Il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia (MANC) torna ad accogliere i visitatori dopo un importante intervento di riqualificazione che ha coinvolto l’edificio, le sale, le collezioni e l’intero percorso museale. L’apertura ufficiale è prevista per il 25 settembre 2026, mentre il 25 e il 26 settembre, alle 17, il Direttore e il personale del museo accompagneranno il pubblico alla scoperta del nuovo allestimento con visite guidate comprese nel prezzo del biglietto.
La trasformazione del MANC rientra nel più ampio progetto della Direzione regionale Musei nazionali Lazio del Ministero della Cultura, orientato a ripensare i musei come luoghi di incontro e partecipazione, oltre che di conservazione del patrimonio. In questa nuova prospettiva, il museo di Civitavecchia assume il ruolo di punto di riferimento per la conoscenza del comprensorio. Le sue collezioni vengono infatti messe in relazione con i principali siti archeologici della zona, dal porto romano di Centumcellae alle Terme Taurine, dal santuario etrusco di Punta della Vipera alla città medievale di Leopoli-Cencelle. Il risultato è un racconto che attraversa più di tre millenni di storia e che utilizza un linguaggio contemporaneo per restituire al pubblico non soltanto i reperti, ma anche i contesti nei quali sono stati rinvenuti.
Il progetto ha interessato la settecentesca palazzina che un tempo ospitava l’ex Presidio del Corpo di Guardia Pontificia, nel centro di Civitavecchia, a breve distanza dal porto e dal Forte Michelangelo. Gli spazi dedicati alla collezione permanente sono stati raddoppiati, mentre sono state ampliate anche le aree riservate alla ricerca, alla conservazione, alle attività educative e ai servizi culturali. Il percorso si sviluppa oggi su quattro livelli e abbandona una successione esclusivamente cronologica per proporre una lettura più articolata della storia locale. Al centro della narrazione ci sono i paesaggi, i siti archeologici e le comunità che hanno abitato il territorio nel corso dei secoli. Reperti e opere sono affiancati da ricostruzioni, modelli tridimensionali, plastici tattili, proiezioni, contenuti digitali ed esperienze immersive, pensati per rendere più immediata la comprensione dei luoghi e delle vicende raccontate.
La riqualificazione del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia è stata sostenuta da un investimento complessivo superiore ai 2 milioni di euro, distribuito nel tempo attraverso diversi programmi di finanziamento pubblico. Le risorse hanno permesso di intervenire sulla sicurezza dell’edificio, sugli ambienti museali, sull’allestimento delle collezioni, sui depositi e sull’accessibilità. Nel 2021 sono stati stanziati 140mila euro per il consolidamento dei solai del terzo e del quarto piano e altri 90.000 euro per l’adeguamento della videosorveglianza, dei sistemi antintrusione e della centrale operativa. A questi fondi si sono aggiunti 600mila euro, inseriti nella programmazione 2021-2023 prevista dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190, per la riqualificazione degli spazi, e ulteriori 500mila euro della programmazione 2022-2024 destinati al nuovo ordinamento museografico e al riallestimento.
Il programma di lavori ha inoltre previsto 130mila euro per la ristrutturazione dei depositi, nell’ambito del Programma dei lavori pubblici 2024, e 200mila euro di fondi PNRR, provenienti dalla Missione 1, Investimento 1.2, dedicata alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei. Quest’ultimo intervento ha contribuito alla realizzazione di un’esperienza di visita più accessibile e inclusiva. Le opere già completate hanno raggiunto un valore complessivo di 1.660.000 euro. È inoltre previsto un ulteriore stanziamento di 400mila euro nella programmazione 2024-2026, destinato al rifacimento della biglietteria e dei servizi igienici.
“La riapertura del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia si inserisce in un percorso più ampio di trasformazione che stiamo portando avanti nei musei e nei luoghi della cultura della Direzione regionale Musei nazionali Lazio”, ha dichiarato la direttrice Elisabetta Scungio. “Vogliamo musei sempre più aperti ai territori e alle comunità, capaci di coniugare la qualità della ricerca scientifica con nuovi linguaggi, servizi culturali, accessibilità e partecipazione. Civitavecchia rappresenta in maniera particolarmente efficace questa visione: il nuovo allestimento non racconta soltanto le collezioni conservate nel museo, ma costruisce una relazione continua con il paesaggio, i siti archeologici e la storia del territorio. Il MAN si configura così come un moderno museo del territorio, presidio culturale e sociale e porta d’accesso al patrimonio di un comprensorio straordinariamente ricco, in una città che ogni anno accoglie attraverso il suo porto milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo”.
