Caravaggio e le sue modelle: un'indagine sulle fonti e le ricostruzioni delle figure femminili


Il 5 maggio a Palazzo Valentini (Roma) un incontro approfondisce il tema delle modelle di Caravaggio alla luce delle fonti e di nuove acquisizioni archivistiche, con interventi di Francesca Curti e Michele Cuppone. Ecco di cosa si parlerà.

Si terrà il 5 maggio nella Sala di Liegro di Palazzo Valentini a Roma l’incontro Oltre la tela. Le modelle romane di Caravaggio, appuntamento dedicato all’analisi di uno degli aspetti più discussi della produzione di Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano, 1571 - Porto Ercole, 1610). L’iniziativa vedrà la partecipazione degli studiosi Michele Cuppone, autore di Caravaggio, la Natività di Palermo e Francesca Curti, storica dell’arte, chiamati a confrontarsi sul rapporto tra dati documentari e ricostruzioni sviluppate nel tempo attorno alle figure femminili presenti nelle opere del pittore.

Il tema delle modelle di Caravaggio continua a suscitare interesse sia in ambito accademico sia nella divulgazione. Madonne, sante, eroine bibliche, ma anche popolane, zingare e cortigiane compongono un repertorio iconografico che ha alimentato numerose interpretazioni. Secondo diverse fonti, alcune di queste figure sarebbero riconducibili a donne realmente frequentate dall’artista, circostanza che ha contribuito a rafforzare l’immagine di una biografia segnata da episodi controversi e da relazioni complesse.

Fillide Melandroni
Caravaggio, Fillide Melandroni

Nel corso del tempo, il tentativo di identificare le modelle ha dato luogo a ricostruzioni spesso prive di riscontri certi. In molti casi si è cercato di attribuire un nome ai volti raffigurati nei dipinti, ipotizzando legami personali o sentimentali con il pittore. L’incontro intende verificare la tenuta di tali ipotesi alla luce delle fonti disponibili, distinguendo gli elementi documentati dalle elaborazioni successive. Tra le figure per le quali esiste un riscontro documentario si distingue Fillide Melandroni, cortigiana senese descritta come dotata di un temperamento violento. Caravaggio la ritrasse in un dipinto appartenuto al marchese Vincenzo Giustiniani, figura di primo piano nel collezionismo dell’epoca. Prima di entrare nella collezione Giustiniani, il ritratto risultava in possesso del letterato Giulio Strozzi, indicato come amante della donna.

“Del dipinto non ci sono più tracce dal maggio 1945”, precisa subito Cuppone, “da quando, nei giorni della liberazione di Berlino, un incendio probabilmente doloso devastò il deposito dove la tela si trovava con altre 430 opere”.

“La relazione dovette sconvolgere la vita del giovane”, spiega Curti, “a tal punto da voler sposare la cortigiana, sfidando la morale comune e l’ira del padre, che convinse il papa a cacciare la donna da Roma”.

Michelangelo Merisi detto Caravaggio, Madonna dei pellegrini
Caravaggio, Madonna dei pellegrini

Altri casi presentano margini di incertezza più ampi. Lena, ad esempio, viene tradizionalmente identificata come modella della Madonna dei pellegrini e forse della Madonna dei palafrenieri. Il suo nome compare in una querela presentata dal notaio Mariano Pasqualoni, che accusò Caravaggio di aggressione in un episodio avvenuto a piazza Navona. Nel documento Lena è definita “donna di Michelangelo”. In seguito alla vicenda, il pittore lasciò temporaneamente Roma per rifugiarsi a Genova. La stessa famiglia Pasqualoni, nonostante il contenzioso, risultava in possesso di un dipinto attribuito a Caravaggio, un Cristo alla colonna oggi perduto.

“A ben vedere, sembra che il quadro ‘berlinese’ sia l’unico in cui figuri Fillide”, continua Cuppone, “mentre una modella abituale può essere stata una certa Lena. Da non confondere, come spesso si fa, con la prostituta Maddalena Antognetti, personaggio realmente esistito ma di cui non sono documentati rapporti con il pittore. È notevole la somiglianza tra la fanciulla che vediamo nella Giuditta e Oloferne di Palazzo Barberini e nella Natività rubata a Palermo nel 1969, e ciò è un ulteriore tassello per datare quest’ultima pala d’altare al periodo romano e non siciliano, come si credeva un tempo. Bisogna rassegnarsi al fatto che, al momento, questo resta uno dei tanti volti senza nome, nonostante le proposte di narratori e persino mistificatori della biografia caravaggesca di attribuirgliene uno”.

Particolare delle opere Natività e Giuditta e Oloferne di Caravaggio
Particolare delle opere Natività e Giuditta e Oloferne di Caravaggio

Tra i nomi associati alla sfera privata del pittore compare anche Domenica Calvi, appartenente a un contesto curiale. Tuttavia, non esistono elementi che consentano di stabilire con certezza un suo coinvolgimento come modella, né di chiarire la natura del rapporto con Merisi.

L’incontro offrirà inoltre l’occasione per presentare una novità relativa al ritratto perduto di Marsilia Sicca, indicata nei documenti come “Matrona lombarda”. Francesca Curti ha individuato nei registri parrocchiali romani l’atto di battesimo di una “Arsilia Sicca di Caravaggio”, nata nell’Urbe da una famiglia originaria della stessa area bergamasca del pittore e quasi sua coetanea. Il ritrovamento suggerisce nuove ipotesi sulla realizzazione dell’opera, che potrebbe essere stata eseguita dopo il trasferimento dell’artista nella capitale pontificia, piuttosto che nel periodo lombardo, come precedentemente ipotizzato.

L’appuntamento rientra nella rassegna Cronache Romane, curata da Stella Fanelli, e sarà introdotto da Dario Nanni, consigliere capitolino e presidente della Commissione Giubileo. L’ingresso è libero alle ore 17:30 da via IV Novembre 119/a.




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