Grande partecipazione internazionale e risultati di rilievo per l’asta di Arte Contemporanea organizzata da Dorotheum a Vienna il 20 maggio 2026, una serata che ha attirato l’attenzione del mercato soprattutto grazie al nuovo record mondiale stabilito da Carla Accardi (Trapani, 1924 – Roma, 2014), figura centrale dell’arte italiana del secondo Novecento e protagonista dell’avanguardia astratta europea. A guidare la vendita è stata infatti l’opera Fonda notte – Pieno giorno, aggiudicata a un offerente telefonico per 520mila euro, cifra che rappresenta il più alto prezzo d’asta mai raggiunto finora dall’artista. Il risultato segna un passaggio significativo nel riconoscimento internazionale del lavoro di Accardi, da tempo considerata una delle voci più autorevoli dell’arte italiana del dopoguerra.
Artista più volte presente alla Biennale di Venezia, Carla Accardi ha sviluppato nel corso della sua carriera una ricerca incentrata sul segno, sul colore e sulla sperimentazione astratta, contribuendo in maniera decisiva al rinnovamento del linguaggio pittorico italiano nella seconda metà del Novecento. Le sue opere sono oggi conservate in importanti collezioni internazionali e presenti in istituzioni museali di primo piano, tra cui il Museum of Modern Art e la Fondazione Prada.
Il risultato ottenuto da Fonda notte – Pieno giorno conferma il crescente interesse del mercato internazionale per la produzione storica dell’artista e più in generale per le protagoniste femminili dell’arte contemporanea europea, segmento che negli ultimi anni ha registrato un’espansione significativa sia sul piano critico che su quello collezionistico.
La vendita di Dorotheum ha infatti evidenziato una forte domanda per opere realizzate da artiste donne, con risultati particolarmente competitivi. Tra questi spicca il dipinto a olio del 2012 di Martha Jungwirth appartenente alla serie Fruchtfleisch, venduto per 429mila euro. L’artista austriaca, nota per una pittura gestuale e fortemente materica, continua così a consolidare la propria posizione nel mercato internazionale. Importante anche il risultato ottenuto da Miriam Cahn con il dipinto Unklar del 1996, le cui offerte sono salite fino a 195mila euro. L’opera conferma il crescente interesse nei confronti della produzione dell’artista svizzera, la cui ricerca affronta da anni temi legati al corpo, alla vulnerabilità e alla dimensione politica dell’immagine.
Tra le artiste presenti in catalogo figurava anche Helena Vieira da Silva, una delle figure storiche dell’astrazione europea del Novecento, forte della recente monografica alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Una sua opera è stata aggiudicata per 104mila euro, contribuendo al buon andamento complessivo della sezione dedicata all’arte internazionale.
La serata ha registrato risultati importanti anche per artisti dell’Europa centrale e dell’area tedesca. Particolarmente sostenuta la competizione per le opere di Mikuláš Medek, autore di riferimento dell’arte ceca del secondo dopoguerra, che ha ottenuto due aggiudicazioni rispettivamente di 546mila e 338mila euro. Ottimo risultato anche per Günther Uecker, il cui celebre Nagelbild, una delle iconiche composizioni realizzate con chiodi che caratterizzano la sua produzione, è stato venduto per 455mila euro. L’opera conferma la persistente attenzione del mercato verso gli artisti storici legati alle sperimentazioni cinetiche e monocrome del secondo Novecento europeo. Tra i top lot della vendita figura inoltre la scultura in bronzo Vater Staat di Thomas Schütte, aggiudicata anch’essa per 520mila euro. Schütte, considerato uno dei maggiori artisti tedeschi contemporanei, continua a ottenere risultati importanti nelle aste internazionali grazie a una produzione che unisce scultura, installazione e riflessione politica.
L’asta del 20 maggio conferma il ruolo di Dorotheum come uno dei principali attori europei nel settore dell’arte moderna e contemporanea, capace di attrarre collezionisti internazionali e di intercettare le nuove tendenze del mercato. In particolare, il record raggiunto da Carla Accardi rappresenta un segnale significativo della crescente valorizzazione delle artiste italiane del dopoguerra, sempre più presenti nelle collezioni museali e nei cataloghi delle principali case d’asta internazionali. Il risultato ottenuto da Fonda notte – Pieno giorno si inserisce infatti in un più ampio processo di riscoperta e consolidamento critico dell’opera di Carla Accardi, il cui lavoro continua a essere oggetto di studi, mostre e acquisizioni da parte delle principali istituzioni culturali. La crescita delle sue quotazioni riflette non solo un interesse commerciale, ma anche una più ampia ridefinizione della storia dell’arte del Novecento, nella quale il contributo delle artiste donne assume un ruolo sempre più centrale.
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