Uno studio pubblicato sulla rivista Nature intitolato The Natufian Epipalaeolithic and Pre-Pottery Neolithic in the desert of northern Arabia (L’epipaleolitico natufiano e il neolitico preceramico nel deserto dell’Arabia settentrionale) presenta nuove evidenze archeologiche di insediamenti umani risalenti a circa 13.500 anni fa nel nord dell’Arabia. Le ricerche, condotte dalla Saudi Heritage Commission (Commissione per il Patromonio Saudita) presso il sito di Sahout, situato sul margine meridionale del deserto di Nefud tra le montagne Arnan e Al-Misma, documentano la presenza di comunità umane capaci di sviluppare sofisticate tecniche litiche e di adattarsi a ambienti desertici durante la fine dell’era glaciale e l’inizio dell’Olocene.
Gli scavi stratificati hanno permesso di recuperare strumenti in pietra distintivi, tra cui le cosiddette Lamelle di Helwan, piccoli manufatti utilizzati come punte di freccia o componenti di strumenti da caccia. Questi reperti, associati alla cultura Natufiana, confermano l’esistenza di gruppi dotati di elevate competenze tecniche e di connessioni culturali estese fino al Levante, dimostrando che la Penisola Arabica faceva parte di reti di scambio e contatto già in epoca preistorica.
Una fase successiva dell’insediamento, datata tra 10.300 e 8.700 anni fa, mostra una densità abitativa più elevata e uno sviluppo tecnologico nella produzione litica, con la comparsa delle cosiddette punte di Abu Salem, punte di freccia finemente lavorate impiegate nella caccia. Questi ritrovamenti forniscono prove di comunità complesse, in grado di organizzarsi e di sfruttare le risorse ambientali con grande consapevolezza, tipiche del Neolitico Preceramico. Le analisi geochimiche hanno rivelato che l’ossidiana utilizzata per la realizzazione degli strumenti proveniva da Jabal Al-Abyad, nella regione di Khaybar, a circa 190 km a sud del sito. Questo elemento indica la presenza di reti di comunicazione e scambio su lunghe distanze, confermando interazioni culturali e tecnologiche avanzate tra le popolazioni della regione.
Il collegamento tra insediamento e produzione artistica emerge chiaramente dagli strumenti da incisione trovati nei livelli archeologici, accanto a raffigurazioni di cammelli a grandezza naturale e figure umane. Le testimonianze offrono un quadro cronologico preciso dello sviluppo dell’espressione artistica nel nord dell’Arabia e confermano che la produzione artistica era parte integrante della vita culturale delle comunità dell’epoca. I risultati dello studio rafforzano l’impegno del Regno dell’Arabia Saudita nella conservazione del patrimonio culturale, nello sviluppo della conoscenza storica e nella valorizzazione delle prime comunità umane presenti nella regione. La scoperta del sito di Sahout offre nuove prospettive sul ruolo dell’Arabia settentrionale nei processi di insediamento umano e nelle reti culturali e tecnologiche del Vicino Oriente preistorico.
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