Truly, la mostra di Fabio Viale a Pietrasanta invita a riflettere sul nostro concetto di libertà


Apre oggi, a Pietrasanta, la mostra Truly, personale di Fabio Viale (Cuneo, 1975), che si tiene in tutti i luoghi simbolo della cittadina della Versilia. La mostra, a cura di Enrico Mattei, dura fino al 4 ottobre 2020 ed è realizzata col sostegno della Galleria Poggiali di Firenze. La mostra nasce con l’intento di esporre opere in dialogo con gli spazi cittadini: l’intento di Fabio Viale è quello di interpretare il senso dei nostri giorni di forzato isolamento. Risponde a questa esigenza, ad esempio, l’esposizione de Le Tre Grazie, che l’artista presenta in anteprima all’interno della chiesa di Sant’Agostino.

L’opera, in marmo bianco, ha come soggetti tre donne originarie di Ghardaia, città algerina di religione islamica ibadita dove la donna indossa il tradizionale haik, un’ampia veste bianca lunga fino ai piedi, avvolta intorno al corpo e al viso che lascia scoperto un solo occhio. Viale, entrato in contatto con questa città durante uno dei suoi frequenti viaggi, desidera porre particolare attenzione sul tema della libertà negata e al contempo sulla percezione scontata che ne hanno gli occidentali, i quali, proprio adesso, in momenti di forte limitazione, ne avvertono la misura.

Rispondendo allo stimolo della nuova iconografia cui tutti noi siamo sottoposti (i cosiddetti “dispositivi di protezione individuale”, in particolare le mascherine sul volto, con cui abbiamo e avremo ampia familiarità, ma a cui non eravamo abituati), Le Tre Grazie aspirano a creare un cortocircuito visivo e semantico che, a dispetto del titolo, non ha alcun riferimento classico: connettendosi alla simbologia del velo e all’esperienza del distanziamento sociale, basato sulla diffidenza verso il prossimo, specie se coperto, la scultura si apre a significati religiosi e comportamentali. La collocazione della scultura nella chiesa di Sant’Agostino vuole acuirne il portato mistico e simbolico evocando un dialogo sui temi della spiritualità, libertà personale, di culto e meditativa, suggerito anche dalla scelta allestitiva che la vede giustapposta a Star Gate, scultura realizzata in marmo arabescato del monte Altissimo che raffigura due cassette per la frutta monumentali (2 metri di altezza), che unite lasciano un varco nello spazio, un passaggio, e al tempo stesso, un limite da oltrepassare cui si associano portati di nuova spiritualità ed emancipazione.

Come sostiene Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento di Firenze e autore di un saggio in catalogo, “alla base del lavoro di Viale esiste sempre una conoscenza rispettosa della materia, ed è grazie a questa relazione virtuosa, coltivata negli anni, tra tecnica e poesia, tra materiali e strumenti, tra uomo e natura, che si è perfezionato un processo creativo il cui scopo è, al netto di altre considerazioni, l’esaltazione delle proprietà formali della pietra e di quelle concettuali e figurative nella fantasia umana”.

Ancora, la mostra prevede l’allestimento nella piazza del Duomo di alcuni marmi tatuati, di grande dimensione. I segni realizzati sul marmo sono una combinazione personale delle più attuali tendenze del tatuaggio, da quelli già sperimentati del mondo criminale e giapponese, ai nuovi orientamenti provenienti dal mondo sudamericano e dei Trapper. Confermando l’attitudine dell’artista a decodificare la sensibilità dei nostri giorni, Viale compone un inedito linguaggio trasversale, che attinge a una sorta di universo segnico “Old Style”. Tra questi lavori spiccano Souvenir David (una sorta di maschera monumentale del David di Michelangelo, su cui l’artista ha sperimentato per la prima volta questo nuovo tipo di tatuaggio), un grande torso ispirato al Torso dek Belvedere e un’opera inedita: un torso ispirato al Torso Gaddi che vedrà la collaborazione dello stilista Marcelo Burlon. Sulla superficie marmorea, saranno tatuati i suoi motivi, un mix di elementi naturali e stilemi contemporanei.

Nel chiostro di Sant’Agostino e nelle sale adiacenti al piano terra sono allestiti, inoltre, una serie di lavori che hanno scandito il percorso dell’artista: da Infinito, scultura in marmo nero che rappresenta le ruote di un SUV intrecciate, a una versione de La Suprema che ritrae due cassette per la frutta con effetto legno. Infine, a Marina di Pietrasanta, posta proprio sul Pontile di Marina comunemente, verrà esposta un’ulteriore opera in marmo bianco. In occasione della mostra sarà edito un catalogo con testi di Enrico Mattei, Sergio Risaliti e Massimiliano Simoni, la cui presentazione al pubblico avverrà sabato 1 agosto 2020.

Di seguito, le foto di alcune delle opere.

Le Tre Grazie. Courtesy l'artista e Galleria Poggiali. Photo credit © Nicola Gnesi
Fabio Viale, Le Tre Grazie (2020; marmo). Courtesy l’artista e Galleria Poggiali. Photo credit © Nicola Gnesi


Fabio Viale, Truly, installation view. Courtesy l'artista e Galleria Poggiali. Photo credit © Nicola Gnesi
Fabio Viale, Truly, installation view. Courtesy l’artista e Galleria Poggiali. Photo credit © Nicola Gnesi


Fabio Viale, Truly, installation view. Courtesy l'artista e Galleria Poggiali. Photo credit © Nicola Gnesi
Fabio Viale, Truly, installation view. Courtesy l’artista e Galleria Poggiali. Photo credit © Nicola Gnesi


Fabio Viale, Truly, installation view. Courtesy l'artista e Galleria Poggiali. Photo credit © Nicola Gnesi
Fabio Viale, Truly, installation view. Courtesy l’artista e Galleria Poggiali. Photo credit © Nicola Gnesi


Fabio Viale, Truly, installation view. Courtesy l'artista e Galleria Poggiali. Photo credit © Nicola Gnesi
Fabio Viale, Truly, installation view. Courtesy l’artista e Galleria Poggiali. Photo credit © Nicola Gnesi


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