Magazzino Italian Art: a New York una grande mostra su Alighiero Boetti


Al Magazzino Italian Art di Cold Spring (New York) dal 26 aprile 2026 al 26 aprile 2028 una vasta retrospettiva dedicata ad Alighiero Boetti nell’ambito del programma sull’Arte Povera. In mostra circa 30 opere tra lavori storici, prestiti e collezione permanente.

Prosegue al Magazzino Italian Art di Cold Spring, nello stato di New York, il programma espositivo dedicato ai protagonisti dell’Arte Povera, con una nuova tappa che si concentra sull’opera di Alighiero Boetti (Torino, 1940 – Roma, 1994). La mostra, dal titolo Tutto Boetti 1966–1993, sarà aperta al pubblico dal 26 aprile 2026 fino al 26 aprile 2028 negli spazi del Main Building del museo, che ospitano anche la collezione permanente dedicata al movimento. L’iniziativa si inserisce in un percorso già avviato dall’istituzione, che negli anni precedenti ha presentato approfondimenti monografici su Piero Gilardi, con Tappeto natura nel 2022, e su Michelangelo Pistoletto, con Welcome to New York tra il 2023 e il 2024. Il nuovo capitolo conferma la linea curatoriale orientata all’analisi sistematica dei principali interpreti dell’Arte Povera attraverso focus espositivi dedicati.

“Questa mostra nasce dall’impegno di Magazzino ad approfondire in modo sempre più puntuale lo studio della nostra collezione”, spiega Nicola Lucchi, direttore di Magazzino Italian Art. “Stiamo preparando visite guidate e laboratori didattici per le scuole che accompagneranno questo progetto, ampliandone la portata sul piano educativo. Attendiamo inoltre con particolare interesse la pubblicazione del catalogo, che ci consentirà di consolidare e diffondere ulteriormente questo percorso di studio”.

“Il nucleo storico di opere di Alighiero Boetti qui presentato, riunito grazie all’importante rapporto che abbiamo maturato nel corso degli anni con Gianfranco Benedetti della Galleria Christian Stein, permette oggi una piena valutazione critica di un momento fondativo nella carriera dell’artista e nella storia del movimento dell’Arte Povera”, affermano Nancy Olnick e Giorgio Spanu, cofondatori di Magazzino Italian Art. “Siamo inoltre molto lieti della collaborazione con la Fondazione Alighiero e Boetti per il simposio e con tutti quanti hanno reso possibili prestiti di grande rilievo, contribuendo in modo significativo alla completezza del progetto espositivo”.

Alighiero Boetti, Tutto (1988; ricamo su tessuto, 120 x 220,3 cm; Caterina Boetti Collection). Foto: Antonio Idini, Roma ©Alighiero Boetti by SIAE
Alighiero Boetti, Tutto (1988; ricamo su tessuto, 120 x 220,3 cm; Caterina Boetti Collection). Foto: Antonio Idini, Roma ©Alighiero Boetti by SIAE

La mostra dedicata a Boetti riunisce circa trenta opere, selezionate a partire da un nucleo appartenente alla collezione permanente del museo e integrate da prestiti provenienti dagli eredi dell’artista e da una rilevante collezione privata. L’arco cronologico coperto dall’esposizione si estende dal 1966 al 1993, offrendo una lettura ampia della produzione dell’artista lungo quasi tre decenni. Tra le opere esposte figurano lavori di grande formato come Mazzo di tubi (1966), Da mille a mille (1975), Insicuro Noncurante (1975–76) e il grande kilim Alternando da uno a cento e viceversa (1993).

Il titolo della mostra rimanda alla volontà di offrire una visione estesa dell’intero arco della ricerca dell’artista. Il riferimento alla serie dei Tutto, avviata negli anni Ottanta, evidenzia inoltre uno dei nuclei centrali del suo lavoro: grandi composizioni tessili in cui segni, scritture e immagini si intrecciano in strutture dense e sistematiche. Il percorso espositivo si apre con un gruppo di opere fondamentali del primo periodo torinese, datate 1966, molte delle quali furono presentate nella prima mostra personale di Boetti alla Galleria Christian Stein di Torino nel 1967. Tra queste compaiono Triplo metroAsta di misurazioneMancorrente a squadraPannello luminoso e Clino. Questi lavori introducono le principali linee di ricerca dell’artista agli esordi, incentrate su misurazione, funzione e ridefinizione dell’oggetto.

