Restaurato il soffitto a volta appartenente a un ambiente della Casa con Panificio della Regio IX nel Parco Archeologico di Pompei: l’intervento che restituisce un’importante testimonianza della ricchezza decorativa delle abitazioni pompeiane e della diffusione dei temi legati al culto di Dioniso è stato presentato nella Palestra Grande degli Scavi. La presentazione ha concluso il workshop internazionale Pompei: scavi e ricerche in corso, ospitato nell’Auditorium del Parco archeologico. L’incontro ha riunito istituzioni e università italiane e straniere impegnate nelle attività di ricerca all’interno del sito archeologico, favorendo il confronto sulle campagne di scavo e la condivisione dei più recenti risultati scientifici.
Il restauro ha interessato i frammenti dell’affresco recuperati durante gli scavi archeologici e ha permesso di ricostruire oltre un quarto della composizione originaria. Il progetto è stato concepito come un lavoro in continua evoluzione, lasciando aperta la possibilità di ulteriori integrazioni che potranno emergere con il proseguimento delle indagini. I frammenti appartengono al soffitto a volta di una sala da banchetto che era situata al piano superiore dell’abitazione. Il ritrovamento dei lacerti nel punto esatto del crollo ha consentito agli archeologi di identificarne con certezza la provenienza e di avviare già durante lo scavo un primo lavoro di ricomposizione, individuando le connessioni tra le diverse porzioni dell’apparato decorativo.
Su queste basi si è sviluppato il restauro, che ha unito attività conservative, ricerca archeologica e progettazione museografica. Sono stati ricollocati esclusivamente i frammenti la cui posizione risultava documentata con precisione, così da garantire una ricostruzione scientificamente corretta nel pieno rispetto dei principi di riconoscibilità e reversibilità che guidano gli interventi di restauro.
L’aspetto più innovativo del progetto riguarda la realizzazione del nuovo supporto destinato ad accogliere l’affresco ricomposto. A differenza delle tradizionali strutture piane, il sistema è stato progettato seguendo la curvatura originale della volta, definita progressivamente durante il lavoro di ricostruzione. Questa soluzione consente non solo di restituire la tridimensionalità dell’apparato decorativo, ma anche di preservare i frammenti e di aggiungerne altri in futuro senza compromettere il lavoro già svolto. Il carattere modulare del supporto rende infatti il restauro un processo aperto e aggiornabile. Numerosi frammenti attribuibili al soffitto sono ancora in fase di studio, mentre ulteriori lacerti potrebbero emergere dalle future campagne di scavo nella Regio IX. La struttura consentirà quindi di ampliare progressivamente la ricostruzione sulla base delle nuove scoperte archeologiche.
La porzione ricomposta rivela una decorazione di grande raffinatezza, organizzata attorno a un ampio riquadro centrale incorniciato da edicole, festoni vegetali, motivi ornamentali, figure allegoriche delle stagioni e geni alati. L’intensa policromia e la complessità dell’impianto decorativo testimoniano l’elevato livello artistico raggiunto nella decorazione delle dimore pompeiane.
Il soggetto principale dell’affresco è dedicato alla ierogamia, l’unione sacra tra Dioniso e Arianna. Sebbene la scena centrale sia giunta fino a noi solo in maniera frammentaria, il confronto con altre opere antiche ha consentito di ricostruirne il significato iconografico. Dioniso è rappresentato disteso sul suo carro, mentre Arianna, accompagnata da un erote citaredo, suona l’arpa; il carro è trainato da due centauri intenti a suonare strumenti musicali, in una composizione ricca di riferimenti simbolici. L’intero apparato decorativo rafforza il richiamo al mondo dionisiaco attraverso la presenza di festoni ricchi di frutti e fiori, maschere teatrali, strumenti utilizzati per le libagioni e numerosi altri elementi legati al culto del dio.
Il recupero dell’affresco s’inserisce nel programma di studi che il Parco archeologico di Pompei dedica nel 2026 al tema di Dioniso, scelto come filo conduttore delle attività culturali e scientifiche dell’anno. Questo percorso di ricerca trae impulso anche dalle importanti scoperte effettuate tra il 2024 e il 2025 nella Casa del Tiaso, sempre nella Regio IX, dove è stata riportata alla luce una delle più significative megalografie pompeiane, raffigurante un corteo dedicato al dio. Proprio ai misteri del culto dionisiaco sarà dedicata anche la seconda edizione di Esopop – Storie in Festival, intitolata Ecstatic Pompeii. Dal 28 agosto al 26 settembre 2026, ogni venerdì e sabato, il Parco archeologico ospiterà spettacoli teatrali dal vivo nei siti dell’area vesuviana in occasione delle aperture serali, con l’obiettivo di creare un dialogo tra ricerca archeologica, nuove scoperte e linguaggi della cultura contemporanea.
“L’Italia è leader mondiale nel restauro archeologico e Pompei, con il suo ufficio di restauratori”, ha dichiarato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, “ne è un tassello centrale. Per questo siamo felici di condividere con tutto il mondo i risultati dei nostri progetti conservativi, che sono sempre anche occasioni di ricerca e confronto”.
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