Inaugurata questa mattina la Sala dei Giganti del Museo Civico “Giovanni Marongiu” di Cabras, un importante ampliamento che porta gli spazi espositivi del museo a circa 1.500 metri quadrati. Il nuovo ambiente è destinato ad accogliere in futuro il celebre complesso statuario dei Giganti di Mont’e Prama, rafforzando il ruolo del museo come punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio archeologico della Sardegna.
Per celebrare l’apertura della nuova sala, la Fondazione Mont’e Prama ha promosso la mostra Tyrrhenòs e Sardò. Principi etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce, realizzata in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e il Comune di Cabras, con il coordinamento di Villaggio Globale International. L’esposizione propone un approfondimento scientifico dedicato ai rapporti tra le aristocrazie etrusche e la civiltà nuragica durante l’età villanoviana e orientalizzante, ricostruendo le relazioni che unirono le due sponde del Tirreno tra il X e il VII secolo a.C. Attraverso reperti provenienti da importanti musei italiani, con una significativa selezione concessa dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il percorso mette in luce una fitta rete di scambi commerciali, culturali e artistici che contribuì alla formazione del Mediterraneo antico.
Nel corso dell’inaugurazione è intervenuta Alfonsina Russo, direttrice del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni nella promozione del patrimonio archeologico italiano. Anche il Direttore Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura, Fabrizio Magani, ha espresso apprezzamento per il progetto, sottolineando il ruolo svolto dalle Soprintendenze nella ricerca e nella valorizzazione delle testimonianze archeologiche.
Il percorso espositivo accompagna il visitatore lungo le rotte del Mar Tirreno, raccontando come la Sardegna e l’Etruria fossero unite da intensi rapporti di navigazione e scambio. Oggetti di produzione nuragica rinvenuti nelle necropoli etrusche e materiali etruschi scoperti in Sardegna documentano infatti un dialogo costante tra le due civiltà, ben più articolato di quanto si possa immaginare. Tra le opere più significative figurano le celebri navicelle nuragiche in bronzo, simbolo dei collegamenti marittimi tra le due sponde del Tirreno, tra cui l’esemplare proveniente dalla Tomba del Duce di Vetulonia, considerato uno dei più importanti ritrovamenti del genere.
Grande rilievo assume inoltre il confronto tra la scultura monumentale dei Giganti di Mont’e Prama e le più antiche testimonianze della statuaria etrusca, rappresentate dalle statue di Casale Marittimo e Vetulonia. Il dialogo tra queste opere evidenzia sorprendenti affinità nella rappresentazione della figura umana e offre una nuova prospettiva sulle relazioni culturali sviluppatesi nel Mediterraneo durante il primo millennio a.C.
Il racconto si conclude con la battaglia del Mare Sardo del 535 a.C., lo scontro navale che vide contrapposti i Greci di Focea alla coalizione etrusco-cartaginese. La vittoria di quest’ultima ridisegnò gli equilibri politici del Tirreno e segnò l’inizio della progressiva affermazione cartaginese sulla Sardegna. Attraverso questo percorso, la mostra vuole restuìituire l’immagine di una Sardegna tutt’altro che isolata: un’isola al centro delle rotte mediterranee, protagonista di una rete di relazioni culturali, economiche e artistiche che contribuì in modo determinante alla storia delle civiltà antiche.
“Dopo l’apertura della mostra temporanea, che per la prima volta vede riuniti tutti i Giganti a Cabras”, ha dichiarato il Presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni, “abbiamo l’onore di inaugurare la futura Sala dei Giganti con una nuova esposizione di grandissimo interesse scientifico e culturale che ci racconterà i legami antichissimi fra i sardi e gli etruschi. Questo spazio proietta la nostra struttura al centro della programmazione culturale internazionale. Con l’apertura della nuova Sala dei Giganti il museo potrà contare su un’area espositiva che ci consentirà una programmazione in grado di soddisfare le esigenze del grande pubblico”.
“Siamo giunti a un momento atteso da anni: dopo tanto lavoro, la Sala dei Giganti apre finalmente le sue porte alla storia”, ha commentato il Sindaco di Cabras, Andrea Abis. “Come Sindaco, esprimo con grande orgoglio la soddisfazione per questo traguardo che rappresenta un nuovo capitolo nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del Sinis. La casa dei Giganti, destinata ad accogliere fra un po’ di tempo l’intero complesso scultoreo di Mont’e Prama, ospiterà ora una mostra dedicata all’incontro tra i Nuragici e gli Etruschi, due popoli che hanno contribuito in modo fondamentale a scrivere la storia antica del Mediterraneo”.
“La Sardegna e Cabras sono protagoniste di una programmazione culturale di respiro nazionale e internazionale”, ha sottolineato l’assessora regionale alla Cultura, Ilaria Portas. “Con l’inaugurazione dell’esposizione odierna si aggiunge un altro tassello di questo progetto di ampio respiro. Una vetrina straordinaria, dall’incalcolabile valore scientifico culturale. Infatti, attraverso il dialogo tra le aristocrazie etrusche e le comunità nuragiche, questa mostra riscrive la narrazione del nostro passato, dimostrando che la Sardegna è stata una terra al centro di una fitta rete di scambi e connessioni. L’inaugurazione della mostra coincide inoltre con l’apertura del nuovo atteso spazio espositivo che riunisce finalmente in un unico grande percorso il complesso monumentale dei Giganti di Mont’e Prama”. “Investire nella cultura in questo modo”, ha aggiunto Portas, “significa attivare un motore di sviluppo economico e turistico di grande valore e crescita per il territorio del Sinis e per tutta l’isola. Viene offerta al pubblico un’area museale ampliata a circa 1500 metri quadri, capace di attrarre un turismo culturale, più lento, più consapevole, meno al consumo e di maggiore qualità. Come Regione continueremo a sostenere queste eccellenze, convinti che la nostra identità storica sia la risorsa più preziosa per costruire il futuro economico e sociale delle nostre comunità”.
A delineare il valore scientifico sono stati i curatori della mostra, rappresentati da Paolo Giulierini, co-curatore insieme a Raimondo Zucca, Daniele Federico Maras e Giorgio Murru: “La mostra è un’occasione unica per mettere a confronto, tramite straordinari reperti, le aristocrazie etrusche e sarde in un momento in cui i ceti dirigenti si riconoscevano per comuni stili di vita. Mai come in quel tempo il Mare Sardo fu uno straordinario elemento di connessione tra le due coste; non a caso l’immagine della mostra è una barchetta nuragica rinvenuta a Vetulonia, in Etruria”.
“Grazie a questo incontro tra Firenze e Cabras”, ha concluso Daniele Federico Maras, Direttore del Museo, “ritorna in scena l’antica alleanza tra Etruschi e Sardi, che già migliaia di anni fa superarono le barriere fisiche, linguistiche e culturali e posero le fondamenta per la civiltà mediterranea ed europea. Una mostra-evento come quella che si apre ora è il segno del ruolo identitario di un museo nazionale, che uscendo dalle proprie mura contribuisce a promuovere la cultura anche al di là dei confini regionali e offre nuove prospettive sul patrimonio culturale a un pubblico sempre più vario e integrato”.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.