Cartoline da una città che non esiste più: Gaza. È da questa immagine evocativa e dolorosa che prende forma Postcard Lottery for Charity – Greetings from Gaza, il nuovo progetto dell’artista torinese Woc, che sceglie di trasformare un oggetto quotidiano e ormai quasi dimenticato, ovvero la cartolina, in un dispositivo artistico capace di attraversare confini geografici e temporali, ma anche coscienze individuali e collettive. L’iniziativa, presentata a Torino lo scorso 10 aprile, nasce a partire da un’immagine di Gaza City risalente a quando la città era ancora viva, intatta, riconoscibile nella sua dimensione urbana e sociale. Da qui prende avvio un progetto che si muove su un doppio binario: da un lato la volontà di denunciare gli orrori della guerra, dall’altro l’intenzione di offrire un sostegno concreto a chi opera in difesa dei diritti umani. L’intero ricavato sarà infatti devoluto ad Amnesty International Italia, a supporto delle sue attività.
La modalità di partecipazione è semplice ma fortemente simbolica. A partire da lunedì 13 aprile e per una settimana, fino al 19 aprile, sarà possibile acquistare online, esclusivamente attraverso il sito shop.woc1.it, una cartolina al costo di 10 euro. L’edizione è limitata a 200 esemplari, elemento che contribuisce a rafforzare il valore dell’oggetto sia come testimonianza artistica sia come strumento di raccolta fondi.
Tuttavia, ridurre il progetto a una semplice operazione benefica sarebbe limitante. Postcard Lottery for Charity – Greetings from Gaza ambisce infatti a configurarsi come un’esperienza complessa, in cui il gesto della spedizione diventa parte integrante dell’opera stessa. Ogni cartolina viene inviata tramite posta ordinaria, affidata completamente all’imprevedibilità del viaggio. Non esistono tempi certi: può arrivare rapidamente oppure accumulare ritardi, attraversare diversi Paesi, raccogliere lungo il percorso timbri, segni, tracce materiali del suo passaggio.
Questo elemento di casualità e trasformazione richiama direttamente la tradizione della Mail Art, una pratica artistica che ha trovato nella circolazione postale un mezzo espressivo autonomo, in cui il valore dell’opera non risiede soltanto nell’oggetto finale, ma nel processo che lo accompagna. In questo senso, ogni cartolina diventa un unicum, modificato dal viaggio e dalle condizioni contingenti che ne segnano il percorso.
Il coinvolgimento del pubblico rappresenta un altro aspetto centrale del progetto. Chi acquista la cartolina non è infatti un semplice spettatore, ma entra a far parte di un processo più ampio. Ogni esemplare dà accesso a una lotteria collegata all’iniziativa, che mette in palio l’opera originale da cui il progetto ha preso forma: Gaza City, realizzata con spray su carta, di dimensioni 100 per 70 centimetri, datata 2025. L’estrazione avverrà nel periodo compreso tra il 13 e il 19 aprile, trasformando l’acquisto in un’esperienza che unisce attesa, possibilità e partecipazione condivisa.
Il meccanismo introduce una riflessione anche sul collezionismo contemporaneo, che in questo caso si allontana dalla dimensione esclusiva e statica per aprirsi a una dinamica narrativa e partecipativa. Non si tratta solo di possedere un’opera o un oggetto, ma di essere parte di una storia che si sviluppa nel tempo e nello spazio, alimentata dai percorsi individuali delle cartoline e dalle aspettative dei partecipanti.
All’interno del progetto, la cartolina assume un significato duplice e stratificato. Da un lato si configura come un atto di memoria, capace di fissare e preservare l’immagine di una città che oggi risulta in gran parte distrutta. Dall’altro lato diventa una forma di denuncia silenziosa ma persistente, che viaggia di mano in mano, attraversa confini e sistemi postali, e continua a ricordare una realtà che non può essere normalizzata né dimenticata. L’atto di spedire una cartolina, gesto quotidiano e quasi anacronistico nell’epoca della comunicazione digitale, si carica così di un significato politico e culturale e diventa un modo per mantenere viva l’attenzione, per creare connessioni, per opporsi all’oblio.
A sostenere e diffondere l’iniziativa è Le Grand Jeu, bookstore parigino riconosciuto a livello internazionale come punto di riferimento per la street art e la cultura urbana. La partecipazione di una realtà di questo tipo contribuisce ad amplificare la portata del progetto, inserendolo all’interno di un circuito culturale attento alle pratiche artistiche contemporanee e alle loro implicazioni sociali.
Attraverso un oggetto semplice come una cartolina, il progetto mira a costruire una rete di significati che mette in relazione memoria individuale e responsabilità collettiva, estetica e politica, gesto artistico e azione concreta. Un invito a non dimenticare e a non restare indifferenti, affidato a un piccolo frammento di carta capace di attraversare il mondo.
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