La Francia ha una nuova ministra della cultura: è Catherine Pégard, che succede a Rachida Dati. L’ex ministra si è dimessa per partecipare alla corsa per le elezioni municipali di Parigi. La nomina di Pégard è arrivata nella giornata di ieri, 26 febbraio 2026, quando è stata chiamata a entrare nel governo guidato da Lecornu, nel secondo esecutivo presieduto dal premier. Nata il 5 agosto 1954 a Le Havre, Catherine Pégard è una giornalista politica e dirigente culturale con un percorso professionale che attraversa oltre quattro decenni di vita pubblica francese. Figlia unica di un capitano di lungo corso, compie i primi passi nel giornalismo già ai tempi del liceo. Dopo gli studi in storia e scienze politiche, avvia la sua carriera nel 1977 al quotidiano J’informe. Tra il 1978 e il 1982 entra nel servizio politico del Quotidien de Paris, dove consolida la propria specializzazione nell’analisi della vita istituzionale e parlamentare. Il salto di qualità arriva nel 1982 con l’ingresso al magazine Le Point, una delle principali testate dell’informazione francese. Qui lavora inizialmente come giornalista al servizio politico, seguendo in particolare l’area della destra parlamentare. Nel corso degli anni assume ruoli di crescente responsabilità. Al Point firma settimanalmente un bloc-notes politico alimentato da informazioni raccolte dietro le quinte della scena istituzionale. Nel maggio 2007 lascia Le Point per essere nominata consigliera del presidente della Repubblica nei primi giorni dell’insediamento di Nicolas Sarkozy all’Eliseo. La scelta di chiamare una giornalista di primo piano, caporedattrice di un grande settimanale, suscita una controversia e alimenta il dibattito sull’opportunità del passaggio diretto dall’informazione al cuore del potere esecutivo. Senza etichetta politica dichiarata, da metà marzo 2008 assume la guida del nuovo polo politico creato alla presidenza, entrando nel ristretto gruppo dei più stretti collaboratori del capo dello Stato.
All’Eliseo si occupa in seguito anche di dossier culturali, ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione oltre la stretta dimensione politica. Questa esperienza istituzionale rappresenta un passaggio decisivo nella sua carriera, che la porterà nel 2011 alla guida di una delle istituzioni culturali più prestigiose del Paese. Il 31 agosto 2011 viene infatti nominata presidente dell’Établissement public du château, du musée et du domaine national de Versailles: la nomina di una giornalista politica alla testa del Castello di Versailles viene criticata da alcuni professionisti del patrimonio culturale, che lamentano la mancanza di esperienza specifica nella gestione di un’amministrazione culturale, e da commentatori politici che parlano di scelta legata alla volontà presidenziale. Tuttavia, nonostante le polemiche iniziali, Pégard rimane alla guida del Castello per oltre dodici anni, fino al marzo 2024.
Nel settembre 2024 entra all’Afalula, l’agenzia francese che co-gestisce il progetto di sviluppo della necropoli nabatea di Al-Ula in Arabia Saudita, con il ruolo di direttrice dello sviluppo culturale. Si tratta di un incarico breve, prima del ritorno all’Eliseo nel settembre 2025 come consigliera cultura del presidente della Repubblica Emmanuel Macron.
La nomina a ministra della Cultura nel febbraio 2026 rappresenta dunque l’approdo a un ruolo politico di primo piano dopo un percorso che intreccia giornalismo, consulenza presidenziale e direzione di grandi istituzioni culturali. Succedendo a Rachida Dati, Pégard assume la responsabilità di un ministero centrale per l’identità e la proiezione internazionale della Francia, in un momento in cui le politiche culturali sono chiamate a confrontarsi con le sfide della transizione digitale, del finanziamento del patrimonio e del sostegno alla creazione contemporanea.
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