Alighiero Boetti, Mappa (1983; ricamo su tessuto, 115 x 180 x 2,5 cm). Su gentile concessione di Magazzino Italian Art. Foto: Marco Anelli ©Alighiero Boetti by SIAE/ARS 2026
Alighiero Boetti, Mappa (1983; ricamo su tessuto, 115 x 180 x 2,5 cm). Su gentile concessione di Magazzino Italian Art. Foto: Marco Anelli ©Alighiero Boetti by SIAE/ARS 2026

Attraverso materiali industriali e oggetti derivati dalla quotidianità, Boetti interviene su categorie consolidate come autorialità, rappresentazione e uso, evidenziando la dimensione concettuale di strumenti tecnici e strutture apparentemente neutre. L’attenzione si concentra sulla trasformazione del significato attraverso operazioni minime di spostamento e ricontestualizzazione. All’interno della prima sala trovano collocazione due opere di particolare rilievo che evidenziano la dimensione spaziale e scultorea della ricerca iniziale dell’artista. Pavimento luminoso (1966) consiste in una struttura lignea dipinta, dotata di un sistema di illuminazione interno e collocata a terra come piattaforma. L’opera mette in relazione oggetto, architettura e scultura, integrando la luce come elemento costitutivo della forma. Il riferimento al contesto torinese degli anni Sessanta emerge anche nel dialogo con gli ambienti del Piper Club, luogo centrale della sperimentazione artistica e culturale del periodo.

Accanto a questa opera si colloca Mazzo di tubi (1966), composto da sedici elementi in PVC assemblati verticalmente fino a configurare una struttura assimilabile a una colonna. L’intervento sull’oggetto industriale produce una riconfigurazione funzionale, che sposta l’attenzione dal gesto manuale alla selezione e all’assemblaggio di elementi preesistenti. Ne deriva una struttura autonoma, che riflette l’interesse dell’artista per sistemi, classificazioni e relazioni tra ordine e variazione.

Alighiero Boetti, Senza titolo (1970; inchiostro e adesivi su carta applicata su tela, 111,1 x 136,5 x 2,5 cm). Su gentile concessione di Magazzino Italian Art – Foto: Marco Anelli ©Alighiero Boetti by SIAE/ARS 2026
Alighiero Boetti, Senza titolo (1970; inchiostro e adesivi su carta applicata su tela, 111,1 x 136,5 x 2,5 cm). Su gentile concessione di Magazzino Italian Art – Foto: Marco Anelli ©Alighiero Boetti by SIAE/ARS 2026

Il percorso prosegue con le opere realizzate negli anni romani, fase in cui la ricerca di Boetti si articola attorno ai temi della dualità, della delega e della ridefinizione dell’autorialità. In Da mille a mille (1975), composto da undici fogli di carta millimetrata, gli assistenti dell’artista intervengono liberamente nella colorazione dei quadratini, secondo regole aperte che prevedono un ampio margine di scelta. L’opera diventa così un campo di interazione tra struttura e libertà operativa, nel quale il risultato finale emerge da processi non completamente determinati. A questa fase appartiene anche una Mappa del 1983, parte della serie avviata dopo il viaggio dell’artista in Afghanistan nel 1971. In seguito a quell’esperienza, Boetti avvia una collaborazione continuativa con artigiane afghane, affidando loro la realizzazione delle opere ricamate. Le Mappe combinano sistemi geografici e simbolici preesistenti, come confini politici e bandiere nazionali, tradotti in tessuto attraverso tecniche tradizionali. Il risultato evidenzia la compresenza di struttura concettuale e manualità esecutiva.

L’intero progetto espositivo evidenzia la centralità della collaborazione nella pratica di Boetti, insieme all’idea di sistema come principio generativo dell’opera. Il rapporto tra regola e variazione, così come la tensione tra controllo e delega, costituisce uno degli assi principali della sua ricerca. La mostra sarà accompagnata da un catalogo curato dal professor Francesco Guzzetti, corredato da schede dedicate a ciascuna opera. Il volume è concepito come strumento di studio e riferimento per la ricerca futura, oltre che come supporto documentario per l’analisi del corpus esposto. Il 25 aprile 2026 è inoltre previsto un simposio organizzato in collaborazione con la Fondazione Alighiero e Boetti di Roma. L’incontro vedrà la partecipazione di curatori, critici e artisti chiamati a confrontarsi sull’impatto della ricerca di Boetti nello sviluppo dell’arte contemporanea, con particolare attenzione alle dinamiche concettuali e operative introdotte nel suo lavoro.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraTutto Boetti 1966–1993
CittàNew York
SedeMagazzino Italian Art
DateDal 26/04/2026 al 26/04/2028
ArtistiAlighiero Boetti
TemiArte Povera, Alighiero Boetti



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