Grazie all’acquisizione nel 2025 da parte del Ministero della Cultura di due tavole mancanti, ora il Polittico Mormile di Antonio Rimpatta è stato ricomposto quasi integralmente, restituendo così al pubblico un’opera di notevole importanza. Le due tavole raffiguranti san Pietro e san Sebastiano, riconosciute nel 2022 come opere di rilevante interesse culturale, sono state individuate e acquistate sul mercato antiquario milanese nel 2025, per essere destinate alla Direzione regionale Musei nazionali Toscana e ricollocate presso il Cenacolo del Fuligno a Firenze, dove già si conservava il nucleo principale del polittico.
Realizzato nel 1501 da Antonio Rimpatta, artista bolognese attivo anche nell’Italia meridionale, il retablo fu originariamente commissionato dalla nobildonna napoletana Maddalena Mormile per il monastero domenicano femminile dei Santi Pietro e Sebastiano a Napoli, oggi non più esistente. La committente, priora del convento, compare inginocchiata al centro della composizione, vestita con l’abito monastico, come conferma anche l’iscrizione che riporta la data 1501 e i nomi dell’artista e della donatrice.
L’impianto dell’opera vede al centro la Madonna col Bambino affiancata dai santi Domenico e Pietro Martire, mentre Maddalena Mormile è raffigurata nell’atto di essere presentata alla Vergine. Ai lati si trovano santa Caterina d’Alessandria e santa Maria Maddalena, quest’ultima omonima della donatrice. Nella parte superiore compare l’Incoronazione della Vergine, accompagnata dai santi Pietro e Sebastiano e sormontata dalla figura dell’Eterno benedicente, oltre a due lunette con l’Annunciazione.
Le due tavole recentemente acquistate, raffiguranti i santi Pietro e Sebastiano a figura intera su uno sfondo paesaggistico di matrice umbra, si reinseriscono nel secondo registro laterale, ristabilendo l’equilibrio compositivo dell’intero complesso. Rimane invece ancora dispersa la predella, che con ogni probabilità faceva parte dell’opera originaria ma di cui non si hanno tracce. Già Leone de Castris aveva segnalato, nei suoi studi (1987, 2005), uno squilibrio nella parte superiore del polittico nella ricostruzione allora nota; tuttavia, è stato Marco Fagiani nel 2021 a riconoscere le due tavole come elementi originari del polittico. Più recentemente, Orazio Lovino (2025) ha approfondito la ricostruzione del polittico dal punto di vista tipologico.
La vicenda del Polittico Mormile è caratterizzata da una storia complessa: documentato a Napoli fino al 1971, nel 1978, quando apparteneva all’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza IV gruppo Opere Pie, fu venduto ed esportato illegalmente. Riapparso nel 1986 in Svizzera in un’asta di Sotheby’s, con attribuzione al Rimpatta grazie alla firma, venne sequestrato dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri e riportato in Italia. Non essendo più disponibile il contesto originario napoletano, l’opera fu affidata alla Soprintendenza di Firenze.
La decisione di collocare il polittico presso il Cenacolo del Fuligno risponde a una precisa strategia museografica: valorizzare un artista il cui linguaggio risente fortemente dell’influenza peruginesca. Il museo, situato nell’antico refettorio delle terziarie francescane di Sant’Onofrio, fondato nel 1419 e legato alla beata Angelina da Foligno, ha come fulcro il grande affresco dell’Ultima Cena realizzato da Pietro Perugino negli anni Ottanta del Quattrocento. Intorno a questo capolavoro si sviluppa un percorso espositivo dedicato alla diffusione dello stile del maestro umbro tra XV e XVI secolo. In questo contesto, l’opera di Rimpatta riveste un ruolo significativo per comprendere la diffusione del linguaggio di Perugino nell’Italia meridionale, come dimostra anche la pala d’altare realizzata dall’artista nel 1509 per la chiesa di San Pietro ad Aram a Napoli, oggi conservata presso il Museo nazionale di Capodimonte.
Artista versatile e itinerante, Rimpatta si formò a Bologna presso Francesco Francia e Lorenzo Costa, per poi aggiornarsi nella Roma del primo Cinquecento, segnata dalle esperienze di Perugino e Pinturicchio e aperta alle novità introdotte da Raffaello. Il Polittico Mormile rappresenta una testimonianza di questo percorso e offre un interessante confronto tra il classicismo peruginesco e la sua rielaborazione nel contesto meridionale.
Il nuovo allestimento sarà presentato ufficialmente venerdì 24 aprile 2026 alle ore 11.30. Durante l’inaugurazione, le tappe dell’acquisizione e gli studi attributivi saranno illustrati da Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale dei Musei nazionali della Toscana, insieme a Stefano Casciu, già alla guida della stessa direzione, Marco Mozzo, direttore del Museo di San Marco e Cenacoli, e Sara Ragazzini, curatrice del Cenacolo del Fuligno.
Orari di apertura: Giovedì, venerdì, sabato, dalle 9 alle 13. Sabato 25 aprile il Cenacolo sarà aperto gratuitamente, dalle 9 alle 13.
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