Capri Verdemare è un progetto di scultura site-specific di Maicol Borghetti ideato per l’isola di Capri, realizzato in collaborazione con Liquid art system di Franco Senesi e con testo critico di Alessandro Romanini. Il progetto riceve il patrocinio del Comune di Capri e del Comune di Pietrasanta e trova collocazione sul Belvedere di Piazza Armando Diaz, a pochi passi dalla Piazzetta di Capri, a partire dal 30 giugno 2026.
L’opera nasce dall’incontro tra il bronzo della scultura senza titolo della serie Mythos and Protos e il mare. Il lavoro viene immerso nelle acque di Capri e riemerge segnato dall’azione marina, con una patina verde-azzurra denominata Patina Capri Verdemare. Il colore del mare diventa materia e superficie dell’opera. La scultura assume la forma di un reperto unico, un frammento restituito dall’acqua che conserva l’identità del luogo. Il risultato si configura come un oggetto sospeso tra dimensione antica e prospettiva futura, reperto immaginario nella sua origine ma concreto nella materia. Il riferimento al mare di Capri diventa elemento costitutivo dell’opera e non semplice contesto.
L’artista definisce il progetto come una forma di archeologia del futuro. L’arte diventa strumento di osservazione del presente da una distanza temporale ipotetica. I bronzi nascono alla Fonderia Artistica Versiliese di Pietrasanta, luogo in cui prende forma la base materiale delle opere. La definizione di archeologia del futuro individua dunque una metodologia di lettura del tempo attraverso la materia scultorea. La scultura viene affidata al mare e successivamente restituita dalle acque. Il 30 giugno 2026 è previsto un incontro con l’artista presso lo Spirito di Capri, in Piazzetta Ignazio Cerio 6.
“L’artista nella concezione di questo progetto si allinea alla visione aristotelica, secondo cui la poesia è un’imitazione della natura nei suoi metodi operativi e non nelle sue apparenze esteriori, nei processi e non nell’esteriorità”, scrive Alessandro Romanini nel suo testo critico. “Borghetti, in questa ricerca indirizzata all’archeologia del futuro, ci conferma come il compito dell’artista non sia quello di raccontare cose avvenute, riportare realtà oggettive, ma trasmettere quello che potrebbe verosimilmente avvenire o meglio, nella sua accezione, ciò che anticipa il mito e si colloca fuori dalle narrazioni e fuori dal corso temporale lineare. Struttura una specifica e dettagliata strategia temporale, in cui declina le proprie opere, scultura e fotografia, lette come complementari. Una compresenza dei tempi, una convivenza dei flussi temporali, che secondo dinamiche eterogenee e indipendenti s’intersecano e nelle maglie, negli anfratti e nelle soglie di questi flussi, l’artista s’incunea con le proprie creature plastiche. Un’esistenza liminare, sulla soglia, fra gli interstizi delle operazioni storicizzanti e tassonomiche di archeologia, fisica, storia. Come ogni opera d’arte degna di questo nome, la scultura di Borghetti co-creata con il mare, attraverso forme eterogenee, concrezioni e rifiniture, l’incontro di natura e cultura, naturale e artificiale, scatena il pensiero sia logico che emotivo e veicola significati complessi. Un’archeologia del futuro che non cessa d’indagare fornendo exempla di un’ipotetica spazio-temporalità alternativa e quindi di inedite forme di fruizione e relazione, che necessitano uno sguardo inedito e una mente nuova.”
| Città | Capri | Date | Nessuna data disponibile | Artisti | Maicol Borghetti | Temi | Arte contemporanea, Archeologia, Scultura, Archeologia subacquea |
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