Venezia, il Labirinto Borges riapre al pubblico il 10 luglio dopo gli interventi di manutenzione


La Fondazione Giorgio Cini e PwC Italia completano gli interventi di manutenzione del Labirinto Borges sull’Isola di San Giorgio Maggiore. Uno dei labirinti più suggestivi d’Italia torna visitabile dopo un intervento sulle siepi di bosso.

Il Labirinto Borges dell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia si prepara a riaprire al pubblico dopo un importante intervento di restauro conservativo promosso dalla Fondazione Giorgio Cini e sostenuto da PwC Italia. Uno dei luoghi più affascinanti del panorama culturale veneziano (qui un approfondimento) tornerà visitabile dal 10 luglio, mentre la presentazione ufficiale alla stampa è prevista per il 9 luglio alle 11:30. L’intervento riguarda un’opera che negli anni è diventata una delle attrazioni più amate dell’Isola di San Giorgio Maggiore e uno dei labirinti più suggestivi d’Italia. Dedicato allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, di cui quest’anno ricorrono i quarant’anni dalla scomparsa, il labirinto rappresenta un punto di incontro tra architettura, letteratura, paesaggio e arte contemporanea.

I lavori sono stati resi possibili grazie al sostegno di PwC Italia, che ha assunto il ruolo di Main Sponsor dell’intervento nell’ambito del progetto “PwC per la cultura”. Attraverso questa iniziativa l’organizzazione, che offre servizi professionali alle imprese, porta avanti da anni attività dedicate alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano, con l’obiettivo di favorire la crescita socio-culturale del Paese e creare occasioni di condivisione della ricchezza artistica nazionale sia all’interno della propria comunità professionale sia nei territori in cui opera.

Veduta dall’alto del Labirinto Borges. Foto: Matteo De Fina
Veduta dall’alto del Labirinto Borges. Foto: Matteo De Fina

Il Labirinto Borges è stato ideato dall’architetto e diplomatico britannico Randoll Coate e realizzato nel 2011 in occasione del venticinquesimo anniversario della morte di Jorge Luis Borges. L’opera nasce dal profondo rapporto di amicizia che legava Coate allo scrittore argentino e dalla comune fascinazione per il tema del labirinto, elemento centrale nell’immaginario letterario borgesiano. Borges, che nutriva una particolare passione per Venezia, considerava la città lagunare una sorta di labirinto vivente, un intreccio di percorsi, calli, ponti e canali in cui il visitatore è costantemente invitato a perdersi e ritrovarsi. Da questa suggestione nasce un’opera che traduce in forma paesaggistica e architettonica molti dei temi presenti nella produzione dello scrittore, dal rapporto tra memoria e infinito fino alla riflessione sul tempo, sulla conoscenza e sul destino.

A quindici anni dalla sua realizzazione, il labirinto necessitava di un intervento conservativo capace di preservarne l’integrità estetica e funzionale. Le siepi di bosso, appartenenti alla specie Buxus sempervirens delle buxaceae e utilizzate per definire il percorso, avevano infatti bisogno di un’accurata manutenzione finalizzata a ripristinare l’uniformità della vegetazione e a restituire piena leggibilità al disegno originario concepito da Coate.

L’intervento ha riguardato l’intero sviluppo del percorso, che si estende per circa 1.150 metri all’interno della struttura vegetale. L’obiettivo principale è stato quello di riportare il complesso alla sua configurazione originaria, garantendo una lettura chiara e coerente dell’impianto progettuale e valorizzando nuovamente l’esperienza di visita. La riapertura rappresenta un momento significativo non soltanto per la Fondazione Giorgio Cini ma anche per il patrimonio culturale veneziano. Nel corso degli anni il Labirinto Borges è diventato infatti una delle mete più richieste dai visitatori dell’Isola di San Giorgio Maggiore, e attira ogni giorno appassionati di letteratura, studiosi di paesaggio, architetti e turisti provenienti da tutto il mondo.

Veduta dall’alto del Labirinto Borges. Foto: Matteo De Fina
Veduta dall’alto del Labirinto Borges. Foto: Matteo De Fina

Secondo Renata Codello, Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini, “il Labirinto Borges è uno dei luoghi più amati dell’Isola di San Giorgio Maggiore. Una magnifica presenza, che unisce l’antico con il contemporaneo, l’architettura con la letteratura e il paesaggio. La Fondazione ringrazia PwC Italia per condividere questo intervento di manutenzione della bellezza e i molteplici significati che rappresenta. Un’eccellente partecipazione a un più vasto progetto di restauri e di cura permanente dell’Isola e del suo patrimonio di cultura”.

L’intervento sul Labirinto Borges si inserisce infatti in una strategia più ampia dedicata alla conservazione e alla valorizzazione degli spazi storici e monumentali di San Giorgio Maggiore, uno dei principali poli culturali veneziani. La Fondazione Giorgio Cini è da anni impegnata nella tutela del patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico dell’isola, promuovendo iniziative che coniugano conservazione, ricerca e fruizione pubblica.

Per PwC Italia il sostegno all’intervento sul labirinto rappresenta un ulteriore tassello di un percorso consolidato nel settore della valorizzazione culturale. Negli ultimi anni l’organizzazione ha infatti contribuito a diversi progetti di recupero e restauro in alcune delle più importanti istituzioni culturali italiane. Tra questi figura il sostegno ai lavori realizzati tra il 2023 e il 2024 nei Giardini dell’Accademia Carrara di Bergamo, oggi denominati Giardini PwC. Nel 2025 PwC Italia ha inoltre partecipato al restauro del dipinto “Cenacolo” del pittore fiammingo Pieter Paul Rubens, appartenente alla collezione permanente della Pinacoteca di Brera a Milano. Nello stesso anno ha contribuito al completamento del restauro del celebre presepe di carta realizzato da Francesco Londonio, che viene tradizionalmente allestito durante il periodo natalizio presso il Museo Diocesano di Milano.

A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato anche Giovanni Andrea Toselli, Presidente e Amministratore Delegato di PwC Italia. “Abbiamo scelto con grande convinzione”, dichiara, “di sostenere il restauro del Labirinto Borges sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, città che rappresenta un punto di riferimento culturale assoluto per l’Italia e per il mondo e che, insieme a tutto il nord-est, costituisce un polo importante per PwC Italia. Poter dare nuova vita ad un luogo così amato e così simbolico è per noi motivo di particolare orgoglio. La collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini ci dà la possibilità, ancora una volta, di perseguire il nostro obiettivo di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese e di renderlo sempre più accessibile”.

Dal 10 luglio i visitatori potranno nuovamente percorrere i 1.150 metri di sentieri del labirinto, riscoprendo un’opera che continua a rappresentare uno dei più affascinanti omaggi internazionali a Jorge Luis Borges e uno degli spazi culturali più suggestivi della Venezia contemporanea.




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