È stato sottoscritto a Roma l’accordo preliminare per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro di Federculture, che riguarda il personale delle aziende e delle istituzioni operanti nel settore culturale. L’intesa è stata firmata ieri, 4 marzo, nella sede del WeGil dalla Commissione trattante di Federculture e dalle rappresentanze sindacali delle organizzazioni FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA. L’accordo chiude il negoziato relativo al triennio contrattuale 2021-2024 e introduce una serie di misure sia sul piano economico sia su quello normativo. Tra i punti principali figura l’incremento della retribuzione dei minimi tabellari, che sarà pari al 7,5% con riferimento alla data del 1° dicembre 2021 e con decorrenza effettiva dal 1° dicembre 2024. Alla revisione salariale si affianca inoltre la corresponsione di arretrati destinati al personale attualmente in servizio.
Secondo quanto stabilito dall’intesa, per il secondo livello della seconda fascia l’importo complessivo degli arretrati ammonterà a 1.850 euro. Tale cifra copre il periodo compreso tra gennaio 2022 e novembre 2024 e rappresenta il riconoscimento economico maturato nel corso del triennio contrattuale oggetto del rinnovo. L’adeguamento salariale costituisce uno degli elementi centrali dell’accordo e si inserisce nel più ampio tentativo di aggiornare le condizioni economiche dei lavoratori del comparto culturale, un settore che negli ultimi anni ha affrontato profonde trasformazioni organizzative e gestionali.
Accanto alla revisione delle retribuzioni, l’intesa introduce anche un intervento significativo sul fronte del welfare contrattuale. Le aziende del settore dovranno infatti incrementare la quota destinata ai fondi di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori a tempo indeterminato. L’importo stabilito è pari a 28,17 euro per dodici mensilità per ciascun dipendente, cifra che raddoppia la quota prevista dal precedente contratto. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire ai lavoratori un livello più elevato di prestazioni sanitarie integrative e rafforzare gli strumenti di tutela sociale previsti dal contratto collettivo.
Considerando anche questo incremento legato alla sanità integrativa, l’aumento economico complessivo derivante dal rinnovo supera l’8%. Si tratta di un dato che rappresenta il risultato complessivo delle misure introdotte dall’accordo e che riflette la volontà delle parti di intervenire in maniera strutturale sul sistema delle tutele economiche per il personale del comparto culturale.
Il rinnovo contrattuale introduce inoltre importanti modifiche sul piano normativo, in particolare per quanto riguarda il sistema di classificazione del personale. L’accordo prevede infatti una revisione dell’attuale struttura dei livelli di inquadramento, con l’obiettivo di semplificare l’organizzazione delle carriere e rendere più chiara la distribuzione delle mansioni all’interno delle diverse aree professionali.
Il nuovo assetto mantiene la suddivisione in tre aree principali, ma modifica la loro articolazione interna. L’Area I e l’Area II saranno entrambe strutturate in tre livelli, identificati dalle lettere A, B e C, mentre l’Area III sarà articolata in quattro livelli, indicati con le lettere A, B, C e D. Con questo intervento si passa dai diciotto livelli complessivi previsti dal precedente sistema ai dieci livelli definiti dal nuovo accordo.
Nel corso della trattativa, le parti hanno inoltre concordato sulla necessità di avviare rapidamente il confronto per il rinnovo successivo: è stato assunto l’impegno di aprire immediatamente il negoziato per il nuovo contratto relativo al periodo 2025-2027.
Il presidente di Federculture, Andrea Cancellato, ha espresso “soddisfazione per il risultato raggiunto che insieme al lavoro che faremo nella prossima tornata di rinnovo ci spinge a lavorare convinti per approdare al contratto unico della cultura. Si è giunti a questo rinnovo con il contributo e lo sforzo di tutti, che ha visto impegnate le principali sigle sindacali del Paese prova che la cultura è un settore nevralgico non solo della nostra identità nazionale ma anche della nostra economia. Un particolare ringraziamento – conclude Cancellato - a tutti i componenti della Delegazione Trattante di Federculture e in particolar modo al presidente Marco Buttarelli che ne ha saggiamente guidato i lavori”.
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