È stato sottoscritto a Roma il nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro Federculture, un passaggio atteso che rende operative le misure previste dal rinnovo per il triennio 2022–2024 e che segna, allo stesso tempo, l’avvio di una nuova fase negoziale per il periodo successivo. La firma è avvenuta il 30 aprile presso lo spazio WeGil, al termine del confronto tra la Commissione trattante di Federculture e le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA. Con l’intesa entrano in vigore una serie di interventi che riguardano sia il piano economico sia quello normativo, con particolare attenzione agli inquadramenti professionali e agli strumenti di welfare. Il rinnovo introduce infatti un aumento complessivo del 7,5% dei minimi tabellari, con decorrenza dal 1° dicembre 2024, un elemento che incide direttamente sulle retribuzioni dei lavoratori del comparto. A questo incremento si affianca un rafforzamento del sistema di welfare contrattuale, che contribuisce ad ampliare l’impatto economico complessivo del rinnovo.
Tra le misure più significative rientra l’intervento sull’assistenza sanitaria integrativa. Il contributo previsto viene raddoppiato e raggiunge i 28,17 euro mensili per ciascun lavoratore a tempo indeterminato. L’incremento del sostegno al welfare sanitario rappresenta uno degli aspetti qualificanti dell’accordo e concorre a portare l’aumento complessivo oltre la soglia dell’8%, considerando l’insieme delle componenti economiche introdotte.
Uno dei capitoli centrali del contratto riguarda la revisione del sistema di classificazione del personale, considerata tra le innovazioni più rilevanti del rinnovo. Il nuovo impianto mantiene la suddivisione in tre aree ma interviene in modo significativo sui livelli, che vengono ridotti e riorganizzati secondo una struttura più semplice e leggibile. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più chiari gli inquadramenti e di facilitare la definizione dei percorsi professionali all’interno del comparto, in un contesto caratterizzato da una crescente complessità delle competenze richieste nel settore culturale.
Nel passaggio al nuovo sistema viene garantita la piena salvaguardia delle retribuzioni individuali. A tutela dei lavoratori già in forza è prevista infatti una specifica componente economica non riassorbibile, pensata per evitare penalizzazioni derivanti dalla riorganizzazione degli inquadramenti. Questo meccanismo consente di accompagnare la transizione verso il nuovo modello mantenendo invariati i livelli retributivi acquisiti.
L’accordo rappresenta il punto di arrivo di un percorso negoziale che ha coinvolto le parti sociali su temi centrali per il comparto della cultura, ma al tempo stesso segna l’inizio di una nuova fase. Le parti firmatarie hanno infatti già fissato la data del 26 maggio per riaprire il confronto in vista del rinnovo del triennio 2025–2027. La scelta di avviare immediatamente il negoziato successivo indica la volontà di dare continuità al lavoro svolto e di affrontare con tempestività le nuove sfide del settore.
“Il Contratto Federculture, che da sempre è il principale riferimento per chi lavora nella cultura”, ha dichiarato Andrea Cancellato, Presidente Federculture, “si afferma ulteriormente come uno strumento attuale e concreto a disposizione di aziende e lavoratori. L’efficacia dell’azione che stiamo portando avanti è confermata dai dati che ci dicono come solo nell’ultimo anno la sua applicazione nel comparto sia progredita del 30%. Questo rinnovo rappresenta, quindi, un passaggio decisivo per il settore, perché coniuga risultati economici concreti, nuove tutele e una riforma attesa del sistema di inquadramento, senza lasciare indietro nessuno. È il frutto di un lavoro condiviso che ha visto impegnate le principali organizzazioni sindacali e che conferma come la cultura sia un settore strategico, non solo per l’identità del Paese ma anche per la sua crescita economica. Abbiamo scelto di investire su lavoro, welfare e prospettiva e proprio per questo abbiamo già assunto l’impegno ad aprire subito il confronto per il prossimo rinnovo, con l’obiettivo di dare continuità a questo percorso e arrivare a un contratto sempre più rappresentativo dell’intero comparto culturale. Un ringraziamento va a tutta la Delegazione Trattante di Federculture e, in particolare, al presidente Marco Buttarelli per il lavoro svolto e la guida del negoziato”.
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