Biennale di Venezia, il ministro Giuli non parteciperà né alla pre-apertura né alla cerimonia inaugurale


Il ministro Giuli non sarà presente a Venezia durante le giornate di pre-apertura della Biennale di Venezia, né prenderà parte alla cerimonia inaugurale in programma il 9 maggio. La decisione è stata comunicata ufficialmente dal Ministero della Cultura attraverso una nota.

Il ministro Alessandro Giuli non sarà presente a Venezia durante le giornate di pre-apertura della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, né prenderà parte alla cerimonia inaugurale in programma il 9 maggio. La decisione è stata comunicata ufficialmente dal Ministero della Cultura attraverso una nota.
Una scelta che segna una netta presa di posizione, maturata dopo settimane di tensioni legate alla riapertura del padiglione russo.

La decisione ha suscitato reazioni critiche e acceso il dibattito pubblico, con attacchi per la mancata partecipazione del ministro.

“La questione Biennale di Venezia sta diventando ogni giorno che passa una farsa che un’istituzione così prestigiosa non meriterebbe. Che cosa pensa di risolvere Alessandro Giuli disertando l’inaugurazione? Che messaggio pensa di dare lasciando vuota la sua sedia? È molto semplice: quella di un ministro della Cultura che anziché difendere con la schiena dritta e la testa alta l’autonomia e l’indipendenza di una delle istituzioni culturali più importanti al mondo, si nasconde”, ha commentato il capogruppo M5s al Senato Luca Pirondini.

“Siamo ormai di fronte a una gestione della cultura e delle istituzioni culturali inadeguata e pasticciata, degna dell’asilo Mariuccia”, ha affermato la capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi.

Ieri inoltre i deputati M5S Gaetano Amato ed Enrico Cappelletti hanno incontrato a Venezia il Presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco: “Abbiamo incontrato il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, per riaffermare il nostro sostegno all’indipendenza e all’autonomia di un’istituzione prestigiosa come la Biennale, oggi messa in discussione da chi vorrebbe subordinare la partecipazione degli artisti a logiche politiche. Buttafuoco ha richiamato con chiarezza la natura stessa della Biennale, paragonandola alle Nazioni Unite: uno spazio aperto, plurale, che per sua vocazione non può escludere nessuno. Il suo ruolo, ha sottolineato, implica la responsabilità di difendere questa autonomia e di garantire che la Biennale resti un luogo di incontro e non di esclusione. È stato un incontro molto proficuo: condividiamo pienamente questa posizione e ne apprezziamo la coerenza. Siamo al suo fianco nel ribadire che a nessun Paese, né alla Russia né ad altri, deve essere impedito di partecipare. La cultura e l’arte non possono essere ridotte a strumenti di scontro geopolitico: sono, al contrario, ponti tra i popoli e occasioni di dialogo che vanno tutelate proprio nei momenti di maggiore tensione”.

Alessandro Giuli. Foto: Ministero della Cultura
Alessandro Giuli. Foto: Ministero della Cultura



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