Il Matrimonio mistico di santa Caterina è un'opera di Lorenzo Veneziano, tra i massimi esponenti dell'arte gotica a Venezia. Si tratta di un'opera firmata e datata: lo vediamo nell'iscrizione alla base del trono della Vergine, che ci informa del fatto che l'opera fu terminata nell'anno 1359 (quindi il 1360, perché la data è riportata more veneto, ovvero secondo il calendario utilizzato anticamente nella Repubblica di Venezia), il "XX de fevraro", cioè il 20 febbraio. Sotto alla data, la firma: fata per man de Lorenzo pentor in Venexia.
Si tratta del pannello centrale di un polittico di cui non abbiamo gli scomparti. Raffigura uno degli episodi più frequenti dell'arte sacra, il momento in cui santa Caterina riceve da Gesù Bambino l'anello nuziale a significare la sua unione (quindi il suo matrimonio) con la divinità. Al centro troviamo la Madonna col Bambino, seduta in trono, vestita con una veste rosa e un manto blu bordato d'oro: la veste e il manto sono decorati con stelle e fiori d'oro. Motivi e bordature d'oro decorano anche la veste di santa Caterina d'Alessandria, che troviamo uslla sinistra, con un angelo che la introduce alla Madonna e al Bambino. Quest'ultimo si sporge verso la santa e, con fare molto naturale ma forse un po' precoce per la sua età, si rivolge alla madre quasi a chiederle il consenso per poter infilare l'anello al dito di santa Caterina. Madonna e Bambino sono inseriti in una mandorla, simbolo di vita, e sotto di loro abbiamo le raffigurazioni del sole e della luna, simboli riferibili rispettivamente a Cristo e alla Madonna.
Il dipinto, donato alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, dove si trova oggi, dal Seminario di Udine nel 1900, fu realizzato probabilmente per una chiesa di Verona. Gli studiosi hanno formulato quest'ipotesi in quanto troviamo il dipinto nel 1822 in una collezione veronese, la collezione Caldana, e dal momento che all'epoca i collezionisti di Verona erano perlopiù attenti al mercato locale (e poiché sappiamo anche che Lorenzo Veneziano eseguì altri dipinti per Verona), la provenienza del dipinto da una chiesa di Verona potrebbe essere plausibile.
28 settembre 2014
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