuale della danza coreografata dal Centro Nazionale della Danza nella quale l’utente si trova immerso nel patrimonio riverberandone anche fisicamente ogni sfumatura e permettendo una comprensione moderna e dinamica in linea con il tipo di progettualità che la nostra fondazione è abituata a proporre in tutti i propri progetti”.
“Lo spessore emotivo della nostra comunicazione si affievolisce nell’epoca della moltiplicazione dei messaggi mediatici. La rapidità sostituisce l’intensità. Lo spettacolo dal vivo mantiene la sua forza, ma è certamente una dimensione effimera. Ecco perché ci rivolgiamo alla VR. L’esperienza della visita in realtà virtuale ad un luogo è al tempo stesso irreale e iperreale. Avviene mettendosi un visore, dunque non è reale, eppure i dettagli prendono evidenza, si amplificano”, ha aggiunto Gigi Cristoforetti, direttore CCN/Aterballetto. “Il Centro Coreografico Nazionale si distingue in Europa per lo spazio dato alla ricerca sulla produzione di pezzi di danza attraverso la VR. Hanno una metrica e uno sviluppo completamente diversi dalla produzione per palcoscenico. Suppongono uno spettatore ravvicinato, quasi coprotagonista, al quale è anche possibile passare dietro, scomparendo come fantasmi. Con Fondazione Brescia Musei abbiamo approfondito questa ricerca, immaginando che gli straordinari musei di Brescia ospitino non solo reperti e opere d’arte, ma anche performance di danzatori. Conoscere gli uni significa incontrare anche gli altri”.
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