Dopo oltre tre anni di restauro la Madonna della cesta di Rubens torna a Palazzo Pitti


La Madonna della cesta di Pieter Paul Rubens torna nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti dopo oltre tre anni di restauro. 

Dopo un accurato restauro di oltre tre anni, la Madonna della cesta di Rubens ha fatto ritorno nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. Da oggi il capolavoro del celebre artista fiammingo torna di nuovo visibile al pubblico nella Sala di Giove, decorata con gli affreschi a tema mitologico di Pietro da Cortona; lo splendido dipinto sarà in dialogo con capolavori come la Velata di Raffaello, le Tre Età dell’Uomo di Giorgione, il San Giovannino Battista di Andrea del Sarto, la Madonna del Sacco di Perugino e il Ritratto in armatura di Guidobaldo della Rovere del Bronzino oltre che con opere di Guercino e di Justus Sustermans

Le condizioni della Madonna della cesta prima del restauro erano gravemente compromesse: l’accumularsi, nel corso del tempo, di pesanti interventi di restauro sulla superficie dell’opera seicentesca le avevano conferito, a causa del sovrapporsi delle vernici, un aspetto ingiallito, piatto, del tutto privato della vivacità che caratterizzava originariamente l’opera. In alcuni punti il colore risultava sollevato o staccato. A compiere l’attento restauro è stato l’Opificio delle Pietre Dure, un team di specialisti, quali Francesca Ciani Passeri e Patrizia Riitano con Andrea Santacesaria, che hanno progressivamente eliminato tutti gli strati di vernice aggiunti e restituito al capolavoro rubensiano la sua intensa e variegata qualità cromatica, nonché ammorbidito il supporto di legno, eccessivamente irrigidito a causa di un vecchio intervento di consolidamento. 

Cecilia Frosinini, supervisore del restauro, ha dichiarato: "Adesso nella Madonna della cesta è di nuovo possibile ammirare i dettagli degli incarnati e delle capigliature, che rimandano ad una verità tutta fiamminga della resa naturalistica dei personaggi e che avvicinano i protagonisti sacri alla ritrattistica domestica tanto cara a Rubens. Altro elemento di grande rilievo, dopo la pulitura, risulta poi essere il bel tappeto che di nuovo indirizza verso le ricchezze materiche dei brani quasi da natura morta ante litteram, che l’artista introduce nelle sue opere per alludere allo status sociale dei committenti”.

"Quello della Madonna della Cesta è un altro grande ritorno di un capolavoro nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti in appena tre mesi" ha aggiunto il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt "a luglio, dopo 75 anni di assenza a causa di un furto da parte dei nazisti, abbiamo potuto accogliere di nuovo il leggendario Vaso di Fiori dell’olandese Jan Van Huysum. Poche settimane dopo abbiamo portato nella Sala della Berenice la commovente Madonna della Gatta di Federico Barocci, rimasta per oltre dieci anni lontana dagli occhi del pubblico nei depositi degli Uffizi, e la copia coeva del Tradimento di Cristo di Caravaggio, anch’essa restaurata. Continueremo su questa strada, per rendere Palazzo Pitti, come merita, il più grande scrigno dei tesori artistici di Firenze”

Inoltre, durante le analisi diagnostiche che hanno preceduto il restauro sono emerse sulla superficie del dipinto tracce di carta, che potrebbero essere riconducibili al cartone preparatorio utilizzato da Rubens.

Immagine Pieter Paul Rubens, Sacra Famiglia con santa Elisabetta e san Giovannino nota anche come Madonna della cesta (1615 circa; olio su tavola, 114 x 88 cm; Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti) 

Dopo oltre tre anni di restauro la Madonna della cesta di Rubens torna a Palazzo Pitti
Dopo oltre tre anni di restauro la Madonna della cesta di Rubens torna a Palazzo Pitti


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