Roma, aperture speciali nei siti archeologici restaurati con i fondi del PNRR


Nel fine settimana del 13 e 14 giugno a Roma visite guidate gratuite alla chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella, alla villa romana di Tor de’ Cenci e a un nuovo settore del Circo Massimo. Prosegue così il programma di valorizzazione dei monumenti restaurati con fondi PNRR.

Proseguono a Roma le aperture straordinarie dei siti archeologici e monumentali restaurati grazie ai finanziamenti del programma PNRR Caput Mundi. Dopo il successo della prima giornata di visite che ha portato oltre 500 persone a scoprire il mausoleo di Monte del Grano e il sepolcro di Largo Talamo, la Sovrintendenza Capitolina torna a proporre un nuovo fine settimana dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico e archeologico della Capitale. Sabato 13 e domenica 14 giugno cittadini e visitatori avranno l’opportunità di accedere gratuitamente ad alcuni luoghi di particolare interesse, restituiti alla città attraverso interventi di recupero, consolidamento e ampliamento dei percorsi di visita realizzati nell’ambito del programma Caput Mundi. Tra i protagonisti del nuovo ciclo di aperture figurano la Chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella, la villa romana di Tor de’ Cenci e, per la prima volta, un nuovo settore dell’area archeologica del Circo Massimo.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di interventi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che nella Capitale ha consentito di avviare un vasto processo di recupero e valorizzazione di siti storici, archeologici e monumentali spesso poco conosciuti o non accessibili al pubblico. L’obiettivo è quello di restituire alla cittadinanza luoghi di straordinario valore culturale, ampliando al tempo stesso le possibilità di fruizione e conoscenza del patrimonio urbano.

Il primo appuntamento è in programma sabato 13 giugno, dalle 10 alle 13, con l’apertura straordinaria della Chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella. Situata all’interno del Parco dell’Appia Antica, la chiesa rappresenta uno degli esempi più affascinanti di trasformazione di un edificio romano in luogo di culto cristiano. L’antica struttura conserva testimonianze artistiche di eccezionale valore che raccontano secoli di storia e di stratificazioni culturali.

Particolarmente significativi sono gli affreschi che decorano l’edificio e che risalgono a epoche differenti, dall’XI al XVII secolo. Tra le opere più antiche spicca l’affresco conservato nella cripta, raffigurante la Madonna con Bambino tra Sant’Urbano e San Giovanni Evangelista. L’opera è datata tra il IX e il X secolo e costituisce una delle testimonianze pittoriche più preziose presenti nel complesso monumentale. Gli interventi realizzati grazie ai fondi del PNRR hanno interessato non soltanto la conservazione del monumento, ma anche il miglioramento della sua accessibilità. In particolare è stata ripristinata la scala di collegamento al cosiddetto Ninfeo di Egeria, uno dei luoghi più suggestivi della valle della Caffarella. Il ninfeo fu realizzato nella prima metà del II secolo d.C. scavando la roccia sulla sponda sinistra del fiume Almone e riproducendo l’aspetto di una grotta naturale. La possibilità di recuperare il collegamento tra i due siti consente oggi una lettura più completa del contesto storico e archeologico dell’area.

La giornata successiva, domenica 14 giugno, vedrà invece un doppio appuntamento, entrambi programmati tra le 10 e le 13. I visitatori potranno infatti scegliere tra la visita alla villa romana di Tor de’ Cenci e quella al nuovo settore dell’area archeologica del Circo Massimo, aperto per la prima volta al pubblico. La villa romana di Tor de’ Cenci costituisce una delle più importanti testimonianze della presenza di residenze suburbane nel territorio dell’antica Roma. Il complesso presenta una lunga storia di utilizzo che si sviluppa dal I secolo a.C. fino al V secolo d.C., documentando diverse fasi della vita economica e sociale del territorio romano. Le strutture conservate permettono di ricostruire l’evoluzione dell’insediamento e di comprendere le trasformazioni che interessarono il paesaggio suburbano nel corso dei secoli.

Ancora più rilevante dal punto di vista archeologico è l’apertura del nuovo settore del Circo Massimo, il più grande edificio per spettacoli dell’antica Roma. Grazie ai recenti interventi di scavo e valorizzazione, il percorso di visita si amplia con una porzione dell’emiciclo situato sul lato sud-orientale del monumento, un’area fino a oggi poco esplorata e sostanzialmente non accessibile al pubblico.

Area Archeologica di Via delle Botteghe Oscure. Foto: Sovraintendenza Capitolina
Area Archeologica di Via delle Botteghe Oscure. Foto: Sovraintendenza Capitolina

Le indagini archeologiche hanno consentito di approfondire la conoscenza delle strutture risalenti all’età traianea e delle successive fasi di riutilizzo del complesso. Gli scavi hanno infatti restituito nuovi elementi utili a comprendere la lunga continuità di vita del sito, che ha mantenuto una funzione e una frequentazione costanti ben oltre il periodo imperiale. Tra le scoperte più significative figurano antiche pavimentazioni e strutture finora sconosciute o non accessibili, testimonianze di ambienti databili all’epoca tardoantica. Questi spazi risultano legati a funzioni abitative e ad attività artigianali che si svilupparono all’interno dell’area dopo la progressiva cessazione della funzione originaria del circo.

Le ricerche hanno inoltre portato alla luce tracce degli edifici che, a partire dal XVIII secolo, si insediarono sopra le strutture romane. Nel corso dei secoli, infatti, le architetture antiche vennero adattate a nuovi utilizzi. Un esempio particolarmente interessante è rappresentato da una scala moderna che collegava gli edifici sovrastanti alla galleria romana, trasformata all’epoca in una cantina. Si tratta di testimonianze che documentano il continuo riuso del patrimonio archeologico e il dialogo costante tra le diverse epoche della storia urbana di Roma.

Parallelamente alle attività di scavo sono stati eseguiti importanti interventi di consolidamento e restauro delle murature e delle gallerie. Le opere hanno consentito di mettere in sicurezza le strutture e di renderle accessibili ai visitatori attraverso nuovi percorsi appositamente realizzati. L’area è stata inoltre dotata di una nuova scala di collegamento e di strumenti multimediali che permettono una comprensione più approfondita delle evidenze archeologiche e delle trasformazioni storiche del sito.

Le visite saranno gratuite e curate dagli archeologi della Sovrintendenza Capitolina, che accompagneranno il pubblico alla scoperta dei monumenti restaurati illustrandone storia, caratteristiche architettoniche e risultati degli interventi di recupero. L’accesso sarà consentito fino all’esaurimento dei posti disponibili e nel rispetto della capienza massima prevista per ciascun sito.

Il programma delle aperture speciali proseguirà anche nelle settimane successive. Domenica 21 giugno, dalle 10 alle 13, sarà visitabile il Torrione Prenestino, mentre nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, aprirà l’area archeologica di via delle Botteghe Oscure. Domenica 28 giugno sarà invece la volta della Rupe di San Paolo, visitabile dalle 10 alle 13, e della Cisterna Cristoforo Colombo, aperta dalle 15 alle 18.




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