Il viaggio all’interno del museo comincia al piano terra, dove sono protagoniste due delle opere più rappresentative del MANC: le monumentali statue dell’Atena Parthenos e dell’Apollo-Helios. Quest’ultimo, considerato una delle più importanti riproduzioni in grande formato del celebre Colosso di Rodi, è presentato insieme all’Atena in un ambiente immersivo. Luci, proiezioni e paesaggi sonori ne sottolineano la dimensione monumentale e introducono il visitatore alla storia del territorio attraverso un’esperienza multisensoriale.
Il primo piano accompagna invece nella storia più antica del comprensorio, dalla preistoria alle epoche etrusca e romana. L’attenzione si concentra soprattutto sulla fascia costiera compresa tra il Mignone e Cerveteri e sull’area dei Monti della Tolfa. La scelta museografica privilegia la ricostruzione dei contesti rispetto alla semplice presentazione dei singoli oggetti: modelli tattili, strumenti digitali, contenuti multimediali e tecnologie immersive aiutano a comprendere l’evoluzione degli insediamenti e il lavoro degli archeologi nella ricostruzione del passato.
Una sezione specifica è riservata al santuario etrusco di Punta della Vipera, del quale viene ricostruita la storia dall’età arcaica fino alla fase ellenistica. Reperti, una ricostruzione a grandezza reale della decorazione del tempio, un plastico tattile e un modello tridimensionale, esplorabile anche tramite visori per la realtà virtuale, permettono di avvicinarsi al sito attraverso differenti modalità di fruizione.
Il secondo piano è dedicato soprattutto a Centumcellae, il grande porto fatto costruire dall’imperatore Traiano su progetto di Apollodoro di Damasco. Il racconto comprende anche le Terme Taurine e le ville marittime che punteggiavano l’antica costa. Attraverso reperti, elementi architettonici, ricostruzioni e installazioni multimediali viene restituita la funzione strategica del porto, insieme alle attività commerciali e alla vita quotidiana della città. Particolare attenzione è riservata al rapporto tra Centumcellae e il paesaggio mediterraneo, anche grazie a immagini aeree dei principali siti archeologici del territorio. Il percorso conduce quindi verso il Medioevo con la sezione dedicata a Leopoli-Cencelle, fondata per volontà di papa Leone IV. Reperti provenienti dagli scavi, ricostruzioni, modelli e strumenti digitali illustrano la nascita della città, la sua struttura urbana e la quotidianità dei suoi abitanti. Un grande plastico tattile e le esperienze immersive consentono di esplorare la città medievale anche attraverso modalità di visita alternative.
Il terzo piano amplia ulteriormente la funzione del museo come centro di ricerca, conservazione e produzione culturale. Qui sono esposte le collezioni storiche dell’antico Museo Civico, nato nel 1918 nel chiostro del convento della chiesa di Santa Maria, poi distrutta durante i bombardamenti del 1943. Il nuovo allestimento permette inoltre di riportare all’attenzione del pubblico numerosi reperti rimasti per anni nei depositi e presenta materiali recuperati attraverso sequestri archeologici, documentando anche l’attività dello Stato nella protezione del patrimonio.
Tra i pezzi più importanti spicca un’urna cineraria etrusca di ambito ceretano, considerata un unicum e legata alla stessa tradizione artistica del celebre Sarcofago degli Sposi. L’opera è accompagnata da una ricostruzione digitale tridimensionale e da proiezioni immersive. Il piano ospita inoltre un laboratorio per i primi interventi conservativi e una sala polifunzionale destinata a incontri, conferenze e attività didattiche. La flessibilità degli spazi consentirà anche di alternare le collezioni esposte e proporre nuovi approfondimenti.
Uno degli elementi qualificanti del nuovo MANC è l’attenzione riservata all’accessibilità, considerata parte integrante del progetto scientifico e museografico. Il museo è stato concepito come un luogo di narrazione rivolto a pubblici diversi, con strumenti e livelli di approfondimento capaci di adattarsi a differenti esigenze. L’obiettivo riguarda non soltanto l’eliminazione delle barriere fisiche, ma anche quelle sensoriali e cognitive. Il percorso comprende pannelli e didascalie in Braille, testi semplificati, audioguide, video in LIS, modelli tattili, ricostruzioni tridimensionali, contenuti digitali e ambienti immersivi. Per progettare queste soluzioni sono state coinvolte direttamente associazioni impegnate sul fronte dell’inclusione. L’accessibilità diventa così un elemento strutturale della visita e non un servizio aggiunto a posteriori.
Con la riapertura del 25 settembre, il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia si presenta come un’istituzione completamente rinnovata. Le collezioni diventano il punto di partenza per leggere un territorio dalla storia millenaria, seguendo le tracce lasciate dalle civiltà etrusche e romane, dalla città medievale fino alla Civitavecchia contemporanea.
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